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Reggina, Gallo a 360°: “l’acquisto di Menez, l’amore per la Roma e il sogno De Rossi in amaranto”

gallo reggina Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Reggina, l’intervista la Presidente Luca Gallo: quanti aneddoti raccontati su Menez, Totti, De Rossi e Aquilani…

Se Luca Gallo considera la Reggina come “una donna che si ama”, per il Presidente allora la Roma è come la mamma. Il patron amaranto non ha mai nascosto il suo amore per i colori giallorossi, lo ha confermato nel corso di un’intervista ai microfoni di ForzaRoma.info“Sono sempre stato romanista, da quando mio padre mi portò a vedere la mia prima partita – esordisce Gallo -. Era il 1978, avevo sette anni e vedevo la Roma di Dino Viola, una squadra che sarebbe poi diventata campione d’Italia. Ricordo lo sbarco di Falcao, il suo arrivo e poi un gruppo straordinario che ha segnato in senso positivo la mia infanzia: Pruzzo, il capitano silenzioso Agostino Di Bartolomei, Ancelotti, Bruno Conti e tutti gli altri. Sono molto vicino alla visione di Dino Viola e al suo modo di porsi, lui e Franco Sensi sono stati i migliori presidenti che la Roma abbia mai avuto. Viola riportò nella Capitale una mentalità vincente, perché all’epoca nessuno pensava che fosse possibile lottare alla pari con la Juventus degli Agnelli. Fu il primo ad avere il coraggio di pronunciare la parola scudetto, nessuno lo aveva fatto prima. E’ stato una persona straordinaria, che apriva e chiudeva Trigoria, che era presente su tutto, che controllava anche quello che mangiavano i giocatori. Sensi invece spezzò l’egemonia della Lazio di Cragnotti, che sembrava inarrestabile in quel periodo, e della Juve di Moggi, rimettendoci anche personalmente”.

MENEZ – “Un’idea nata con Taibi, il nostro direttore sportivo, durante il lockdown. Quando avevamo tantissimo tempo durante la giornata e ci confrontavamo quotidianamente. In una di queste chiacchierate mi è venuto in mente il nome di Jeremy, perché andando a scandagliare tra i campioni di quel livello ho notato che era comunque in un’età ancora verde per i parametri attuali. Inoltre Menez portava con sé due caratteristiche fondamentali: la grandissima classe e l’impatto mediatico. Volevo fare un colpo che unisse questi due aspetti insomma, un ulteriore regalo ai tifosi dopo la promozione in Serie B. Menez è un nome che può far sognare il popolo reggino, visto poi il suo passato importantissimo tra Roma, Milan e PSG. Non lo nascondo, all’inizio lui era titubante anche perché non conosceva la piazza. L’ho chiamato direttamente, raccontandogli quanto da tifoso romanista ero rimasto colpito dalla sua classe e descrivendogli praticamente tutti i gol che aveva fatto con la maglia giallorossa. Quello al volo con il Chievo ad esempio o la serpentina con il Cagliari. Gli ho detto quanto è grande il mio amore per i calciatori talentuosi, quelli con i colpi di genio, quelli che alla fine ti avvicinano al calcio. Mi ha ascoltato con attenzione, ma posso dirvi che ogni volta che gli nominavo la Roma sorrideva sempre”.

TEMPESTILLI – “Tonino Tempestilli. Un uomo dalla simpatia incredibile, ironico, umano. Ogni cena con lui è un divertimento assicurato. Dietro a questa persona genuina però c’è un professionista con un’esperienza trentennale nel calcio ad altissimi livelli. E’ un valore aggiunto per noi, al momento si occupa del settore giovanile e gestisce il centro sportivo di Sant’Agata, un impianto importante. Lavorando spesso nella Capitale, avevo bisogno di una persona fidata che potesse curare i miei interessi giù a Reggio. Ho parlato con Tonino del suo doloroso addio alla Roma. Quello che vi posso dire è che continuo a percepire da lui un amore immenso per il club. Vi svelo questo dettaglio: lui probabilmente non se ne accorge, ma ogni tanto lo pizzico in ufficio mentre canticchia ‘Grazie Roma’. Mi è capitato proprio l’altro giorno e io passandogli vicino ha concluso la strofa (ride n.d.r.). Non si possono cancellare vent’anni in un attimo, non si cancelleranno mai. Ci sta dando ora una grossa mano con la sua professionalità e Reggio lo ha accolto con il classico calore del sud. Il suo amore per la Roma non si può cambiare e rimarrà sempre legato a quei colori”.

DENIS E IL PARAGONE CON TOTTI – “L’addio al calcio di Totti l’ho vissuto principalmente da tifoso. Ricordo i pianti che mi sono fatto quel giorno, un’emozione indescrivibile. Rispetto i giocatori giallorossi del passato, ma credo che Francesco Totti – da tutti i punti di vista – sia stato il più grande campione che la Roma abbia avuto nella sua storia. Dobbiamo ricordarci che i presidenti passano, tante cose passano in una società e lo dico sempre anche ai tifosi della Reggina. Parto da un esempio vicino alla mia realtà. La scorsa stagione ho preso German Denis, un calciatore con un’esperienza incredibile arrivato da noi a 38 anni. Cercavamo un centravanti di carattere che potesse dare quel qualcosa in più alla nostra squadra. Mi dicevano che era vecchio, ma io sinceramente pensavo che ci sarebbe stato utile in mille modi, non solo da un punto di vista squisitamente tecnico. Al giorno d’oggi poi non è più come una volta, se un calciatore si mantiene da professionista e conserva stimoli importanti può essere decisivo anche a quell’età. Denis ha fatto 12 gol, ha servito 4 assist ed è stato un riferimento per tutti, un capitano occulto. E nei match importanti c’era sempre. Per questo ogni volta che lo vedevo pensavo a Totti e mi dicevo: possibile che un calciatore ancora integro non potesse fare un altro anno e andare via nella maniera che meritava?”.

DE ROSSI ALLA REGGINA – “Sono convinto che sarà un grandissimo in panchina (pronta l’avventura alla Fiorentina, ndr), ce lo vedo molto bene. E’ un allenatore nato. Sarebbe una grande emozione per me averlo in futuro nel nostro staff. Le faccio anche un’altra confidenza: il primo calciatore che ho trattato da presidente della Reggina è stato Alberto Aquilani. L’ho incontrato quattro giorni dopo aver rilevato la società in un albergo nel centro di Roma e lo avrei voluto nella mia squadra, un mio primo desiderio calcistico”.

OBIETTIVO SERIE A – “Riportare Reggio e la Reggina in Serie A significa riportare il vero sud ad altissimi livelli. E secondo me ce n’è bisogno. E’ una piazza con una tifoseria entusiasta, che vede la squadra e il calcio come rivalsa sociale, qualcosa di bello da portare fuori la Calabria. Un vanto e un orgoglio territoriale. Le dico questo solo questo, da quando ho rilevato la società alterno i miei spostamenti, passando una settimana nella Capitale e una a Reggio. Non c’è altro modo per far funzionare le cose. Il gruppo che ti costruisci è fondamentale. Noi abbiamo affidato la parte sportiva a un professionista incredibile e a una persona perbene come Massimo Taibi. Toscano, il mister, è un altro tassello decisivo. Ho preso alcune figure di fiducia dalla mia realtà imprenditoriale per portarle nel club, come l’amministratrice delegata, la dottoressa Scipioni. C’è Tempestilli di cui abbiamo parlato. Non bisogna avere un codazzo di venti persone, bastano cinque sei persone fidate. Ma questo bisogna saperlo fare. Saper scegliere i propri collaboratori deve essere una delle peculiarità degli imprenditori. Immagino un Reggina-Roma al Granillo e provo una grande emozione al solo pensiero. Non tanto però all’Olimpico ma al Granillo. Voglio essere un padrone di casa molto ospitale, ovviamente non dal punto di vista sportivo. Pronostico? Finirà con un democratico pareggio”.