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Messina, le assurde motivazioni del prolungamento dell’ordinanza anti-movida, spacciata da ordinanza anti-covid

Movida

Messina. L’Amministrazione comunale prolunga fino al 1 agosto l’ordinanza anti-movida mascherata da ordinanza anti-covid

Prolungata fino alle ore 06:00 del 1 agosto l’insensata ordinanza proibizionista e liberticida da parte dell’Amministrazione comunale messinese che, nonostante un quadro sanitario del tutto sotto controllo e che giorno dopo giorno produce segnali sempre più incoraggianti, continua a ritenere opportuno danneggiare economicamente i ristoratori e privare residenti e turisti della possibilità di godersi i locali cittadini durante le ore notturne.

L’ordinanza non solo appare insensata, in considerazione del fatto che nonostante la circolazione tra le regioni sia stata autorizzata da più di un mese e che una vasta parte di lavoratori e studenti fuori sede abbiano fatto rientro in Sicilia (e a Messina), anche in periodi antecedenti l’ordinanza, senza che ciò abbia implicato un peggioramento del quadro epidemiologico; ma appare anche contraddittoria.

L’oggetto dell’ordinanza, come risulta dal testo della stessa, pubblicata sul sito del Comune, è infatti: “Emergenza COVID-19, misure di contenimento del contagio. Ordinanza […] finalizzata alla prevenzione del rischio di assembramenti e violazioni norme sul distanziamento sociale”.
Se l’intento, e ciò che legittimerebbe tali restrizioni e l’imposizione di sacrifici anche economici a carico di una larga fetta di cittadinanza, è un “emergenza” che nello specifico riguarda il diffondersi del Coronavirus, non si capisce dunque per quale motivo all’interno della stessa ordinanza venga fatto riferimento alle necessità emerse in occasione del Comitato d’Ordine Pubblico e Sicurezza dell’11 giugno di “Adottare misure straordinarie […] finalizzate a contrastare il fenomeno dell’abuso del consumo di alcol”, questione ben diversa.

Allo stesso tempo appare del tutto fuori contesto, e dunque illegittima, un’altra delle motivazioni addotte come presupposto per il prolungamento dell’ordinanza. Questa riguarda “La necessità di allineare gli orari di chiusura degli esercizi commerciali […] praticati nelle altre città siciliane al fine di evitare gli spostamenti al di fuori del territorio comunale che potrebbero esporre i cittadini a maggiori rischi derivanti dal percorso autostradale e di non alimentare fenomeni distorsivi di concorrenza commerciale”.

Ancora, per rimanere in tema di contraddizioni, se l’obiettivo fosse quello di ridurre al minimo le occasioni che potrebbero agevolare il costituirsi di assembramenti sfugge il senso di imporre la cessazione delle “esecuzioni musicali e la diffusione della musica all’esterno” entro le ore 00:30 dal lunedì al giovedì, consentendo invece una proroga fino all’una di notte dal venerdì alla domenica. Giorni in cui è notorio che vi sia un maggiore afflusso di avventori verso le attività oggetto dell’ordinanza e quindi una maggiore probabilità che si generino assembramenti.

Infine appare quasi superfluo sottolineare l’assoluta vacuità di un provvedimento che, da una parte non impone accorgimenti concreti come ad esempio la misurazione della temperatura all’ingresso dei locali (soltanto facoltativa) e dall’altra presuppone che il rischio di assembramento, e dunque l’aumento delle probabilità di contagio, sia nullo, nonostante la possibilità di somministrare sostanze alcoliche, fino all’1:30 ed improvvisamente, dall’1:31 in poi, diventi così alto da imporre perfino la chiusura degli stessi locali nell’arco di mezz’ora.