fbpx

Reggio Calabria e l’ultima follia: la fibra ottica distrugge le strade “appena” riasfaltate [FOTO]

  • Foto di Salvatore Dato
    Foto di Salvatore Dato
  • Foto di Salvatore Dato
    Foto di Salvatore Dato
  • Foto di Salvatore Dato
    Foto di Salvatore Dato
  • Foto di Salvatore Dato
    Foto di Salvatore Dato
  • Foto di Salvatore Dato
    Foto di Salvatore Dato
  • Foto di Salvatore Dato
    Foto di Salvatore Dato
  • Foto di Salvatore Dato
    Foto di Salvatore Dato
  • Foto di Salvatore Dato
    Foto di Salvatore Dato
  • Foto di Salvatore Dato
    Foto di Salvatore Dato
/

Reggio Calabria, prima è toccato a via Sbarre, oggi alla zona di Santa Caterina: le strade da poco asfaltate nuovamente distrutte dai lavori per la fibra ottica. Sarebbe servito maggiore coordinamento dell’Amministrazione comunale

Evviva il progresso, sempre.

Chi scrive non ha accettato, poiché non l’ha compresa, l’ultima ordinanza del sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà contro l’installazione delle antenne 5G sul territorio cittadino.

Una decisione frutto più di una spinta populista e pre-elettorale che suffragata da studi e certezze scientifiche, così come lo stesso primo cittadino ha candidamente affermato.

E dunque figuriamoci se, da queste righe, non si è felici se mantenendo fede agli obiettivi prefissati dal Mise (Ministero dello Sviluppo economico) all’interno dell’Agenda Europea, si riesca a completare la copertura delle reti in fibra ottica sul 100% del territorio di Reggio Calabria entro fine 2020.

C’è però disorganizzazione e incredibile approssimazione, dettata probabilmente dal poco coordinamento dell’amministrazione comunale con i suoi uffici. In questi giorni, con una forte accelerazione, i lavori stanno interessando parecchi quartieri reggini, anche perché l’emergenza covid ha rallentato molti lavori pubblici in tutta Italia.

Il punto è che gli interventi stanno riguardando quelle arterie cittadine che solamente pochi mesi fa hanno goduto di un nuovo asfalto grazie ai lavori, specie nella zona nord (Santa Caterina su tutti), effettuati dall’Anas nell’ottica di un accordo con l’amministrazione comunale.

In questi giorni via Enotria, via Italia e le altre parallele assomigliano ad una vera e propria giungla anarchica. 

Stessa sorte era toccata, lo scorso anno, alla via Sbarre: lavori di rifacimento stradale, bitumazione con un minimo di ritorno ad una pseudo normalità “et voilà” subito serviti i lavori della fibra ottica che distruggono quel trascurabile intervento migliorativo.

E’ un film che si ripete, prima è toccato alla zona sud oggi tocca alla zona nord.

A rimetterci sempre i reggini, destinati a subire l’approssimazione di scelte non condivisibili e illogiche, dettate probabilmente dall’incapacità di chi dovrebbe coordinare azioni ed interventi sul territorio, non masticando piena conoscenza  di quanto accade nei propri uffici e nei palazzi che dovrebbe guidare.

Non è pensabile, infatti, che le strade cittadine, i cui livelli di incuria raccapriccianti, hanno causato già numerosi e tragici avvenimenti, vengano ulteriormente maltrattate laddove banali ma significativi interventi avevano portato un timido miglioramento.

I lavori per la fibra ottica andavano e vanno fatti, non c’è dubbio ed è opportuno ribadirlo per scansare gli equivoci. Ma si dovevano pianificare diversamente:

punto 1 bisognava organizzarsi per permettere alle ditte operanti di intervenire molti mesi prima, anticipando i lavori del nuovo asfalto;

punto 2 e consequenziale, una volta autorizzati i lavori per la fibra dopo il rifacimento del manto stradale sarebbe stato doveroso che l’amministrazione avesse chiesto proprio alle dite interessate uno sforzo ulteriore con il nuovo ed intero rifacimento dell’asfalto e non limitato alle linea verticale di passaggio della fibra.

Sarebbe bastato un confronto tra Istituzioni e Imprese per pianificare ed organizzare al meglio gli interventi ed i lavori definitivi. Perché ci ricordiamo dell’ennesima presa di posizione mediatica di Falcomatà che bloccava temporaneamente i lavori di fibra ottica a fine anno 2019, durata meno di una settimana e che oggi è riesplosa mostrando a tutti quanto sia deleteria la mancanza di prospettiva amministrativa in città.