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Reggio Calabria, il saccheggio continua: la fontana borbonica di Gallina non c’è più, chi l’ha fatta sparire? FOTO e DETTAGLI

  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
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Reggio Calabria, onda d’indignazione per la scomparsa della storica fontana di Gallina realizzata dai Borboni subito dopo il terremoto del 1783 appena fuori dal centro abitato della “new-town” post-sisma

La fontana borbonica di Gallina non esiste più. E’ stata abbattuta, o forse più probabilmente rubata, da ignoti, di notte. In località “Fontana Vecchia”, oggi, non ci sono più neanche i resti, le pietre o i ruderi: sembra come se qualcuno l’avesse presa e fatta scomparire. Quindi il dubbio se sia stata “abbattuta” o “rubata” è assolutamente comprensibile. Ieri il dott. Francesco d’Aleo ha lanciato l’allarme, denunciando l’accaduto con una PEC al Comune di Reggio Calabria. Oggi, con apposito sopralluogo, abbiamo potuto documentare le condizioni della stradina che conduceva al prezioso bene archeologico: non solo non c’è traccia della fontana, ma imperversa il degrado. E’ un luogo-simbolo dell’abbandono in cui versa una città come Reggio Calabria che sprizza storia e arte in ogni suo angolo, anche più remoto, e proprio per questo cela tesori straordinari che potrebbero farne il paradiso del bello e invece viene periodicamente stuprata, violentata, saccheggiata dalla sottocultura di cittadini egoisti e amministratori incapaci.

La fontana borbonica di Gallina era uno straordinario reperto dal valore archeologico inestimabile: venne costruita subito dopo il terremoto del 1783 e collocata nelle vicinanze di una sorgiva d’acqua, subito fuori dal centro dell’abitato di Gallina, che è una vera e propria new-town che i Borboni realizzarono dopo quella catastrofe collocandovi tutti i superstiti della cittadina collinare Motta Sant’Agata, completamente distrutta dal sisma. Costò all’epoca 456 ducati a totale onere del governo di Napoli su progetto di Giovan Battista Mori, al quale si deve l’impianto urbanistico di Gallina. La fontana, realizzata con una struttura a tripartizione neoclassica, era adornata con motivi decorativi floreali e volute a forma di conchiglia.

E oggi ci sono rimasti soltanto i tabelloni illustrativi. A futura memoria.