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Emergenza rifiuti, il TAR accoglie il ricorso dell’Avr contro il Comune di Reggio Calabria: “situazione di necessità creata dall’amministrazione”

Reggio Calabria, annullate le ordinanze del Comune e accolto il ricorso di Avr: “fondata la contestazione sull’aspetto economico”. Adesso il rischio è quello di una nuova emergenza rifiuti

E’ scontro tra l’amministrazione comunale e la ditta incaricata per la raccolta rifiuti. Il Tar ha accolto il ricorso presentato da Avr rendendo nulla le ordinanze contingibili ed urgenti con cui il Comune di Reggio Calabria, per garantire la continuità dei servizi igienici ha “imposto” alla società di proseguire senza soluzione di continuità per il tempo strettamente necessario all’individuazione di un altro operatore economico in grado di prenderne il posto. La società infatti, rappresentata in giudizio dall’avvocato Giorgio Vizzari, ha contestato la violazione dei presupposti previsti dalla legge (eccesso di potere, difetto di istruttoria e di motivazione, violazione del principio di legalità dell’azione amministrativa) per l’emanazione dei provvedimenti extra ordinem.

Il Tribunale in camera di consiglio per la trattazione dell’istanza incidentale di sospensione dell’atto impugnato, ha scelto di trattenere la causa in decisione, adottando una sentenza in forma semplificata. “Nel merito, – riportando quanto si legge nella sentenza – il collegio ritiene che non sia fondato il rilievo secondo cui difetterebbero i presupposti della straordinarietà ed imprevedibilità per essere stata la stessa amministrazione a creare la situazione di necessità, scegliendo solo a ridosso della scadenza contrattuale di reinternalizzare il servizio, ed omettendo di precedere tempestivamente all’espletamento della procedura ad evidenza pubblica per l’individuazione di un nuovo operatore economico cui affidarne temporaneamente lo svolgimento nelle more dell’avvio della società in house affidataria. Il Comune aveva indetto una procedura negoziata, l’impossibilità di affidare il servizio con strumenti ordinari idonei a far fronte all’emergenza è resa, pertanto, evidente, da una parte, dall’esito negativo della procedura di affidamento e, dall’altra, dell’impossibilità della società in house Castore Srl di svolgere il servizio. Devono ritenersi sussistenti quelle situazioni di eccezionale e urgente necessitò di tutela della salute pubblica e dell’ambiente. Non può essere condivisa nemmeno l’altra censura di legittimità dell’ordinanza impugnata che imporrebbe alla ricorrente sine die la prosecuzione dei servizi che invece una lettura complessiva dell’atto consente di individuare la data al 31 dicembre 2020. E’ invece, fondato il terzo motivo di ricordo nella parte in cui, oltre ad ordinare la prosecuzione del servizio, impone unilateralmente le condizioni economiche di tale prosecuzione, rinviando tout court ai contratti ormai scaduti. Si consentirebbe all’Amministrazione di sacrificare la libera iniziativa economica privata a beneficio del proprio esclusivo interesse al risparmio di spesa”.

La situazione apre adesso una serie di punti interrogativo, legati all’incertezza su chi adesso si occuperà della raccolta rifiuti e sul rischio che Avr possa anche decidere di non lavorare più sul territorio in virtù di un debito del Comune di 17 milioni di euro nei suoi confronti. Lo scenario peggiore potrebbe essere quello di una città sommersa ancora una volta dai rifiuti e con circa 300 lavoratori senza più una occupazione.