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Reggina-Zarate sogno di qualche ora, ma che intrecci con gli amaranto: dalla condanna in B alla madre di Catanzaro! E una moglie bomba-hot [GALLERY]

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Reggina-Zarate solo il sogno di qualche ora, ma quante curiosità: dalla condanna in B alla madre di Catanzaro passando per le confessioni della moglie

Un sogno di qualche ora si potrebbe definire quello tra la Reggina e Mauro Zarate. Il contatto tra le parti c’è stato, ma l’indiscrezione è uscita fuori relativamente tardi. Risale a qualche settimana fa, prima che gli amaranto si ributtassero su Menez, per cui manca solo l’ufficialità. Così come anticipato ieri dallo stesso TMW, e poi specificato da Alfredo Pedullà, è una pista tramontata già prima che qualcuno potesse fare strani pensieri. Non arriveranno entrambi, ma soltanto uno dei due, appunto Menez. Ovviamente, comunque, il calciomercato è sempre molto imprevedibile, regala colpi di scena e ritorni di fiamma su smentite di ore prima.

Quello strano segno del destino: la condanna alla Serie B

Ma torniamo a Zarate, la cui storia ci ha incuriosito subito dopo la notizia di un contatto con il club dello Stretto. Perché? Due i motivi. Il primo è la condanna alla Serie B. Detto così sembra poco chiaro, ma i più attenti e freschi di memoria già hanno capito. Fu, infatti, proprio un gol di Mauro Zarate, ai tempi della Lazio, a condannare matematicamente gli amaranto alla Serie B dopo molti anni. Era il 20 maggio 2009, era la penultima giornata di Serie A. Reggina di Nevio Orlandi ormai spacciata, con un destino neanche più dipendente soltanto dai suoi risultati. Ma la sconfitta a Roma pose fine a tutto. Bastò appunto un gol di Zarate, all’Olimpico, per sancire la retrocessione aritmetica. Quella, ancora oggi, è da considerare come l’ultima gara in trasferta degli amaranto in Serie A della sua storia. La domenica successiva arrivò infatti il pari interno contro il Siena e tutto un decennio fatto più di dolori che di gioie.

La madre di… Catanzaro

Un particolare ancora più strano è quello relativo alle origini del calciatore. Lui è infatti nato nel 1987 a Buenos Aires, in Argentina. Suo nonno era cileno. E sua madre? Nacque a Vena di Maida, frazione di Maida, paesino di circa 4.500 abitanti in provincia di Catanzaro, ma da piccolissima emigrò in Sudamerica. Paese di nascita, dunque, la Calabria. Ma, soprattutto, la città quest’anno rivale assoluta della Reggina, in campo e fuori.

La ribalta della moglie: tra foto e confessioni ‘hot’ e una grave malattia

moglie zarate

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Il 2009 è anche l’anno in cui Zarate ha conosciuto la bella modella Natalie Weber, diventata sua moglie nel 2011. La donna, nel corso degli anni, è salita alle ribalte della cronaca per una serie di fatti. In primis per alcune confessioni di coppia ‘piccanti‘: “Lo dico senza problemi: ho delle fantasie sessuali con David Beckham. Mauro lo sa… lui mi dice che è un figo. Mi darebbe il permesso di andarci a letto. A Mauro darei il permesso con Celeste Cid. E’ la ragazza più bella dell’Argentina. Ma tutto rimane nella fantasia. Con Mauro guardiamo film porno, ci motiva. Il mio luogo preferito dove fare sesso è la doccia”, le rivelazioni risalenti a qualche anno fa. Per non dimenticare una foto un po’ ‘spinta’ da lei pubblicata sui social e che attirò la gelosia dell’attaccante, che la invitò – in un commento pubblico all’immagine – a cancellarla dal profilo. Episodio, quello, che fu definito uno scherzo dai due.  In alto la FOTOGALLERY con alcuni scatti social della moglie.

Purtroppo, però, la storia della moglie di Zarate è legata anche ad episodi non felici. Qualche anno fa le fu infatti diagnosticato un tumore al seno. Mauro voleva smettere col calcio per starle vicino, ma alla fine decise di riavvicinarsi a casa e tornare a giocare in patria. “Non riuscivo a capire quando mi hanno diagnosticato il cancro. Mauro ha fatto molti viaggi per starmi vicino. Voleva farla finita con il calcio ma l’ho convinto a continuare, aveva una grande occasione con la Fiorentina. Mi sono operata il 25 di agosto e a novembre ero in Italia”, disse la donna in un’intervista a DirecTV. A cui seguirono, alla Gazzetta dello Sport, le parole di Zarate. “È quanto di più terribile abbia mai vissuto. Con lei e i miei figli abbiamo avuto momenti di grande sconforto. Ho anche pensato di smettere di giocare quando le è stato diagnosticato per la seconda volta il tumore al seno dopo la prima operazione. Poi lei mi ha convinto a proseguire. E ora che lei sta meglio ammetto di aver fatto bene a seguire il suo consiglio”.