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Emergenza rifiuti a Reggio Calabria, le associazioni ambientaliste: “l’ecoballe sono l’ennesima non soluzione”

Emergenza rifiuti a Reggio Calabria, le associazioni ambientaliste: “chiediamo di essere messi al corrente circa le modalità di trattamento previste per questi rifiuti indifferenziati raccolti e imballati, che fine farà il percolato, per quanto tempo stazioneranno le eco-balle presso l’impianto in questione e come/dove saranno smaltite”

“Nel 2014 il conferimento “tal quale” in discarica, deciso con ordinanza dal presidente Scopelliti all’epoca aveva fatto inorridire ambientalisti e non solo: tuttavia era l’unica soluzione possibile, figlia della completa assenza di programmazione dell’amministrazione e la sola strada rimasta per tamponare l’ennesima emergenza rifiuti. A distanza di 6 anni, ci viene dimostrato che non è stato fatto tesoro delle esperienze passate, che non si sono elaborate strategie efficaci in tema di raccolta differenziata e si continuano a trovare alibi a copertura delle evidenti inefficienze della gestione rifiuti, arrangiata dagli enti locali a tutti i livelli. Ci chiederete se nella situazione attuale si sarebbe potuta trovare un’alternativa”. E’ quanto scrivono in una nota le Associazioni Rifiuti Zero Reggio Calabria, Differenziamoci Differenziando, Magnolia, Deep Seas. “Di certo, senza programmazione –prosegue la nota- i problemi si affrontano solo in modo emergenziale, che risulta l’unica strada percorribile. Ma ci spiace dovere rilevare che nel comunicato stampa del 7 giugno, non venga fatto alcun cenno su come il Comune e la Città Metropolitana intendano, in parallelo, migliorare la percentuale di raccolta differenziata. Nei giorni scorsi, tra l’altro,si è tenuto l’incontro tra l’Assessore all’Ambiente del Comune di Reggio Calabria, Armando Neri e alcune associazioni ambientaliste operanti da molti anni in città, che ne avevano fatto richiesta. Presente all’incontro anche il consigliere Rocco Albanese. Al centro della discussione due temi fondamentali: come allargare la base fiscale, per uscire da questa assurda impasse, dove solo la metà dei cittadini paga le tasse dei rifiuti, e, avendo ben chiara la difficoltà di conferire nelle discariche, come il Comune intendesse procedere sulla strada della raccolta differenziata Porta a Porta (PAP), al fine di aumentarne le percentuali di raccolta. Inizialmente l’avvento del PAP aveva dato grandi risultati, merito della sinergia costante tra l’Amministrazione Comunale e le associazioni del territorio, che hanno svolto un ruolo indispensabile in termini di comunicazione e sensibilizzazione. Il successivo avvento PAP al Centro Storico, ha evidenziato le fragilità precedentemente esistenti, complici l’assenza di controlli capillari e puntuali da parte dei soggetti preposti a svolgere tale ruolo.

La storia insegna quindi che bisogna procedere per tappe, che i risultati sono figli di un’attività di programmazione puntuale e non avventata. A complicare il tutto, hanno contribuito gli stop, reiterati nel tempo, dei conferimenti presso le discariche. Durante l’incontro abbiamo sottolineato l’importanza della programmazione e che bisogna porsi come principale obiettivo la riduzione della produzione di indifferenziato piuttosto che in quale discarica conferirlo. Sul fronte dei controlli abbiamo denunciato la situazione di evidente stallo da mesi, sia da parte della polizia municipale, che da parte dei 21 ispettori ambientali comunali, di cui si sono perse le tracce e che sembra siano stati destinati ad “altri” servizi, perché inabili al lavoro su strada. Sull’argomento ci riserviamo di fare una nota al Settore Ambiente per capire meglio la questione. Abbiamo sottolineato la necessità di incidere sulle ditte di pulizie, presenti all’interno degli istituti scolastici e degli uffici pubblici e privati, che hanno da sempre continuato a smaltire i rifiuti in modo indifferenziato, nelle zone dove ancora sono presenti i cassonetti, con evidenti disagi a danno delle comunità di quei territori; abbiamo anche chiesto maggiore rigore da parte dei dirigenti comunali dei vari settori, nel far rispettare l’ordinanza 27 del 15 Giugno 2015, da parte dei dipendenti pubblici: emblematica la presenza dei cassonetti di indifferenziato, posizionati all’interno del piazzale del Cedir, presso cui si sono sempre conferiti i rifiuti da parte delle ditte di pulizia dei vari uffici in modo indiscriminato. Sul fronte invece della lotta all’evasione il consigliere Albanese ha snocciolato una serie di numeri confortanti, sebbene il traguardo sia ben distante: in poco più di un anno si è passati dal 36% di utenze Tari al 58%.
Pur avendo riscontrato errori e superficialità, ci siamo lasciati con precisi impegni circa le attività da mettere in campo per sensibilizzare i cittadini a ricominciare a differenziare, a non farsi scudo del fatto che “tanto buttano tutto insieme” perché ognuno di noi deve agire secondo coscienza e senso civico, puntando ad una rivalutazione del territorio guardando all’oggi e al futuro. Ci piace sottolineare che la raccolta della carta, plastica e vetro in questi mesi, è stata comunque sempre puntuale.

La riunione si è poi conclusa con un impegno preciso da parte dell’Assessore Neri: la previsione in bilancio di una proposta funzionale alla realizzazione della prima Eco stazione sul territorio reggino, primo passo per ricominciare a sperare che una politica dei rifiuti zero sia possibile. Ed invece la notizia delle eco-balle ci ha lasciato perplessi e delusi. Esprimiamo piena solidarietà ai paesi che costeggiano la Vallata del Gallico, su cui insiste l’impianto di Sambatello, che dovrà “ospitare presso il piazzale esterno circa 3000 tonnellate di rifiuti, per un periodo non superiore a 6 mesi, deroghe permettendo”. Chiediamo di essere messi al corrente circa le modalità di trattamento previste per questi rifiuti indifferenziati raccolti e imballati, che fine farà il percolato, per quanto tempo stazioneranno le eco-balle presso l’impianto in questione e come/dove saranno smaltite. In tutti questi anni abbiamo sempre scelto la strada del dialogo, del confronto e della collaborazione, anche per non cadere nel tranello della facile strumentalizzazione politica che non ci appartiene. Ma questa ultima decisione ci impone di chiedere chiarezza pubblicamente”, conclude la nota.