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Traghetti dello Stretto, Caronte & Tourist nega agevolazione a medico reggino pendolare a Messina per colpa della coda dei rientri del weekend

Traghetti dello Stretto, la testimonianza di un operatore reggino che lavora a Messina: una brutta esperienza con la Caronte & Tourist

Dopo il ritiro senza preavviso delle agevolazioni al transito per i pendolari impegnati alla lotta al Covid19, per poi rimetterle alle condizioni attuali dopo diversi giorni, oggi Caronte & Tourist ha negato l’imbarco agevolato ad un medico reggino di rientro dal servizio a Messina.

Molti sono gli operatori sanitari che in questo periodo stanno usufruendo delle agevolazoni concesse dalla Caronte & Tourist: 22 euro per il traghettamento, andata e ritorno, con auto al seguito entro le 18 del giorno seguente. Pubblicizzando l’iniziativa, a metà aprile Caronte & Tourist annunciava che “Caronte & Tourist lancia tariffe agevolate per i pendolari dello Stretto impegnati nella lotta al COVID-19, a far data da mercoledì 15 aprile, tutto il personale delle professioni sanitarie (anche di quelle che non sono direttamente coinvolte nella lotta al Covid19), ma anche tutto quello appartenente alle Forze dell’ordine e Forze armate (compresi i vigili del Fuoco) il cui apporto è spesso colpevolmente sottostimato, transiteranno con auto al seguito a una specifica tariffa agevolata di 22 euro andata e ritorno“.

Oggi, però, al giovane medico reggino, Rodolfo Caminiti, è stato negato l’imbarco: era in fila dalle 17:30, ma a causa del sovraffollamento per i rientri del weekend, non è riuscito a imbarcarsi entro le 18 (orario in cui scade il biglietto). E’ salito sulla nave, dopo 35 minuti di coda, alle 18:05 ma ha dovuto pagare altri 22€ per un nuovo biglietto in quanto il precedente fosse scaduto. Nonostante la sua insistenza, gli addetti dell’azienda di traghettamento non hanno voluto sentire ragioni.

E le due sponde dello Stretto sono sempre più lontane: lì dove in qualsiasi altro Paese civilizzato del mondo avrebbero costruito un Ponte senza battere ciglio già da decenni, Calabria e Sicilia hanno eretto un muro sempre più difficile da valicare. Così questo bellissimo angolo del Mediterraneo è diventato l’emblema del sottosviluppo e dell’arretratezza del meridione d’Italia.