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La Rivolta di Reggio: “chi dimentica la storia ha perso il senso di appartenenza”

Rivolta di Reggio Calabria: la lettera dell’Ing. Giuseppe Francesco Sera

“Una città si ribella quando ha in sè il germe della Speranza”

 Piero Battaglia Sindaco della Rivolta.

Il mese di Luglio, tradizionalmente alle nostra latitudini ci riserva bellissime giornate estive da trascorre in riva alle meravigliose nostre spiagge, ma il caldo dell’anno 1970 ha segnato la storia della nostra città, dei nostri figli del nostro futuro.  

Il 7 giugno 1970 in Italia si vota per la prima volta per costituire i consigli delle regioni a statuto ordinario. La sede di convocazione di quello calabrese è incerta, poiché in Calabria non vi è accordo in merito al capoluogo regionale. Per questo, la presidenza del Consiglio dei ministri emana il 23 giugno 1970 una circolare in cui chiarisce che, ove non sia determinato il capoluogo, l’assemblea si sarebbe riunita nella città sede di Corte d’Appello e dunque dell’ufficio elettorale centrale.

Da parte reggina si contesta la legittimità di un tale provvedimento. Si avanza la richiesta al parlamento di colmare la lacuna legislativa, indicando formalmente tutti i capoluoghi di tutte le regioni. Le rimostranze reggine rimangono inascoltate e il 27 giugno si insedia a Catanzaro, unica sede autonoma di corte d’Appello, il commissario del governo, dottor Mario Gaia.

Intanto, il 3 luglio il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) rende nota la decisione di ubicare l’Università a Cosenza. Per Reggio Calabria ci sono velate promesse di insediamenti industriali nella provincia. Ciò rafforza il timore dei reggini di rimanere emarginati dalle decisioni strategiche per lo sviluppo  della regione, alimentando nuove proteste.

Il 5 luglio 1970, il sindaco Piero Battaglia tiene un comizio in piazza Duomo, con il quale informa i cittadini reggini di ciò che sta accadendo. E’ il famoso “Rapporto alla Città”:

“Bisogna tenersi pronti a sostenere con la forza il diritto di Reggio alla guida della Regione […], la città rifiuta di accettare decisioni di vertice prese da questo o quel grand’uomo, a qualunque partito egli appartenga. La questione del capoluogo di Regione venga risolta con apposito provvedimento legislativo dal Parlamento. […] l’identità, l’orgoglio, la storia devono essere salvaguardati a tutti i costi, anche a prezzo di mostrare che anche noi meridionali siamo capaci di fare la guerra per una questione di orgoglio”.

Dal rapporto alla città e da ciò che il governo decise in seguito ha origine la “ribellione della speranza “ dei cittadini di Reggio.

Purtroppo ,il 14 dello stesso mese si regista il primo morto della rivolta, la quale degenerò in “altro” dal mio punto di vista.

Leggere oggi i fatti del tempo ci consente di analizzare quale fu nel tempo il ruolo della città metropolitana nel contesto regionale della Calabria e, consentitemi di pensare, che il “Pacchetto Colombo” si dimostrò un’ulteriore chimera .

Per non dimenticare e per rendere edotti i nostri ragazzi, la rivolta di Reggio a mio personale parere, dimostrò che l’orgoglio di un popolo ed il forte senso di appartenenza supera ogni barriera ideologica rendendo granitica la forza della speranza”.

Ing. Giuseppe Francesco Sera