Reggina, Leon a StrettoWeb: “sogno di chiudere la carriera a Reggio, mi piacerebbe tornare per qualcosa di importante” [INTERVISTA]

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Reggina, Leon si è confessato ai microfoni di StrettoWeb: il suo desiderio è chiudere la carriera dal calciatore con la Reggina, squadra che lo ha lanciato nel calcio che conta

Sono passati quasi 20 anni dal suo arrivo in Italia, l’ha lasciata definitivamente nel 2012, ma a sentirlo parlare sembra che non se ne sia mai andato. Julio Cesar de Leon ha regalato alla Curva Sud tantissime emozioni, per questo ancora oggi i tifosi della Reggina hanno un bellissimo ricordo di lui. Nel corso della sua esperienza tricolore ha vestito tantissime maglie (Fiorentina, Catanzaro, Sambenedettese, Avellino, Teramo, Genoa, Parma, Torino e Messina), ma è sicuramente con quella amaranto che è riuscito a dimostrare maggiormente il suo valore. Lillo Foti l’ha portato in Italia quando era giovanissimo, nel 2001, e il Centro Sportivo Sant’Agata è diventato il suo punto di riferimento: con la maglia della Reggina ha giocato 77 partite, realizzato 10 gol e 7 assist tra serie A e serie B. Devastante nel 2006 con Mazzarri, nel tridente storico con Amoruso e Bianchi: è stato decisivo per la rincorsa alla salvezza con il pesantissimo fardello del -15.

L’honduregno classe ’79 adesso si trova in patria, ha appena concluso un’esperienza calcistica, ma ha tanta voglia di giocare. “Fisicamente sto bene, fino allo scorso anno ho giocato nella Serie A del campionato nazionale, mentre quest’anno ho disputato la Serie B – ha esordito ai microfoni di StrettoWeb – . Il campionato è andato bene, ho collezionato 13 presenze e siglato pure 9 gol. Ho dovuto lasciare il Platense per alcune incomprensioni e ho preferito andare via. Sono una persona che sa ciò che vuole. Ho voglia di continuare a giocare a calcio. Avrei voluto restare un altro anno qui in Honduras, prima di appendere le scarpe al chiodo, ma con la pandemia questo non è possibile. Se c’è un obiettivo che ho sempre desiderato è terminare la carriera a Reggio Calabria, lì dove l’ho iniziata”.

Tra  Puerto Cortés e Reggio Calabria ci sono 10.000 km di distanza e ben sei ore di fuso orario, ma Leon non ha mai smesso di interessarsi all’andamento del club amaranto: “Ho sempre seguito la Reggina, anche durante la mia esperienza in Cina. Quella parentesi è dovuta ad una scelta familiare, per stare più vicini ai miei genitori anziani che adesso hanno 70 anni. Anche per questo poi sono tornato in patria, altrimenti avrei fatto ritorno in Italia senza problemi”.

Nella Reggina attuale c’è già un calciatore honduregno, Rigoberto Rivas, che Leon conosce molto bene ed è legato da un rapporto di stima e amicizia: “Rivas lo conosco personalmente, cerco sempre di dargli consigli perché si trova in una città calcistica molto calda e quindi deve darsi molto da fare. Gli raccomando sempre di dare il cuore e di non essere presuntuoso, ma umile”.

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L’esperienza in riva allo Stretto non si può dimenticare: “I più bei ricordi della mia vita calcistica mi riportano a Reggio Calabria sicuramente. Ho lasciato l’anima e vorrei chiudere la mia carriera lasciando qualcosa di importante per questo club, dimostrando che questa è ancora una grande piazza. Da parte mia l’impegno non manca mai e, ogni volta che scendo in campo, do il meglio di me per regalare soddisfazioni alla squadra per cui gioco. Dell’anno della penalizzazione del -15 mi porterò per sempre il periodo della preparazione, quell’estate ci davano già tutti per retrocessi – continua Leon – . Una situazione che avrebbe potuto toglierci la grinta, ma io ci ho sempre creduto. Ho avuto sempre la sensazione che ci saremmo salvati e potevamo farcela tutti insieme col supporto della città. In ritiro ne parlavamo, eravamo consapevoli di dover soffrire, ma quella sofferenza poteva essere ripagata con una salvezza storica. Tuttora sono rimasto in contatto con Mimmo Tavella, Franceschini, Ciccio Cozza e tanti altri che fanno parte dello staff, ma anche con i ragazzi della chiesa che frequentavo e degli amici di Bagnara”.

Infine, Leon non dimentica di salutare i tifosi amaranto e la città che lo ha lanciato nel calcio che conta. Vere e proprie parole d’amore quelle pronunciate dal centrocampista sudamericano: “Auguro il meglio calcisticamente e a livello di salute a tutta Reggio Calabria. Ai tifosi dico che sono ancora nel mio cuore e spero di aver la possibilità di giocare la mia ultima stagione con la maglia della Reggina e poi iniziare a fare l’allenatore. E’ il mio sogno continuare ad insegnare calcio ai ragazzi”.