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Messina, ordinanza anti-movida: Cmbd organizza la protesta

Proibizionismo

Anche il movimento Cambiamo Messina dal Basso non vede di buon occhio la nuova ordinanza dal sapore proibizionista del Comune di Messina in materia di locali e somministrazione di bevande alcoliche e chiama a raccolta gli scontenti per organizzare la protesta

Siamo nel 2020, e non nel 1930, epoca in cui il proibizionismo imperversava negli Stati Uniti.
Eppure, leggendo l’ordinanza firmata nelle scorse ore dal Vicesindaco Mondello (dato che, evidentemente, il sindaco era tanto per cambiare assente) sembra di essere tornati indietro di decenni
è quanto si legge nel comunicato rilasciato in data odierna, 13 giugno, dal movimento.

Come, tra l’altro, se quelle e altre esperienze non avessero dimostrato l’assoluta inutilità del proibizionismo. O, peggio, il suo essere controproducente.
Cosa succederà adesso? Che come al solito a pagare saranno coloro che le regole le rispettano e le hanno sempre rispettate. Immaginiamo uno scenario. Ore 19:57: rifornimento nei locali e/o supermercato per l’acquisto di birre e roba varia alcoolica.
Ore 20:00 viene proibito l’asporto, e quindi per le massime autorità cittadine il pericolo di contagio da Covid-19 (di questo si parla nell’ordinanza) da un lato e di coma etilici dall’altro è oramai scongiurato.
In questo delirio, chi è che ci va di mezzo?
I cittadini e gli esercenti he le regole le hanno sempre rispettate, anche e soprattutto in questa fase e che pagano colpe non loro.
Pagano, soprattutto, le colpe di un’amministrazione che sembra essere in grado di fare la voce grossa solo con i più deboli (tipo i video dei senza fissa dimora al Palacultura, per intenderci), ma poi per evitare l’atteggiamento irresponsabile di qualche singolo, chiude la città e la socialità. Con danni incalcolabili”.

Per questo, chiediamo – si legge in conclusione – a chi voglia condividere un percorso di protesta rispetto a questo delirio, di scriverci nelle prossime ore.  C’è bisogno di fare sentire forte la voce di una città che non si piega alla logica perversa del “o proibizionismo o il caos” ma che esige di essere amministrata con lungimiranza e rispetto. Tutto il resto è un qualcosa che nel 2020 dovrebbe essere preso nemmeno lontanamente in considerazione”.