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Reggina, i tifosi della Curva Sud: “è stato momento di festa sano, dispiace per gli assembramenti comunque limitati, quando la situazione è degenerata abbiamo interrotto l’evento”

festa Reggina Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Reggina, i tifosi della Curva Sud mettono le cose in chiaro dopo le ultime polemiche successive alla festa promozione all’Arena dello Stretto

Non si placano le polemiche dopo la festa promozione che è andata in scena nella serata di venerdì all’Arena dello Stretto. I tifosi della Reggina hanno festeggiato il salto di categoria in Serie B, ma nel mirino sono finiti gli assembramenti. Prima le critiche, poi le dichiarazioni del sindaco Falcomatà. Adesso è arrivata la risposta dei Diffidati Liberi, attraverso un post pubblicato sulla pagina Facebook: “Reggio merita rispetto”, si legge.

“A seguito nelle numerose critiche e segnalazioni su vari media nazionali e alcuni social media locali (di cui ci ricorderemo a tempo debito), abbiamo deciso di intervenire esprimendo il nostro pensiero. Non siamo qui per fare vittimismo, anzi, siamo pronti come sempre abbiamo fatto a mettere la faccia. Alla festa di venerdì erano presenti intere famiglie, anziani, bambini, tanti giovani e semplici curiosi e non riteniamo giusto colpevolizzare e criminalizzare tutti loro solo perché hanno scelto di condividere gioia e passione che aspettavano da anni. Siamo consapevoli che alcune cose non sono andate come dovevano, sin dal primo momento che abbiamo lanciato l’iniziativa avevamo spiegato e ripetuto che avremmo cercato e voluto fare di tutto per far rispettare le regole. Regole che oggi giustamente qualcuno ci accusa di non aver rispettato tempestandoci di critiche e accuse. Per la festa, che è durata comunque un tempo limitato e non esagerato, avevamo predisposto nel limite delle nostre possibilità un sistema di amplificazione audio proprio per permettere a tutti, anche a distanza, di poterci ascoltare, più volte abbiamo invitato e sollecitato le persone durante l’evento a mantenere le distanze ed usare le mascherine, così come noi del gruppo organizzato avevamo fatto”. 

“L’amministrazione comunale si è attivata transennando, mettendo in sicurezza la zona e vietando la vendita di alcolici, come grande disponibilità c’è stata anche da parte delle attività commerciali nei pressi dell’area che hanno anche sacrificato i loro spazi e ci hanno offerto supporto logistico. I presupposti, l’impegno e la serietà da parte di tutti è stato massimo ma non è bastato. Sono stati tanti i momenti di gioia ed euforia, ma nonostante ciò gli assembramenti sono stati limitati e quando la situazione ci stava sfuggendo di mano abbiamo deciso, a malincuore di tutti,  ma con grande maturità di interrompere l’evento. Oggi ci troviamo a discutere di un evento al quale hanno partecipato tante persone, dove nessun intervento delle forze dell’ordine è stato necessario (a differenza di altri eventi che spesso si verificano durante la movida cittadina), una festa dove non si sono registrati danni a persone o cose, una festa in cui l’unica colpa è stata quella di festeggiare e gioire tutti insieme, violando in alcuni momenti le distanza di sicurezza. Tutti noi, ultras, tifosi e semplici cittadini abbiamo cercato di dare il massimo contributo, mettendoci impegno e passione. Probabilmente tutto questo non è servito, ma sicuramente non giustifica tanto clamore mediatico per criminalizzare una tifoseria e una città intera”.

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