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Reggio Calabria: “vigilare sull’applicazione dei contratti di lavoro e arginare i fenomeni di dumping sociale”

Reggio Calabria, Ance, Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil metropolitane: “vigilare sull’applicazione dei contratti di lavoro e arginare i fenomeni di dumping sociale”

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 9803 del 26 maggio 2020, ha sancito l’obbligatorietà di iscrizione alla Cassa Edile anche per l’impresa che, pur essendo classificata ai fini ISTAT come non edile, svolge di fatto attività di natura edile o, comunque ad essa ausiliaria, con tutte le conseguenze del caso in ordine ai versamenti contributivi necessari per il rilascio del DURC. Riprendendo le conclusioni dei Giudici di merito, anche la Suprema Corte ha confermato che non sussiste alcun automatismo tra il codice statistico assegnato dagli Enti previdenziali – secondo astratte previsioni tipologiche – ed il concreto accertamento dell’attività svolta, che deve ritenersi appartenente all’area dell’edilizia anche qualora si tratti di attività ausiliaria a quella edile, in quanto realizzi una funzione accessoria che non avrebbe alcuna utile applicazione se scissa dall’attività resa dal committente. “La Sentenza della Suprema Corte conferma definitivamente quanto reiteratamente ed anche pubblicamente sostenuto dalle Parti Sociali dell’edilizia reggina in merito all’obbligatorietà dell’iscrizione alla Cassa Edile di tutti i lavoratori impegnati in attività rientranti nel campo dell’edilizia, a prescindere dalla classificazione statistica dell’impresa e specie nei contratti pubblici dove vi è l’obbligo della applicazione integrale dei contratti collettivi di lavoro sottoscritti dalle organizzazioni più rappresentative. Più in generale riteniamo fondamentale vigilare sulla applicazione della norma, specie nei contratti pubblici, per evitare di avallare anche inconsapevolmente violazioni del codice degli appalti, nonché irregolarità gravi in termini di dumping sociale e contrattuale, discriminazione, sottosalari, concorrenza sleale, evasione fiscale e contributiva, sicurezza del lavoro, specie nell’attuale momento storico in cui tale tema si presenta più complesso in relazione all’emergenza coronavirus. Tenuto conto del principio fissato dalla Corte di Cassazione, nonché dei possibili riflessi negativi che possono derivare, in tema di regolarità contributiva e di responsabilità in solido, dalla violazione di tale principio, occorre che le imprese e soprattutto le Pubbliche Amministrazioni appaltanti e le istituzioni del mercato del lavoro a vario titolo coinvolte,  pongano particolare attenzione all’integrale rispetto del contratto collettivo edile, compreso l’obbligo di iscrizione e regolarità nei confronti della Cassa Edile, pure con riferimento ai fornitori o subappaltatori che eseguono attività rientranti nell’ambito dell’edilizia anche in termini ausiliari”, affermano Ance, Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil metropolitane

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