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Autopsia Viviana Parisi, l’entomologo: “Impossibile determinare se sia stata strangolata; probabile che sia morta nel luogo del ritrovamento”

Messina: proseguono le indagini sulla tragica morte di Viviana Parisi, i risultati dell’esame autoptico non hanno dato i frutti sperati. Continuano anche le ricerche di Gioele, il figlio della deejay 43 enne

Secondo me nessuno si fa vivo perché nessuno ha visto Viviana Parisi, ecco perché nessun cittadino di Sant’Agata ha chiamato la Procura“. Così Bruno Mancuso, sindaco di Sant’Agata di Militello in un’intervista all’Adnkronos, a proposito dell’appello lanciato ieri dal Procuratore capo di Patti Angelo Vittorio Cavallo ai presunti testimoni che avrebbero visto Viviana Parisi in compagnia del figlio Gioele negli ultimi istanti prima che facessero perdere le loro tracce.

Sant’Agata è il luogo in cui si è verificato il “buco” di 22 minuti tra il momento in cui è uscita dall’autostrada e il momento in cui poi è rientrata. Parisi, infatti, era uscita di casa dicendo che si sarebbe recata a Milazzo per comprare delle scarpe al figlio di 4 anni, Gioele, anche lui scomparso. Ma ciò che si conosce con certezza rispetto al suo itinerario consente di dire che la donna sia arrivata ben oltre la meta che aveva dichiarato di voler raggiungere facendo anche una sosta, appunto, a Sant’Agata di Militello.

A Sant’ Agata non sappiamo cos’abbia fatto per venti minuti, poi si è rimessa in marcia fino al punto in cui è accaduto l’incidente in autostrada“, aveva spiegato dopo la sparizione il Procuratore Cavallo. Ma il sindaco Mancuso continua a ripetere che a Sant’Agata non l’ha vista nessuno: “A meno che non si sia fermata nella piazzola di sosta pensando a quello che doveva fare per riorganizzarsi le idee, ribadisco che qui non l’ha vista nessuno. Non c’è nessuna testimonianza“.
Anche lo stesso Mancuso, primo cittadino di Sant’Agata di Militello ha lanciato un appello caduto però nel vuoto. “Siamo tutti un po’ attoniti da questa cosa – dice ancora il sindaco Mancuso – perché, tra l’altro, di questo ingresso a Sant’Agata di 20 minuti nessuno sa riferire niente. Noi non abbiamo le telecamere in quelle zone. C’è stato solo il rilievo dell’uscita dall’autostrada ma perché non ha pagato il pedaggio. Cosa ha fatto in quei venti minuti nessun cittadino lo sa – ribadisce il sindaco – perché nessuno ha visto e non sappiamo cosa pensare“.

Gli inquirenti stanno comunque indagando anche nel territorio di Sant’Agata, nelle vicinanze dell’autostrada. E questo è l’appello del Procuratore capo di Patti, Angelo Vittorio Cavalli, che da giorni segue l’inchiesta “Si presentino in qualunque posto di Polizia per raccontare ciò che hanno visto. Hanno davvero compiuto un’opera meritoria e dunque non hanno assolutamente nulla da nascondere. Ci dicano ciò che sanno“. Ma finora c’è solo silenzio.

Per quanto riguarda invece l’autopsia svolta nel tardo pomeriggio di ieri, 11 agosto, preso l’Ospedale Papardo di Messina, è emerso che sul corpo di Viviana Parisi sono assenti segni di ferite da arma da taglio o da fuoco, come confermato dall’avvocato Pietro Venuti, legale della famiglia del marito della donna che di conseguenza avalla la tesi secondo la quale il decesso sarebbe seguito ad una caduta.

L’autopsia non ha però sciolto i nodi che tutti aspettavano: l’ora della morte e le cause. Stando a quanto dichiarato dalla procura di Patti, infatti, restano tutte plausibili le ipotesi: sia quella dell’omicidio, sia il suicidio, anche se quest’ultima – sostiene il legale della famiglia, Pietro Venuti – “è ad ora la più seguita“.
Ciò che l’esame autoptico ha invece consentito di riscontrare è la presenza di varie le fratture a gambe, vertebre e torace che a una prima analisi visiva – durata circa tre ore, all’ospedale Papardo di Messina – sarebbero plausibili con una caduta dall’alto, ma anche in questo caso non è stato possibile stabilire se si è trattato di un evento “voluto, accidentale o perché spinta“, precisa l’avvocato.

Sul tema si è pronunciato anche Stefano Vanin, l’entomolog, che in passato ha lavorato anche ai casi di Yara Gambirasio, Melania Rea ed Elisa Clas, il quale ha coadiuvato i medici durante l’autopsia e che ha spiegato sulle pagine del Corriere della Sera che “le certezze sono ancora poche. Diciamo che, probabilmente, la signora è morta nel luogo del ritrovamento. Cioè, non è stata uccisa altrove“.
Impossibile invece, sempre secondo Vanin, stabilire se la donna sia stata strangolata, nemmeno con analisi più approfondite: “Questo non si potrà mai sapere, perché il corpo era troppo decomposto“.

Intanto proseguono le ricerche del piccolo Gioele, il figlio di 4 anni della dj piemontese, svanito nel nulla. L’avvocato Venuti ha rivolto un appellato a chi ha visto Viviana quel giorno “affinché parli“. Servono, ribadisce, “informazioni utili e concrete per ricostruire le ore prima della morte di Viviana e consentire uno spazio più dettagliato per ricercare il bambino. Chi ha visto, parli“. Per ora le ricerche del Vigili del fuoco e della Protezione civile si stanno concentrando, in mancanza di altre indicazioni, sulla zona limitrofa al ritrovamento del corpo.