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Emergenza rifiuti a Reggio Calabria, il Comitato Pro Sambatello incontra il sindaco Falcomatà

Reggio Calabria: i delegati del Comitato hanno richiesto la revoca immediata dell’ordinanza n.62/2020 poiché reputata illegittima. Falcomatà ha affermato che si impegnerà a revocare l’ordinanza solo nel caso in cui la Regione Calabria autorizzi il conferimento di almeno 300 tonnellate di rifiuti al giorno presso altri siti

Oggi 16 Giugno 2020, alle ore 12.00 circa, presso Palazzo Alvaro (Reggio Calabria), una delegazione del comitato “Pro-Sambatello” è stata ricevuta dal Sindaco della città, Avv. Giuseppe Falcomatà, alla presenza dell’Avv. Armando Neri, del consigliere di maggioranza, Sig. Rocco Albanese e del Comandante della Polizia Municipale, Dott. Salvatore Zucco. I delegati del Comitato hanno subito precisato all’Avv. Falcomatà di agire nell’esclusivo interesse della Città e senza alcun fine meramente politico, con l’obiettivo di tutelare la salute e l’incolumità
pubblica dei reggini, dimostrandosi sin da subito disposti a supportare l’amministrazione comunale al fine di trovare soluzioni serie, sicure e pratiche all’emergenza rifiuti in corso, diverse quindi dal confezionamento e stoccaggio di c.d. ecoballe presso l’impianto TMB di Sambatello, non idoneo per questo tipo di attività. Il Sindaco, per tutta risposta, ha riconosciuto di aver sbagliato a non informare preventivamente la popolazione di Sambatello prima di emanare l’ordinanza n.62/2020 con cui ha disposto il confezionamento e lo stoccaggio delle ecoballe, confermando comunque la bontà della sua scelta. La delegazione del Comitato ha sin da subito espresso la propria contrarietà relativamente alla suddetta ordinanza comunale, poiché il capannone preposto al confezionamento dei rifiuti, ad oggi adibito a “recupero attrezzi” presso l’impianto di Sambatello (v. ordinanza regionale) non risulta essere a norma, in quanto sprovvisto di impianti di aspirazione, di piani di prevenzione e sistemi anti-incendio e di qualsiasi strumentazione che possa garantire il confezionamento, in sicurezza, del percolato scaturente dalle ecoballe in fase di lavorazione. In relazione al capannone destinato al confezionamento delle ecoballe, il Sig. Albanese ha risposto ai delegati del Comitato affermando che il capannone è a norma in quanto vi è presente, nelle vicinanze, la strumentazione necessaria per sedare eventuali incendi. Per tutta risposta, i delegati del Comitato hanno precisato che la strumentazione presente, adeguata esclusivamente per i pochi attrezzi depositati all’interno del capannone, non è per nulla idonea ad affrontare l’eventuale incendio di circa 3.000 tonnellate di rifiuti (v.all.1). Nessuno dei rappresentanti dell’amministrazione ha saputo controbattere a tale affermazione.

In relazione al “piazzale” (v. ordinanza regionale) destinato allo stoccaggio delle ecoballe, l’Avv. Neri ha affermato che il sito risulta essere a norma. Per tutta risposta, i delegati del Comitato hanno precisato che, a seguito di alcuni rilievi fatti, per tramite del sistema “Google Earth”, da parte di autorevoli ingegneri ambientali, il piazzale destinato allo stoccaggio non sarebbe mai in grado di contenere le oltre 4.000 ecoballe da stoccare. Anche in questo caso, nessuno dei rappresentanti dell’amministrazione ha saputo controbattere a tale affermazione. Sempre in relazione al “piazzale”, i delegati del Comitato hanno informato i rappresentanti dell’amministrazione che, a pochi centimetri dal sito di stoccaggio, è presente una struttura, coperta da una lamiera color tino rosso (v.all.2), corrispondente ad una condotta che affluisce direttamente a mare, e che il percolato scaturente dalle ecoballe inquinerebbe tragicamente tutto il litorale reggino. Anche in questo caso, nessuno dei rappresentanti dell’amministrazione ha saputo controbattere a tale affermazione. Nonostante le preziose informazioni ottenute dai delegati del Comitato, l’Avv. Falcomatà è rimasto fermo sulle sue posizioni, affermando che l’ordinanza contiene i pareri positivi dell’Asp e dell’ArpaCal. I delegati del Comitato hanno risposto al Sindaco, affermando che l’Asp e l’ArpaCal, più che pareri favorevoli, hanno indicato delle prescrizioni a cui il Comune deve attenersi, a che ad oggi non sono state attuate. Nessuno dei rappresentanti dell’amministrazione ha saputo controbattere a tale affermazione. Al fine di dimostrare le inevitabili ripercussioni che l’applicazione dell’ordinanza n.62/2020
causerebbe, i delegati del Comitato hanno proposto all’Avv. Falcomatà di fissare un sopralluogo congiunto, alla presenza dei tecnici comunali e di consulenti tecnici di parte in rappresentanza del Comitato. Il Sindaco ha rigettato la proposta, affermando che tali sopralluoghi non sono di sua competenza, bensì dell’ArpaCal. I delegati del Comitato hanno fatto presente all’Avv. Falcomatà che il confezionamento e lo stoccaggio dei rifiuti presso l’impianto di Sambatello non risolverebbe l’emergenza in corso. Per tutta risposta, il Sindaco ha convenuto con i delegati, affermando di non aver valide alternative al problema, e rassicurando che, comunque, le ecoballe sono semplici contenitori di plastica che non emanano alcun tipo di odore né alcuna sostanza nociva.

Per tutta risposta, i delegati del Comitato hanno informato il Sindaco che le ecoballe non sono semplici contenitori di plastica, bensì cilindri contenenti rifiuti solidi urbani, da confezionare e stoccare secondo la normativa vigente: questa prevede un attento trattamento meccanico-biologico consistente in una preventiva selezione di tutti i rifiuti recuperati dalle strade (contenenti certamente non solo rifiuti solidi urbani) ed in una successiva fase di triturazione degli stessi, per poi essere confezionati e stoccati in sicurezza. Pertanto, il confezionamento dei rifiuti di Reggio Calabria, che non subiranno tali trattamenti, saranno soggetti a perdita di percolato ed emanazione di diossina, che andrebbero inevitabilmente ad inquinare tutta l’aria della città ed i pozzi di approvvigionamento, posizionati a pochi metri dal sito di stoccaggio e che riforniscono gran parte di Reggio Calabria. Nessuno dei rappresentanti dell’amministrazione ha saputo controbattere a tali affermazioni.

I delegati del Comitato hanno altresì informato che la fuoriuscita di percolato e diossina dalle ecoballe sarà inevitabilmente causata dai continui incendi che colpiscono periodicamente il sito di stoccaggio, poiché i terreni limitrofi sono soggetti ad incuria, in quanto abbandonati da decenni dai legittimi proprietari. Nessuno dei rappresentanti dell’amministrazione ha saputo controbattere a tale affermazione. I delegati del Comitato, altresì, hanno informato l’Avv. Falcomatà che la stessa area di stoccaggio delle ecoballe è a serio rischio idrogeologico, ed è costantemente soggetta a frane e smottamenti che, pochi anni fa, hanno causato la definitiva chiusura del tratto stradale (ex Strada Statale 184) che collegava il centro abitato di Sambatello con la località c.d. “Ponte di Calanna”. Le frane e gli smottamenti, pertanto, causerebbero l’impatto del terreno con le ecoballe, che frantumandosi causerebbero la fuoriuscita di percolato, che inevitabilmente andrebbe a scorrere verso la condotta che collega l’impianto di Sambatello con il mare, inquinando il litorale reggino. Nessuno dei rappresentanti dell’amministrazione ha saputo controbattere a tale affermazione. L’Avv. Falcomatà ha affermato che, comunque, tale emergenza sarà per massimo 20 giorni. I delegati del Comitato hanno risposto al Sindaco affermando che tale affermazione è falsa, poiché i 20 giorni sono previsti esclusivamente per il confezionamento delle oltre 3.000 tonnellate di rifiuti, e che l’ordinanza prevede una validità di 180 giorni salvo proroga, circostanza a loro dire confermata dall’Avv. Neri nel corso di un’intervista rilasciata qualche giorno prima. L’Avv. Neri ha confermato tale circostanza. Il Sindaco ha affermato che l’emergenza durerà il tempo utile per riaprire la discarica sita a Melicuccà, inagibile a suo dire per cause a lui non imputabili, presso la quale i lavori sarebbero cominciati pochi giorni fa. I delegati del Comitato, concluso l’incontro con i rappresentanti dell’amministrazione, hanno subito contattato alcune Autorità Regionali chiedendo chiarimenti in tal senso.

Pochi minuti dopo è stata recapitata loro copia di un atto (definito “importante ed urgente” ed accessibile a tutti) emanato in data 03.10.2019 dalla Regione Calabria – Dipartimento Ambiente e Territorio (protocollo generale – Siar n.0341930) avente ad oggetto “riordino del servizio pubblico di gestione dei rifiuti urbani”, nella quale viene riferito che “risultano già finanziate la discarica di Motta San Giovanni e … Melicuccà”. Alla luce di quanto detto, i lavori di messa a norma di Melicuccà risulterebbero già finanziati da circa un anno. Per quale motivo l’Avv. Falcomatà ha disposto i lavori presso la predetta discarica soltanto pochi giorni fa? Inoltre, sempre dallo stesso atto, risulta che “nonostante l’urgenza di provvedere, codesta Città Metropolitana non si è neanche presentata alla recente riunione dello scorso 24 Settembre, a testimonianza, ancora una volta, della disattenzione verso una problematica che, al contrario, richiede impegno costante e dedizione continua”. Sempre nel corso dell’incontro, i delegati del Comitato hanno chiesto chiarimenti relativi all’impianto di Gioia Tauro, utile a loro dire al fine di risolvere l’emergenza in corso. L’Avv. Falcomatà ha replicato affermando che tale impianto è di esclusiva competenza regionale. I delegati del Comitato, concluso l’incontro con i rappresentanti dell’amministrazione, hanno contattato alcune fonti interne alla società che gestisce il predetto impianto al fine di chiedere chiarimenti in tal senso, e gli è stato riferito che tale impianto è stato consegnato dalla Regione Calabria alla Città Metropolitana sin dal 1 Gennaio 2020: a testimonianza di ciò vi è l’affermazione dello stesso Sindaco, fatta nel corso dell’incontro, che ha affermato di aver pagato gli stipendi di Maggio ai dipendenti del predetto impianto. Alla fine dell’incontro, i delegati del Comitato hanno richiesto la revoca immediata dell’ordinanza n.62/2020 poiché reputata illegittima. L’Avv. Falcomatà ha affermato che si impegnerà a revocare l’ordinanza solo nel caso in cui la Regione Calabria autorizzi il conferimento di almeno 300 tonnellate di rifiuti al giorno presso altri siti. I delegati del Comitato hanno comunicato al Sindaco che, a seguito della sua rinuncia alla revoca dell’ordinanza, si vedranno costretti a ricorrere al T.A.R. territorialmente competente per richiedere la revoca dell’ordinanza e rivolgersi alla Procura della Repubblica. Il Comitato ha appena richiesto formalmente un incontro con il Prefetto di Reggio Calabria, S.E. Dott. Massimo Mariani, con il Procuratore della Repubblica, Dott. Giovanni Bombardieri e con l’Assessore Regionale all’Ambiente, Col. Sergio De Caprio.