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Reggio Calabria, sorpresi a sparare falchi e cicogne sullo Stretto con armi clandestine: bracconieri e allevatori denunciati, animali sequestrati [DETTAGLI]

Concluse le attività antibracconaggio del cabs sul versante calabrese dello Stretto di Messina

Si sono concluse nei giorni scorsi sullo Stretto di Messina le attività di controllo effettuate dal CABS (Committee Against Bird Slaughter). Quelli dell’associazione tedesca sono stati gli unici volontari presenti sul territorio calabrese, fornendo quotidianamente supporto operativo ai militari del SOARDA impegnati nell’Operazione Adorno 2020, effettuata per la salvaguardia degli uccelli rapaci migratori.

Nel corso dei servizi i militari del SOARDA, coadiuvati da quelli del Gruppo Carabinieri forestale di Reggio Calabria, hanno effettuato diversi interventi, avvalendosi del costante ausilio di un esperto antibracconaggio del CABS.

L’episodio più importante si è verificato il 6 maggio, giornata di discreto passo di uccelli. Nella zona di Forte Siacci di Matiniti Superiore, nel comune di Campo Calabro, sono stati uditi alcuni colpi di fucile esplosi in direzione dei falchi in transito. Nel corso dell’intervento sono state individuate due persone appostate al riparo di una quercia. Purtroppo i due, accorgendosi dell’arrivo dei militari, si sono dati a fuga precipitosa, abbandonando sul posto un fucile da caccia con la matricola cancellata e numerose cartucce. Nei pressi del luogo di appostamento i volontari del CABS hanno successivamente ritrovato i resti di una Cicogna bianca, specie particolarmente protetta, probabilmente abbattuta dagli stessi delinquenti nel mese di marzo, quando sul territorio era assente ogni forma di controllo specifico per la tutela degli uccelli rapaci e delle cicogne in migrazione. L’uso di armi clandestine per il bracconaggio, fortemente diffuso in tutta la provincia, fornisce una chiara connotazione criminale dei soggetti che si dedicano a queste attività venatorie illegali.

Alcuni giorni dopo nella zona di Rosalì sono stati uditi altri colpi di fucile ed è stata fermata una persona sospetta che usciva da un giardino. Nel corso della perquisizione della casetta rurale di sua proprietà è stato trovato un fucile di piccolo calibro carico e pronto all’uso. Trattandosi di arma non registrata al soggetto sono stati contestati i reati di detenzione abusiva di armi e ricettazione. L’uomo era già stato denunciato nel 2007 per l’abbattimento nella stessa zona di un Falco Pecchiaiolo e in quella occasione gli erano stati ritirati sia il porto d’armi che le armi.

Nel corso dei servizi i Carabinieri hanno sottoposto a controllo numerosi allevatori di piccoli uccelli per stroncare i traffici illeciti di fringillidi, altra piaga endemica della provincia di Reggio Calabria. Due di questi allevatori sono stati trovati in possesso di esemplari di Cardellino, specie particolarmente protetta dalla legge, con anelli contraffatti e sono stati pertanto denunciati per contraffazione di sigilli e ricettazione. Un terzo allevatore è stato trovato in possesso di un esemplare maschio di Falco Pellegrino detenuto irregolarmente. I documenti in suo possesso, infatti, erano relativi ad un esemplare della stessa specie ma di sesso femminile, risultando dunque riciclati insieme al contrassegno identificativo. Anche per lui è pertanto scattata la denuncia per falsificazione di sigilli.