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Spese pazze, condannato il sindaco di Catania: la vicinanza di Siracusano

matilde siracusano

Spese pazze, Siracusano (FI): “all’ottimo sindaco di Catania, Salvo Pogliese, va la mia vicinanza personale e politica”

Sono arrivate ieri le condanne nel processo per le cosiddette spese pazze dell’Assemblea regionale siciliana. Tra i condannati Salvo Pogliese, attuale sindaco di Catania, condannato a 4 anni e 3 mesi. Il primo cittadino rischia l’applicazione della Legge Severino. Unico assolto Giambattista Bufardeci. Gli imputati sono tutti accusati di peculato continuato per aver utilizzato fondi dei gruppi parlamentari, di cui erano ai vertici, in maniera impropria. Sono stati condannati: Giulia Adamo a 3 anni e sei mesi, Cataldo Fiorenza a 3 anni e 8 mesi. Rudy Maira a 4 anni e sei mesi, Livio Marrocco a 3 anni. Il tribunale ha interdetto Pogliese e Maira in perpetuo dai pubblici uffici e Marrocco e Fiorenza per due anni e 6 mesi. Ai condannati, tranne Maira, sono state concesse le attenuanti generiche.

Siracusano: “all’ottimo sindaco di Catania, Salvo Pogliese, va la mia vicinanza personale e politica”

“All’ottimo sindaco di Catania, Salvo Pogliese, va la mia vicinanza personale e politica. Sono certa che saprà dimostrare – non ho alcun dubbio su questo – la sua estraneità ai fatti che gli vengono contestati e sono sicura che l’impegno per la sua città continuerà senza sosta anche durante questa complicata parentesi”. Così Matilde Siracusano, deputata siciliana di Forza Italia e membro della Commissione Giustizia di Montecitorio. “Pogliese ha dimostrato in più d’una occasione il suo smisurato amore per Catania, lasciando un seggio al Parlamento europeo pur di fare il primo cittadino del capoluogo etneo.

Pogliese siracusanoTrovo assurdo che in un Paese occidentale e democratico come l’Italia un sindaco possa rischiare la decadenza dopo una condanna di primo grado. La legge Severino si conferma una misura incostituzionale che viola in modo palese i principi garantisti presenti nella nostra Carta fondamentale: la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Questa ennesima aberrazione dovrebbe far riflettere il governo e il Parlamento. Penso sia giunta l’ora di cancellare definitivamente una legge giustizialista che tanti danni ha causato in questi ultimi anni nel nostro Paese”, conclude.