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Reggio Calabria: la Cardiologia di Polistena è tra i primi reparti calabresi ad utilizzare il Biomonitor

Reggio Calabria: l’U.O.C. di Cardiologia/UTIC del P.O di Polistena, tra le prime cardiologie calabresi ad utilizzare Biomonitor per la diagnosi dei disordini del ritmo cardiaco, in pazienti con episodi sincopali e per la ricerca di aritmie cardioemboliche

“Il P.O. Santa Maria degli Ungheresi ha annunciato la sua prima procedura con Biomonitor, il monitor cardiaco iniettabile di nuova generazione (ICM). “Siamo lieti di annunciare le nostre prime esperienze con il nuovo monitor cardiaco”, ha affermato il Dr. Vincenzo Amodeo, Primario della Cardiologia del nosocomio di Polistena. I nostri primi casi mostrano che il dispositivo viene rapidamente iniettato e fornisce una buona qualità del segnale. Utilizziamo questo nuovo dispositivo per valutare il ritmo cardiaco, quando ciò non è possibile con le comuni metodiche strumentali”. Il Biomonitor è progettato per aiutare i pazienti con ritmi cardiaci irregolari e viene applicato con una procedura rapida e ben tollerata, Iniettando il registratore con uno strumento pre-assemblato dedicato per l’iniezione. Grazie alle dimensioni ridotte e all’antenna flessibile BIOvector, il Biomonitor si adatta facilmente alle diverse corporature. Viene iniettato sottopelle con un’incisione molto piccola. Dopo l’iniezione, i pazienti possono continuare normalmente la loro vita senza limitazioni. Possono sottoporsi a scansione MRI in sicurezza, poiché il dispositivo è Risonanza Magnetica compatibile.

“L’algoritmo avanzato e la più lunga distanza dei poli del dispositivo ci aiutano a individuare rapidamente la presenza di fibrillazione atriale asintomatica. Di conseguenza i pazienti possono iniziare prima il trattamento con farmaci anticoagulanti, il che a sua volta riduce la probabilità di ictus”, ha spiegato Amodeo Il dispositivo funziona in modo completamente automatizzato con il servizio di monitoraggio remoto Home Monitoring, che raggiunge percentuali di successo di trasmissione leader nel settore e garantisce alti livelli di soddisfazione del paziente e consente di monitorare in modo efficiente il ritmo cardiaco dei nostri pazienti, quotidianamente ed in modo continuo”, aggiunge Dr. V.Amodeo. Dopo la fase diagnostica, che può durare per un anno intero, il dispositivo potrà essere rimosso senza lasciare alcun evidente segno cicatriziale. Tecnologie all’avanguardia che questo piccolo Ospedale Spoke è in condizioni di offrire all’utenza, insieme a tutte le procedure già da tempo effettuate e che hanno riscosso grande successo sull’intero territorio pianigiano, dalla cardiostimolazione all’ecocardiografia transesofagea, che rappresentano un forte richiamo per i pazienti spesso costretti all’emigrazione sanitaria.