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Coronavirus: “impatto sull’economia peggiore del previsto”, l’Italia è la più colpita dell’eurozona

La Commissione europea ha pubblicato un documento previsionale riguardo l’economia dell’eurozona: durissimo l’impatto del coronavirus

La Commissione europea ha pubblicato oggi, martedì 7 luglio, un documento che descrive il lo scenario economico dell’eurozona, delineando un quadro previsionale che si estende fino al 2021. Com’è facile immaginare, data la crisi derivata dal diffondersi del coronavirus, le stime sono state ritoccate al ribasso rispetto alle precedenti previsioni.
In proposito non particolarmente roseo il quadro italiano che presenta, relativamente all’estate 2020, le stime peggiori di tutta l’eurozona (vedi tabella) seguita a Spagna, Francia e Croazia.

Sul tema si è espresso anche il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis che ha dichiarato: “L’impatto economico del lockdown è più pesante di quanto inizialmente previsto. Continuiamo a navigare in acque tempestose e ad affrontare molti rischi, incluso quello di un’altra grande ondata di contagi. Se non altro – continua Dombrovskis – queste previsioni sono una potente illustrazione del perché ci serve un accordo su un pacchetto di ripresa ambizioso, Next Generation Eu, per aiutare l’economia. Guardando a quest’anno e al prossimo, possiamo aspettarci una ripresa, ma dobbiamo vigilare sul ritmo della ripresa, che sarà diversificato. Dobbiamo continuare a proteggere lavoratori e imprese, nonché a coordinare le nostre politiche a livello Ue, per assicurarci di emergere più forti e uniti”.

Più nel dettaglio, la Commissione ha previsto un calo dell’8,7% nella zona euro (un 1% rispetto alle previsioni di maggio) per l’anno 2020, a fronte di una ripresa del 6,1% nel 2021 (lo 0,2% in meno rispetto alle precedenti previsioni di maggio). Come anticipato, piuttosto fosche le previsioni relative allo scenario economico italiano per il quale è stato previsto un crollo dell’11,2% per quest’anno (vedi tabella) a fronte di una previsione di ripresa individuabile in 6,1 punti percentuali per l’anno prossimo. Al riguardo la Commissione europea aveva stimato in un -9,5% di Pil per il 2020 ed un +6,5% per il 2021.

La Commissione, infine, ha previsto una ripresa del settore dell’industria anticipata rispetto a quella del settore turistico, altro dato non particolarmente incoraggiante per l’economia italiana, in particolare quella del Sud, ed un ritorno degli indicatori economici ai livelli precedenti a quelli della crisi covid solo alla fine del 2021.
Tuttavia l’Organo mette in guardia rispetto ad alcuni elementi che potrebbero pregiudicare la ripresa come la non trascurabile ipotesi di un incremento dei contagi o l’ipotesi di una fase recessiva del mercato del lavoro che si prolunghi anche oltre la scadenza delle misure di sicurezza.

Infine il dato sui prezzi al consumo e dunque sull’inflazione, rimasti sostanzialmente stabili e riguardo ai quali è previsto solo un in leggero incremento dello 0,3% per il 2020 e dell’1,1% per il 2021. Per alcuni paesi come Spagna, Grecia, Irlanda e Cipro esiste addirittura la probabilità che l’inflazione possa essere negativa. Dati, questi, che avvalorerebbero la politica monetaria espansiva della Banca centrale europea.