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Elezioni, Angela Marcianò a StrettoWeb: “mia candidatura dovere morale per la città, emergenza rifiuti si supera cambiando sistema di raccolta” – L’INTERVISTA

Elezioni Comunali Reggio Calabria, intervista ad Angela Marcianò candidata a Sindaco con il supporto di 4 liste

Angela Marcianò, 42 anni, docente universitario di Diritto del Lavoro, è lanciatissima verso le elezioni comunali di 20 e 21 Settembre a Reggio Calabria: il primo sondaggio che abbiamo pubblicato ieri la vede ottenere il 36% delle preferenze, di gran lunga al primo posto del gradimento dei cittadini. Sostenuta da 4 liste e 112 candidati al Consiglio Comunale, è la principale sfidante delle due più grandi coalizioni politiche: il centrodestra del “forestieroMinicuci e il centrodinistra dell’uscente Falcomatà.

Angela Marcianò ha già lavorato a Palazzo San Giorgio da assessore esterno della prima Giunta dello stesso Falcomatà, che a novembre 2014 l’aveva nominata Assessore ai Lavori Pubblici, alla Trasparenza e alla Legalità. Proprio sui temi della legalità, la giovane docente universitaria si è scontrata più volte con il Sindaco uscente fino alla rottura del 2017 quando ha lasciato l’incarico. Adesso è in corsa per succedergli nello scranno più importante del Comune reggino. Ai microfoni di StrettoWeb, ha risposto a 360° alle nostre domande sulle sue scelte e idee per il futuro della città.

Da cosa è nata la spinta per la sua candidatura a Sindaco di Reggio Calabria?

Dalle innumerevoli sollecitazioni, voglio essere immodesta, che mi sono pervenute da tanta parte della società civile reggina, e non solo. Colleghi, amici, conoscenti, durante tutti i nostri incontri, mi hanno guardato dritto negli occhi, spesso  senza dire una sola parola, sapendo che avrebbero riacceso in me quel fuoco potentissimo fatto di audacia, orgoglio reggino e determinazione che non mi ha mai abbandonato, alimentato dal sogno realizzabile di cambiare le sorti della nostra Città. I più tenaci sono stati i miei collaboratori quando ero assessore in Giunta che probabilmente hanno lavorato bene al mio fianco e, ancor oggi, riconoscono che la Marcianò ha introdotto un modo nuovo di essere e di fare l’amministratore. Ma comunque, al di là delle esortazioni, mi è sembrato un dovere morale di cittadina dare il mio contributo a favore della Città, anche sacrificando altri interessi ed opportunità. Non ci si può lamentare dello stato penoso in cui versa Reggio se poi non si ha il coraggio di metterci la faccia, scendere in campo in prima persona e proporsi come ALTERNATIVA per cambiare le cose!

Lei ha già avuto l’onore e l’onere di governare Reggio Calabria da Assessore ai Lavori Pubblici: cosa le ha trasmesso quell’esperienza?

Soddisfazioni indescrivibili quando ho potuto svolgerla senza intromissioni o condizionamenti, ed i risultati si sono visti. E poi in quegli anni siamo riusciti a scardinare un sistema consolidato e granitico. Amarezza e delusione per l’estromissione dall’incarico per ragioni insulse quando ero al nono mese di gravidanza. Credo che un assessore che lavori senza sosta vada premiato e non allontanato, sempre che il Bene della città sia il reale obbiettivo di chi guida un’amministrazione pubblica!  Io “benedirò” tutti coloro che vorranno far parte della squadra di governo. Saranno tutti professionisti, più competenti di me, che saranno valorizzati in ogni modo possibile.  Saranno il mio ossigeno e  l’orgoglio di Reggio. I loro risultati non saranno del Sindaco ma traguardi perseguiti con azioni concrete finalizzate all’Unico Obbiettivo che ci muove che è il Bene della Città!

Come giudica gli altri candidati a Sindaco?

Non considero nessuno di loro un avversario. Noi vogliamo superare le logiche della mera alternanza politico-partitica. Ci proponiamo piuttosto come  una reale alternativa per Reggio Città Metropolitana con una proposta concreta che risveglierà l’Orgoglio e l’Identità reggina. Ci concentreremo ad aggredire l’unico “nemico” che ci spaventa: l’astensionismo. La gente ascoltando il nostro programma andrà a votare e si convincerà che in questa occasione, più che mai, andare a votare sarà  FONDAMENTALE“.

E’ riuscita a coagulare intorno a sé ben 4 liste e 112 candidati: soltanto le due coalizioni principali ne hanno di più: evidentemente c’è una spinta della città per il suo impegno per Reggio.

Penso proprio che le liste che mi sostengono rappresentino un estratto vero della parte libera della Città, non finirò mai di ringraziare tutti gli amici che hanno voluto impegnarsi con me senza esitazioni o tentennamenti. Come ho detto più volte e non finirò mai di ribadire: “abbiamo dalla nostra l’audacia dell’indipendenza”“.

Nella Regione che per la prima volta 8 mesi fa ha eletto Governatore una donna, crede siano maturi i tempi per un Sindaco donna nella sua città principale? Conosce Jole Santelli e pensa che tra donne potreste riuscire a lavorare meglio insieme per il futuro di questa terra?

Da tempo i tempi erano maturi (scusate il gioco di parole) per la scelta di una donna  nella rappresentanza apicale dell’amministrazione; forse siamo in ritardo, ma stiamo recuperando. Il rapporto di collaborazione tra donne, poi, storicamente è sempre stato fruttuoso, e con Jole Santelli sarà certamente tale; le guerre le hanno spesso fatte gli uomini, la pace, tante volte, le donne. Sono convinta che l’approccio delle donne a tutte le problematiche sia sempre più deciso e pragmatico. E poi non guasta quella giusta dose di sensibilità che è il tratto distintivo di tutte le mamme“.

Qualora fosse eletta Sindaco, come farebbe a risolvere l’emergenza rifiuti?

Per deformazione professionale non credo ai tuttologi. Bisogna essere decisi, ma anche umili. Mi sono quindi confrontata con esperti e operatori del settore. L’attuale sistema di raccolta si è rilevato inefficace, irrazionale, tecnicamente ed economicamente insostenibile.  Nel mio programma, che invito tutti a leggere, sono presenti le nostre proposte con le soluzioni nel breve e nel lungo periodo a cui ho dedicato un diffusa trattazione“.

Nel programma elettorale di Angela Marcianò, si legge che “nelle zone con un’alta densità di popolazione non è possibile effettuare il porta a porta in modo costante e regolare, per cui vanno ripristinati dei cassonetti di ultima generazione , possibilmente con aperture con tessere magnetiche, in modo da evitare che a causa della mancata raccolta dei rifiuti, gli utenti debbano ritrovarsi di fronte l’uscio di casa o del condominio uno spettacolo indecoroso non degno certo di una Citta’ metropolitana“.

Da Sindaco della città, come pensa di affrontare il problema del dissesto stradale e della carenza idrica?

Perdita acquaIl primo obbiettivo del mio programma elettorale prevede tutti gli interventi di ripristino dei servizi pubblici essenziali. Piani controllati di manutenzione straordinaria delle strade con la previsione di una Commissione Ispettiva per i lavori in corso di esecuzione e/o in fase di ultimazione. Attenzione ai territori, ai quartieri e alle periferie dove in particolare per superare l’emergenza idrica e del ciclo di depurazione delle acque sono previste verifiche dell’intero sistema e piani strutturali di intervento, espressamente descritti nel mio documento programmatico. Si inizierà dal ripristino del Centro di Controllo situato nel quartiere di Condera (mai sfruttato nelle sue potenzialità) e si punterà a recuperare la situazione del litorale reggino che puntualmente Goletta Verde, ogni anno, dichiara non balneabile.  Abbiamo anche considerato la problematica riguardante il rischio idraulico e gli allagamenti proponendo interventi per favorire l’efficienza idraulica delle reti e delle infrastrutture di regimentazione delle acque urbane. Vi invito a leggere le soluzioni che abbiamo proposto e  analizzato    nel programma, perché è chiaro che nell’ambito di un’estemporanea intervista non potrei essere completa; e mi dispiacerebbe“.

Una volta superate le emergenze e ripristinata la normalità, quali sono le sue idee per il futuro di Reggio? Come immagina la città dopo 5 anni di Amministrazione Marcianò?

Lei dice bene, bisogna riportare la Città alla normalità. Ho un’idea di Città ben chiara, declinata in sei punti: Reggio città VIVIBILE, SOSTENIBILE, della PERSONA, delle OPPORTUNITA’, Reggio che RI-PARTE, Reggio città SICURA. Per raggiungere questi obbiettivi un Sindaco deve farsi bastare cinque anni, anzi sono pure troppi. Per il resto immagino la mia Città quale crocevia di un’area mediterranea in cui la Penisola si proietta col suo gioiello più bello, la Reggio ordinata, moderna, colta e ritornata alle sue tradizioni di prestigio e di eleganza, in cui chiunque possa dire “qui è bello vivere !”“.

In caso di elezione, il Prefetto di Reggio Calabria sarà costretto a sospenderla per la legge Severino dopo la condanna di un anno fa per il caso Miramare. Ha già le idee chiare sul Vice da nominare dopo un’eventuale elezione? Sarebbe lui a fare le funzioni da Sindaco in attesa della sentenza della Corte d’Appello che potrebbe restituirle l’incarico democraticamente conquistato in caso di assoluzione.

Si stanno azzardando disquisizioni superficiali su una complessa e difficile questione giuridica. In caso di mia elezione non sembra operare un automatismo di sospensione prefettizia, che è sempre atto discrezionale e non vincolato, che deve traguardare i contenuti della sentenza di condanna avverso  la quale, ricordo, è stato proposto immediatamente ricorso in Appello! Rammento altresì al riguardo che la mia responsabilità è stata espressamente definita dallo stesso PM un “avallo ex post”. In sostanza pur essendomi opposta alla delibera non avrei vigilato fino alla fine alle malefatte commesse dagli altri coimputati. Sindaco e Assessori, che in gran parte sono tutti ricandidati e che, se rieletti, si troverebbero in condizioni più serie rispetto alla mia. E’ fatto noto a tutti  che questo processo, che era stato archiviato,  si è celebrato solo e grazie alle mie denunce e alla mia totale collaborazione. Sulla prima questione, aggiungo sommessamente che tutta la giurisprudenza amministrativa che si è formata sul punto ancora non ha raggiunto approdi sicuri perché i TAR hanno sempre sospeso l’efficacia della declaratoria di sospensione dalle funzioni, elevando la questione di legittimità della norma; nella fase di delibazione del sospetto di inconstituzionalità, poi, i ricorrenti, condannati in primo grado, sono stati assolti in appello, per cui è venuto meno l’interesse alla pronuncia e sono rimasti conservati nelle funzioni. Non è opportuno perciò avanzare ipotesi o anticipare strategie, perché è ancora presto,  per tante ovvie ragioni“.

A proposito di Caso Miramare: lei è stata l’unica a scegliere il rito abbreviato dopo aver fortemente contestato quella delibera in Giunta proprio per gli illeciti che aveva fatto rilevare. A processo ci sono anche il Sindaco uscente Falcomatà e tutti gli assessori dell’epoca. Dopo quanto accaduto, come considera strategico nell’operato di un’ amministrazione il rispetto delle norme e in modo particolare il rapporto, a volte delicato e border-line, tra i cavilli burocratici e amministrativi entro cui muoversi e l’opposta necessità di dare ai cittadini le immediate risposte che la città necessità? Troppo spesso abbiamo visto immobilismo politico per la mancanza di coraggio dei politici che fanno fatica ad assumersi responsabilità di fronte a un sistema che spesso e volentieri costringe l’amministratore a una scelta personale importante e delicata: fare ciò che è giusto per la città e per la gente nel più breve tempo possibile, o al contrario rispettare norme farraginose e tempi biblici per essere perfettamente in regola con i numerosi codici del nostro ordinamento.

“Il rispetto della normativa complessa ed a volte caotica della materia amministrativa degli Enti locali comporta  un’integrale ed aggiornata conoscenza delle fonti primarie e secondarie del diritto, perciò è solo un problema di competenza. Quanto alla discrezionalità dei provvedimenti da adottare, che è un principio inattaccabile e da conservare gelosamente, come docente universitario, lo rivendico a condizione che vi sia sempre alla base delle condotte e degli atti la buona fede, la salvaguardia del pubblico interesse e la stretta necessità dell’azione amministrativa; se tali parametri sono rispettati si dovrebbe certamente restare immuni dalla sanzione penale. Ma, in franchezza,  il riferimento alla nota vicenda del Miramare non mi sembra pertinente, perché allora si trattò di una forma sfacciata di favoritismo del Sindaco a persona a lui vicina, al quale mi sono opposta decisamente, ma in quel caso non c’era incertezza normativa né necessità di speditezza“.

A proposito di giustizia a Reggio Calabria, come pensa di intervenire sul Palazzo di Giustizia, una delle più grandi incompiute della città, il cui completamento è stato più volte annunciato negli ultimi anni da premier, ministri, deputati, senatori e sindaci della città?

Nel corso del mio assessorato si sono fatti passi decisivi per far ripartire il cantiere. Abbiamo chiuso una transazione che prevedeva un esborso iniziale di oltre 30 milioni di euro, abbiamo riprogrammato progettazione e considerato tutti gli interventi relativi agli impianti per la sicurezza attiva e passiva in sinergia con la commissione tecnica permanente che opera e si  riunisce presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria. Adesso ritengo “sconcertante” questa paralisi amministrativa. Bisogna fare in modo che l’amministrazione recuperi immediatamente il  possesso del cantiere e, una volta verificato lo stato di consistenza dello stesso, determinarsi rispetto alle ultime sopravvenienze e  ripartire senza esitazioni. L’impegno che assumo è il completamento di questa opera pubblica che avrà caratteristiche di assoluta priorità anche per il significato che contiene in sé“.

Infine, a proposito di grandi opere, che ne pensa del Ponte sullo Stretto? E’ favorevole e da Sindaco si adopererà per la sua realizzazione, in sinergia con il dirimpettaio messinese Cateno De Luca? Pensa di lavorare insieme a Messina per l’Area Metropolitana dello Stretto?

Ponte sullo StrettoIl Ponte sullo Stretto rappresenta una sorta di miraggio di ogni tornata elettorale che interessa le due Città frontistanti ed è la carota che, posta davanti alla bocca dell’asino, lo convince a camminare, senza però mai poterla raggiungere. Bisogna rivedere il progetto Ponte, lo studio di fattibilità che ha valutato l’esistenza dei presupposti ambientali ed infrastrutturali e le penali da pagare a carico dei cittadini nel caso non si dovesse realizzare. Una grande idea come quella del Ponte dello Stretto necessita anzitutto di altre infrastrutture, stradali e ferroviarie, che garantiscano i collegamenti veloci con il resto del Paese e quindi dell’Europa. Diamo priorità alle priorità. Credo che gli investimenti nella realizzazione di una serie di infrastrutture e piattaforme logistiche che risolvano le quotidiane criticità per servizi e trasporti debbano rappresentare il presupposto imprescindibile per la realizzazione del Ponte stesso. Per adesso occupiamoci di far decollare l’Aeroporto dello Stretto, che pur richiedendo  sforzi ben minori e comportando irrisorie difficoltà, è ancora sottoutilizzato, forse prossimo alla chiusura, pur essendo elemento cardine dell’auspicata area integrata tra le due sponde“.

Click qui per scaricare il programma elettorale di Angela Marcianò