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Elezioni Reggio Calabria, Giusy Versace: “centrodestra può vincere ma deve trovare candidato giusto, nulla di personale contro Minicuci ma serve qualcuno che viva il territorio”

Elezioni Reggio Calabria, Giusy Versace: “per battere Falcomatà, sindaco uscente, è necessario che il centrodestra proponga una figura che sia davvero rappresentativa di tutta la coalizione e che goda di ampio consenso in città”

“Per quanto io sia una persona che gioca in squadra, faccio davvero fatica a comprendere la scelta della Lega nel proporre come sindaco di Reggio Calabria un candidato che, per quanto valido, non vive ne’ conosce la città. Nulla di personale nei confronti di Nino Minicuci ma ritengo che, al di là degli equilibri nazionali, ora più che mai serva ascoltare la gente che il territorio lo vive e che, non è un mistero, chiede un candidato che sia, oltre che competente, soprattutto presente. Per battere Falcomatà, sindaco uscente, è necessario che il centrodestra proponga una figura che sia davvero rappresentativa di tutta la coalizione e che goda di ampio consenso in città. Diamogli un vero antagonista di peso con cui disputare questa lotta confrontandosi su temi locali sensibili solo a chi la città la vive”, è quanto dichiara Giusy Versace, deputata di Forza Italia. “Ci sono professionisti di alto spessore, apprezzati e conosciuti -prosegue- che hanno dedicato una vita al servizio della comunità e che potrebbero dare il loro contributo per cambiare Reggio in meglio. Nonostante le note difficoltà nell’amministrare una città come Reggio Calabria, abbiamo persone pronte a dare piena disponibilità, perché ignorarle?”. “Reggio è anche la mia città, ci sono nata, ci vivono molti dei miei affetti e ogni anno sono sempre presente per attività di carattere sociale e sportivo. Non posso fingere di non vedere il malcontento e la delusione trasversale che sta investendo la città. Mi appello al leader della Lega Salvini: non lasciamo Reggio alla sinistra. Il centrodestra puo’ vincere solo se ascolta i cittadini e lascia da parte quelle ragioni politiche che solo i vertici e pochi addetti ai lavori comprendono. Caro Matteo, scolta la nostra voce, la voce di chi la città la conosce e la vive”, conclude Versace.