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Fumo, l’angiologo: “Italia guardi a Fda per prodotti a rischio ridotto”

Roma, 14 lug. (Adnkronos Salute) – “Ora l’Italia guardi alla decisione dell’Fda per i prodotti a rischio ridotto”. E’ l’auspicio di Salvatore Novo, presidente del Central European Vascular Forum (Cevf) che commenta il riconoscimento da parte dell’agenzia statunitense Fda di ‘Iqos’ di Philip Morris International come prodotto a ‘ridotta esposizione’. “I dispositivi che riscaldano il tabacco ma non lo bruciano non liberano tutte le sostanze nocive delle sigarette tradizionali, ad esempio l’ossido di carbonio che è nocivo perché si legata all’emoglobina e avendo un rapporto competitivo con l’ossigeno rende il soggetto fumatore a rischio di ipossia cronica. Poi l’ossido di carbonio danneggia anche l’endotelio scatenando aterosclerosi”, ricorda il cardiologo.
“Con la combustione del tabacco si producono idrocarburi aromatici che hanno azioni dirompenti rispetto a diversi organi del corpo umano – avverte Novo – Sono collegati al tumore del polmone e alle malattie cardiovascolari. Il fumo di sigaretta può provocare anche il cancro della vescica e neoplasie all’apparato digerente. I dispositivi che riducono l’esposizioni a sostanza dannose non sono del tutto innocui – ricorda Novo – ma sono meno dannosi. Uno studio della Società europea di cardiologia, che ha seguito i comportamenti di pazienti fumatori con problemi cardiovascolari, ha evidenziato che dopo 5 anni dalla patologia il 50% ha ricominciato a fumare. Tutti venivano da centri di prevenzione. Ecco, su questi soggetti i dispositivi a rischio ridotto possono aiutarci a farli smettere con le sigarette”.