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La riflessione dell’ex assessore Richichi: “Destra imbelle, sinistra senza idee. Quale futuro per Reggio Calabria?”

Reggio Calabria, Richichi: “comincia a delinearsi il sospetto che la destra non voglia assumersi la responsabilità di guidare la città; dichiaratamente invece, si propone di farlo, per altri cinque anni, l’attuale amministrazione, ma per fare cosa?”

“Dopo lo scoop di Gazzetta Del Sud che ha reso pubblica la notizia di un buco di 400 milioni nel bilancio del Comune di Reggio Calabria, le dichiarazioni su detto deficit dell’assessore competente, per le quali questa “voce di bilancio di 399 milioni di euro di disavanzo è neutra” lasciano perplessi. I numeri, infatti, sono maledettamente testardi, sono pietre, ed i bilanci devono essere chiari, corretti e veritieri”. E’ quanto afferma Domenico Francesco Richichi, ex assessore comunale a Reggio Calabria.Per altro tra i 400 milioni del deficit denunciato da Gazzetta del Sud –prosegue– figurano anche le spese per gli espropri calcolate al valore del tempo in cui gli stessi sono stati effettuati, mentre tale valore va attualizzato al tempo in cui debbano avvenire gli esborsi, per giunta, aumentato degli interessi di mora e della rivalutazione monetaria. Approssimativamente, i debiti del Comune sarebbero, quindi, molto superiori ai 400 milioni. Qualcuno valuta tra i da 550e i 600 milioni. Si spera che nel consiglio comunale di venerdì prossimo si faccia chiarezza su tutto, anche sulle responsabilità politiche e gestionali delle precedenti amministrazioni, a partire dall’anno 1995 in modo che la gente sappia chi abbia contratto debiti senza copertura in bilancio o chi abbia fatto bilanci ingannevoli. Senza infingimenti e timidezze. Una vicenda amministrativa così storicamente importante ed enormemente impattante sulla vita presente e futura dei cittadini, si svolge, purtroppo, in uno scenario politico del tutto evanescente e, anche per questo, non adeguato alle dimensioni del problema: la destra sembra, quasi certamente, voler affidare le sorti della città ad un partito del Nord che ha storicamente guardato al Sud con disprezzo, salvo le recenti mutazioni elettoralistiche; la sinistra è rappresentata esclusivamente da un partito democratico diventato afono, assente da ogni dibattito sulle sorti della città e della sua provincia. Nel PD, sebbene si trovi, ormai da lungo tempo, alla guida della città, le emorragie sono diventate continue e patologiche. Le iniziative di singole persone o di un solo circolo non possono alleviare le pene impedendogli di mettere in piedi l’attività politica, culturale e di progetto che dovrebbe caratterizzare la ragion d’essere di quel partito politico che, nel suo statuto, pone come obiettivo privilegiato l’impegno civile, la Politica, il progresso della società, la difesa dei diritti economici e sociali. la lotta alle disuguaglianze. Ideali, cultura, principi convinzioni per l’interesse generale ed il bene comune sono diventati marginali per discussioni in microscopiche platee di addetti ai lavori e non più forti basi per la presenza del partito sul territorio. Ma la città ha bisogno di verità e tranquillità sul futuro. Per questo l’amministrazione comunale, oltre al dibattito all’interno del Consiglio Comunale, dal quale, purtroppo, durante oramai cinque anni, non sono emersi i veri motivi, politici e concreti, origine della situazione nella quale è precipitato il nostro comune, deve avere il coraggio di presentare, subito, in piazza un “rapporto pubblico alla città” attraverso il quale i cittadini possano vederci chiaro sulla situazione delle casse comunali che in buona parte alimentano, vanamente, con la propria contribuzione. Di fronte ad una situazione del genere, comincia a delinearsi il sospetto che la destra non voglia assumersi la responsabilità di guidare la città; dichiaratamente invece, si propone di farlo, per altri cinque anni, l’attuale amministrazione, ma per fare cosa?“, conclude.