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‘Smetto quando voglio’, la tecnologia aiuta ad autolimitarsi nell’uso dei device

Roma, 28 lug. (Adnkronos) – Iperconnessione, ‘bulimia digitale”, dipendenza tecnologica. Sono gli alert che scandiscono questo momento storico e che hanno trovato terreno fertile in fase di pandemia. Un tempo sospeso, divenuto tempo digitale a 360 gradi, investendo quasi tutti gli ambiti della quotidianità: dal lavoro all’intrattenimento, dall’e-commerce al gaming. Lo strumento preferito della vita iperconnessa rimane sempre lo smartphone, entrato così a fondo nella vita di ciascuno che gli stessi produttori negli ultimi anni hanno deciso di introdurre degli strumenti, le cosiddette app di ‘benessere digitale”, per permettere agli utenti di limitarne l’uso. Non tutti lo sanno e in pochi ne fanno uso ma queste funzioni, integrate nei sistemi Android e Ios, permettono di dedicare il giusto tempo alle applicazioni del telefono.
‘A onor del vero, bisogna dire che tali funzioni sono facilmente aggirabili poiché non identificano l’utente e sono prerogative del device, non del servizio – afferma Moreno Marasco, Presidente di LOGiCO Lega Operatori di Gioco su canale Online – Si tratta di sistemi di monitoraggio dell’utilizzo in particolare dei social, internet, whatsapp, posta elettronica ma, a differenza del settore dei giochi online – compresi quelli con vincite in denaro – non prevedono dei meccanismi ‘anti-compulsività”, tali da impedire di aggirare le limitazioni”.
Proprio sul fronte dei giochi online la tecnologia di autolimitazione adottata dall’ente di regolazione (l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) e ispirata alle best-practice internazionali è ancora più sofisticata e complessa, poiché è mirata non solo alla tutela del giocatore dal rischio di dipendenza e di gioco compulsivo, ma anche alla prevenzione di ogni forma di illegalità. ‘Tutti gli operatori legali concessionari dell’Agenzia – precisa Marasco – si muovono su un percorso ben collaudato di tutela e protezione del giocatore, in un più ampio raggio di prevenzione e contrasto alle infiltrazioni mafiose, al riciclaggio di denaro, alla manipolazione delle partite truccate”.
L’ultima indagine epidemiologica sul gioco realizzata dall’Istituto superiore di sanità nel 2018, ha dimostrato che l’offerta dei concessionari del gioco a distanza (gioco online legale) rappresenta una parte minima delle problematiche relative al gioco patologico. Dalla ricerca è emerso che solo il 5.5% dei giocatori adulti giocano online. In Italia, il gioco con vincita in denaro offerto a distanza prevede l’identificazione obbligatoria del giocatore, la sottoscrizione di un contratto per l’apertura di un conto d di gioco online, la fissazione da parte del giocatore di misure di auto-limitazione sulle somme di denaro da depositare, ancora prima di poter accedere al gioco, l’anagrafica, aggiornata in tempo reale, di tutti i dati del giocatore, delle giocate e delle transazioni effettuate.
Il conto gioco è anche uno strumento di tutela del giocatore e di controllo da parte dell’operatore. Per attivarlo è necessario identificarsi, provvedendo ad inviare copia di un documento. Solo dopo questa verifica e dopo aver accertato la maggiore età del nuovo utente, l’operatore può procedere con la convalida dell’utenza e del conto ad essa associato. Questo meccanismo consente di escludere automaticamente tutti i minorenni ed elimina la possibilità che uno stesso giocatore sottoscriva più conti gioco con lo stesso concessionario. Ogni giocatore, inoltre, è tenuto ad indicare un tetto massimo di versamento, settimanale o mensile: un importante meccanismo di autolimitazione che impedisce di spendere al gioco somme superiori a quelle preventivate e di non perdere il senso della misura.
Tanto più che se il limite viene aumentato, si applica un differimento di 7 giorni, tale da lasciare tempo sufficiente a cambiare la propria decisione, qualora fosse stata presa sulla scia dell’impulsività. Una tutela che non ha eguali in nessun altro ambito. Tra i più importanti meccanismi messi a punto per favorire la tutela dei giocatori e prevenire utilizzi criminosi delle piattaforme di gioco online spicca quello del registro di auto-esclusione, attraverso il quale il giocatore, registratosi sulla piattaforma di un concessionario, può decidere di escludersi dal gioco contestualmente e con effetto immediato sulle piattaforme di tutti i concessionari, anche per un periodo indeterminato.
La differenza fra le suddette tutele e le app di ‘benessere digitale” risiede nell’affidabilità: mentre si può certamente trovare un escamotage per prolungare il tempo di utilizzo di un social media, magari usando un altro tipo di accesso da un altro dispositivo, non è possibile aggirare le tutele del gioco a distanza legale, poiché si basano sull’identificazione dell’utente. Nell’ottica di tutte queste tutele, la tecnologia è certamente una soluzione ma non può essere vista, in una visione ribaltata, anche come un potenziale problema. E la ragione è presto detta: le stesse problematiche della vita digitale si riscontrano anche nella ‘vita analogica”, con la differenza che sono meno visibili e non tracciate. Attenzione, dunque, a demonizzare solo ciò che è misurabile, perché i veri pericoli potrebbero avere origine anche in settori che nulla hanno a che vedere con il digitale.
Tornando a focalizzare l’attenzione sull’ambito dell’offerta online, ‘tutti gli accorgimenti per la tutela dei consumatori messi a punto dall’Agenzia, oggi sotto la guida del neo Direttore Minenna (di provenienza Consob e Docente di Economia alla Bocconi) – conclude il Presidente di LOGiCO – hanno prodotto e continuano a produrre buoni risultati e sono un importante avamposto nella lotta al gioco illegale attraverso il canale Internet, ma non solo. Rappresentano anche un modello consolidato e avanzato, che vede ancora una volta l’Italia un’eccellenza in Europa”.