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Il virus SARS-CoV-2 è realmente più debole? Vediamo cosa dicono i numeri

Il 3 giugno è iniziata la “Fase 3” che ha previsto la riapertura delle regioni e delle frontiere

L’inizio di questa fase, dopo la graduale riapertura di ristoranti ed esercizi commerciali, è stata resa possibile grazie a vari indicatori che hanno dimostrato l’evidente miglioramento della situazione. I report quotidiani della Protezione Civile evidenziavano la continua riduzione del numero degli attualmente positivi grazie, soprattutto, all’aumento considerevole del numero di guariti nel mese di maggio. I soggetti attivi vengono divisi in ricoverati con sintomi, in terapia intensiva, in isolamento domiciliare. Il prossimo grafico illustra la situazione al 4 giugno e ci fornisce la percentuale dei casi di infezione da SARS-CoV-2 in Italia suddivisi per setting assistenziale (isolamento domiciliare, ricovero ospedaliero, ricovero in terapia intensiva).

Gli attualmente positivi in Italia al 4 giugno sono 38.429 di cui l’84,8% in isolamento domiciliare, il 14,3% ricoverati con sintomi, lo 0,9% in terapia intensiva.

Questi dati sono molto importanti in quanto evidenziano che solo il 15,2% dei casi attivi è ricoverato in ospedale e ben l’84,8% dei contagiati non necessita di cure nelle varie strutture.

Su questi dati vari epidemiologi, virologi, scienziati hanno dato la loro opinione. Chi dice che il virus è più debole, chi dice che gira di meno, chi afferma che i tamponi hanno una minor carica virale e chi dice che la situazione non è mutata. Vediamo cosa dicono i numeri grazie alla seguente tabella che mostra, mese per mese, il numero di attualmente positivi, e in valore assoluto e percentuale i soggetti ricoverati con sintomi, in terapia intensiva, in isolamento domiciliare.

E’ facile notare come, tra i soggetti positivi al Covid-19, la percentuale per la quale si richiede necessario il ricovero si sia notevolmente ridotta. Si passa dal 49,7% dei ricoverati con sintomi del 4 marzo al 14,3% del 4 giugno, dal 10,9% dei soggetti in terapia intensiva allo 0,9%, mentre aumenta in modo evidente la percentuale di coloro che sono in isolamento domiciliare, dal 39,4% all’84,8%.

I numeri parlano chiaro, il 4 marzo per il 60,6% dei soggetti positivi si era reso necessario il ricovero ospedaliero. Il 4 giugno, invece, la situazione è ben diversa, risultano ricoverati il 15,2% degli attualmente positivi.

Lasciamo agli esperti spiegare il motivo di questa diversa suddivisione per setting assistenziale nei vari mesi, però possiamo affermare che la situazione è andata continuamente migliorando e sempre meno persone trovate positive sono dovute ricorrere alle cure nelle strutture ospedaliere.

Dott. Luca Fusaro