Reggina, Taibi a 360° tra mercato in entrata, qualche brutta news in uscita e il retroscena della prima cena con Gallo: “Pensavo fosse pazzo”

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Reggina, il direttore sportivo amaranto Massimo Taibi ha parlato al canale ufficiale del club di mercato e del primo incontro in assoluto col presidente

Il direttore sportivo amaranto Massimo Taibi è stato ospite telefonico di ‘Passione Reggina’, sul canale ufficiale del club. Ha parlato, ovviamente, di calciomercato. Ecco i passaggi più importanti.

MENEZ“Menez è stato geniale perché, se avesse voluto ragionare da Menez, non avremmo potuto assolutamente prenderlo. Per noi è stato un affare. Quando ho parlato con Menez ho avuto la stessa sensazione che ho avuto per Denis. Per la voglia che hanno avuto entrambi. Mi ha impressionato quando ha ringraziato Sounas per avergli ceduto la maglia numero 7. Con Sounas ci avevo parlato io, lui mi ha detto che sarebbe stato un onore cedergli il numero”.

IL MERCATO IN ENTRATA – “Costruiremo una squadra che possa essere competitiva, con calciatori che sanno calarsi nella realtà della B. Non andiamo alla ricerca della figurina, ma solo di giocatori funzionali al progetto”.

VIVIANO E CRISETIG “Due buoni giocatori. Crisetig gioca in Spagna, si è scritto che è nostro ma c’è un problema non indifferente: la squadra in cui gioca ha il diritto di opzione, se volesse esercitarla avremmo problemi. C’ho parlato, è una delle tante trattative che ho messo su”.

MISSIROLI E BARILLA‘ – “Barillà ha due anni di contratto col Parma, lì lo ritengono incedibile. E’ molto difficile. Con Missiroli la cosa è nata e morta lì perché lui vuole restare al Nord”.

MERCATO IN USCITA“Ciò che più mi dispiace è mandar via qualcuno, ma purtroppo le regole della Serie B me lo impongono. Su 18 over da tenere noi ne abbiamo 25, 7 per un discorso matematico devono uscire, a cui aggiungere almeno 4-5 in più per far arrivare Menez e company. Sono circa 12 in tutto. Abbiamo un po’ di dubbi almeno su tre giocatori da far uscire. Quando si fa il mercato in uscita è un problema non solo emotivo ma anche per le difficoltà di piazzare i giocatori. Quest’anno forse è più facile perché i nostri calciatori hanno tante richieste. Baclet e Zibert saranno ceduti dopo il ritorno dai prestiti, ho già parlato con i procuratori. Anche loro non sarà difficile piazzarli. Sto lavorando molto più in uscita che in entrata, anche se ho già bloccato qualcuno ho preferito concentrarmi di più sui giocatori da cedere. Guarna? Potrebbe restare con noi, ma gli verrà affiancato un collega”.

BELLOMO, CORAZZA, REGINALDO “Purtroppo uno dei tre ci lascerà, due rimarranno. Reginaldo ha l’opzione per il rinnovo, ma che restasse o meno avremmo comunque rinnovato d’accordo col presidente, perché ci ha dato una grande mano. Ho già parlato con la maggior parte dei calciatori che ci devono lasciare, a qualcuno devo ancora comunicarlo. Se prendiamo un giovane in più e un posto si libera, magari le cose cambiano così come il mercato, ma al momento uno di loro tre andrà via”. 

MASTOUR“E’ un mio pallino che il presidente ha sposato subito. Ho sempre detto che in C avrebbe faticato perché gli mancava la condizione e la mentalità. Ma ha recuperato e adesso deve cercare di essere più concreto, dipende da lui”. 

GALLO – “Quando sono arrivato alla Reggina non pensavo che sarei mai potuto arrivare a questo punto. Il 29 dicembre 2018 ho incontrato per la prima volta Gallo, a cena. Mentre parla mi fa: “Lei non crede a quello che le sto dicendo?”, io gli ho detto che mi piace ascoltare ma in cuor mio pensavo fosse un pazzo. Ad oggi dico che ha concretizzato tanto di quello che mi disse quella sera. I 15 giorni senza parlarci? Io con il presidente e con la dottoressa Scipioni mi sento spesso. Non sempre con lui posso essere d’accordo, quindi ci siamo messi alla prova reciprocamente. Il presidente è una persona corretta e di cuore, eravamo molto suscettibili per la pandemia e, anche se non ci siamo sentiti per telefono, qualche messaggio ce lo siamo mandati. Io e Gallo abbiamo un rapporto molto bello. Quando parlo con lui mi sembra di parlare con una persona molto più grande di me, anche se siamo coetanei. Per la cultura che ha, sembra di parlare con Berlusconi. Gallo è ambizioso e noi non siamo da meno. Se fosse per lui prenderemmo 50 mila calciatori, ma io devo tenere i piedi per terra e ragionare con la testa e non con il cuore”.