Miracolo Crotone, Gianni Vrenna a StrettoWeb: “adesso spero in un derby con la Reggina in serie A”. La commovente dedica agli “invisibili”

Foto di Maurizio Lagana / Getty Images

Crotone in serie A, intervista al presidente dei pitagorici Gianni Vrenna

Il Crotone, che ha appena conquistato la sua seconda storica promozione in serie A dopo quella del 2016, l’anno prossimo disputerà la 3ª stagione della sua storia nella massima serie e per il Presidente Gianni Vrenna sarà subito un record, perchè in termini di longevità societaria questo Crotone sarà secondo soltanto all’Udinese della famiglia Pozzo e alla Juventus che è degli Agnelli dal lontanissimo 1923. I friulani sono guidati dai Pozzo ininterrottamente dal 1986, ben 34 anni fa. E poi c’è il Crotone, magistralmente gestito dai Vrenna dal 1992, 28 anni fa. Un record, appunto. Perchè tutte le proprietà degli altri club di serie A sono molto più giovani, persino il Napoli di De Laurentiis o la Lazio di Lotito.

Gianni Vrenna è soddisfatto ma resta umile, come sempre. “Questa è la promozione più bella“, spiega ai microfoni di StrettoWeb, “perchè quella del 2016 è arrivata inaspettata. Questa invece l’abbiamo programmata. Il fatto di essere retrocessi dalla serie A, aver sbagliato la scorsa stagione e poi aver avuto la forza di risalire nella massima serie, non è da tutti. Non era facile. Vuol dire che abbiamo operato bene. L’anno scorso avevamo sofferto tanto perchè abbiamo sbagliato nel trattenere calciatori che avevano la testa ancora in serie A. Poi c’era la vicenda del Chievo, e fino ad agosto inoltrato non sapevamo ancora in quale categoria avremmo giocato. Quell’incertezza ha fatto male a tutti. Ma abbiamo fatto tesoro degli errori commessi e poi abbiamo voluto fare una campagna acquisti con giocatori con la giusta motivazione. Le nostre scelte sono state ripagate quest’anno sul campo“.

Il Presidente del Crotone ha il cuore grande, e dedica la promozione “agli invisibili, che sono tutti quegli uomini che girano intorno alla squadra, il segretario generale, il segretario amministrativo, gli addetti allo stadio che sono il cuore della società ma spesso vengono dimenticati. C’è tanta gente che lavora intorno al nostro club e che fanno parte della nostra famiglia. Dopo mesi difficili come quelli del lockdown, è a loro che voglio rivolgere il mio primo pensiero dedicandogli questa promozione“.

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Quella di quest’anno non è certo la prima volta che il Crotone conquista straordinari meriti sportivi: ancora prima della promozione in A del 2016, i pitagorici avevano già fornito prova delle grandi capacità dirigenziali del club nei 12 anni di militanza in serie B, vissuti sfornando talenti straordinari del calibro di Florenzi, Bernardeschi, Cataldi, Mirante, Nocerino, Gastaldello, Pellè, Ogbonna, Konko. Persino mister Gasperini ha iniziato qui la sua straordinaria carriera da allenatore, portando per la prima volta nella storia il Crotone in serie B nel 2004 e poi dando spettacolo con il suo gioco all’attacco per altre due stagioni in cadetteria, prima di spiccare il volo negli anni di Genoa.

L’idea di Vrenna è quella di continuare così, anche in serie A. “La speranza è quella di rimanerci, anche se siamo consapevoli che sarà molto difficile e complicato. Siamo una realtà molto piccola e abbiamo budget ridotti rispetto agli altri club di serie A. Ma ci proveremo con tutte le nostre forze, vogliamo rimanere nella massima serie“. Il Crotone ci è già riuscito una volta, con Davide Nicola nel 2017, e ha sfiorato la salvezza anche con Walter Zenga nel 2018 quando la retrocessione è arrivata soltanto all’ultima giornata.

festa CrotoneImmaginare che il Crotone possa diventare una realtà stabile della serie A potrebbe essere molto affascinante, ma è bene rimanere con i piedi per terra. Quando chiediamo a Vrenna se il Crotone può diventare una Sassuolo o un’Udinese del Sud, sorride: “le difficoltà oggettive del nostro territorio sono enormi. Udinese e Sassuolo sono guidate da aziende con fatturati stratosferici, in un territorio dal tessuto socio-economico differente. Il Sassuolo è Squinzi, la Mapei. Noi siamo molto piccoli anche rispetto all’Udinese. Ma non è detto che una realtà piccola non possa fare bene ugualmente, magari inventandoci i calciatori anche da categorie inferiori“.

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L’ultimo talento è Simy, centravanti nigeriano di 198cm che lo storico DS del crotone Beppe Ursino è andato a pescare nel 2016 nella Segunda Liga portoghese. Con la maglia del Crotone era esploso già in serie A, da giovanissimo, mettendo subito in difficoltà la più titolata concorrenza di Falcinelli, Trotta, Stoian e Tumminello. Nei suoi primi due anni nella massima serie ha segnato 10 gol in 44 partite disputate, molti soltanto brevi spezzoni. Adesso, in serie B è diventato il vero e proprio trascinatore: 14 gol in 33 partite lo scorso anno, 20 reti su 35 gare in questa stagione trionfale. Con 118 presenze e 46 reti complessive tra campionati e coppe, è già nella storia del Crotone e a 28 anni appena compiuti è la più grande certezza per il prossimo campionato di serie A. Un talento “inventato” dalla competenza della dirigenza pitagorica, che già da oggi è al lavoro per allestire una squadra gagliarda nel ristrettissimo calciomercato di una stagione così particolare.

Vrenna è orgoglioso di quello che il Crotone è diventato oggi nel panorama calcistico nazionale. “Sì, è vero, i calciatori più importanti e affermati hanno difficoltà a trasferirsi qui perchè c’è tanta differenza tra Nord e Sud per infrastrutture, collegamenti e tanto altro. La vita mondana che offrono le grandi città del Nord ovviamente non c’è a Crotone, ma se ci sono calciatori che hanno voglia di fare calcio e pensare solo alla carriera, per loro Crotone è la città ideale. Ormai siamo una realtà affermata nel mondo del calcio, tutti conoscono il percorso compiuto da chi è arrivato qui e si è applicato con la testa giusta in un ambiente ideale e sereno“.

Intanto stasera il Crotone tornerà allo Scida per ospitare il Frosinone, in piena corsa per i playoff. Chi sarà la terza neo-promossa in serie A dopo il Benevento e i calabresi? Vrenna vede bene “Pordenone e Spezia, forse l’Empoli“.

Il Presidente del Crotone è contento anche dell’affermazione della Reggina che con Luca Gallo ha appena conquistato la serie B e sta facendo una grande campagna acquisti con l’obiettivo di centrare subito il doppio salto in serie A: “Non ho il piacere di conoscere Gallo e la nuova dirigenza della Reggina, ma Reggio è una piazza importante, se ha iniziato a fare questo tipo di campagna acquisti pensa proprio che ha tutte le intenzioni di ambire alla massima serie. Spero che potremo fare un derby molto presto, magari già tra due anni, ma in serie A. Non c’è mai stato in A un derby tra due squadre calabresi, sarebbe un bel segnale di riscatto per il Sud“.