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Messina, Giornata mondiale dell’Ambiente: i progetti dalle bandiere blu alla messa in sicurezza della discarica di Portella Arena

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Messina. Giornata mondiale dell’Ambiente, Musolino: “Le politiche ambientali hanno giovato della strategia del Comune per la gestione dei rifiuti, portando al raggiungimento della quota del 30 per cento della raccolta differenziata

Oggi, 5 giugno si celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente. Quest’anno il tema scelto dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente è la Biodiversità, tema di grande importanza per la salute della terra. Questo è il motivo che ha spinto l’Amministrazione comunale ad attuare programmi finalizzati a sensibilizzare la cittadinanza su questo tema.

In proposito l’assessore all’Ambiente Dafne Musolino, nel celebrare questa giornata ha citato alcuni esempi. Uno riguarda il recente bando per il progetto per la salvaguardia della riserva naturale di Capo Peloro che è stato ammesso a finanziamento: 3 milioni e 800 mila euro per risolvere definitivamente il problema dello sversamento delle acque e degli allagamenti in strada. Un altro il progetto di riqualificazione della Foresta di Camaro (una attenta analisi ha consentito di affrontate le problematiche che impedivano lo sblocco di quest’opera con il conseguente rischio della perdita del finanziamento).

Per quanto riguarda la Tutela della Biodiversità marina l’Assessore ha ricordato l’impulso decisivo delle azioni di contrasto alla pesca illegale nell’area di Capo Peloro e le bonifiche ambientali dell’area ex Samar e SEA Flight.

In queste settimane – ha aggiunto Musolino – è stata proficua, da parte dell’Università degli Studi di Messina, l’azione di campionamento e analisi delle acque di tutto il litorale, da Scaletta a Capo Peloro, che incoraggia nella azione di richiesta per il riconoscimento di Bandiera Blu per tratti del nostro litorale. Le notizie di quotidiani sequestri ed interventi della Sezione Specialistica della PM anche nelle aree protette dà ragione e conforto a quanto voluto fortemente dall’Amministrazione comunale e si coniuga con una costante azione di Educazione Ambientale e allo Sviluppo Sostenibile. Infine, ma fondamentale, la prossima attuazione del percorso degli Ispettori ambientali e la volontà di costituire al più presto la Consulta dell’Ambiente per le azioni come quella del contrasto agli incendi boschivi che vedranno in sinergia con l’Assessorato alla Protezione Civile attività di formazione dei volontari, in collaborazione con l’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste e l’Ufficio Servizio per il Territorio per concrete azioni di monitoraggio e tutela del territorio”.

Il territorio della Città di Messina (circa 21.000 ettari) è interessato da 3 importanti siti di Natura2000 che sono stati designati specificamente per tutelare aree che rivestono un’importanza cruciale per una serie di specie o tipi di habitat. Natura2000 non è un sistema di rigide riserve naturali dalle quali sarebbero escluse tutte le attività umane. Difatti sebbene includa riserve naturali rigorosamente protette (vedi i Laghi di Ganzirri), la maggior parte del territorio rimane di proprietà privata. L’approccio alla conservazione e all’uso sostenibile delle aree Natura2000 è molto più ampio, in gran parte incentrato sulle persone che lavorano con la natura piuttosto che contro di essa. Tuttavia, gli Stati membri (e quindi anche le Amministrazioni Locali) devono garantire che i siti siano gestiti in modo sostenibile, sia ecologicamente che economicamente. In questa direzione si muoverà l’azione dell’Amministrazione, richiedendo sempre più fondi per lo studio ed il monitoraggio”.

Una ulteriore attività di grande rilevanza, attestata anche dalla soddisfazione dell’Assessore Regionale Alberto Pierobon nell’ultima visita dello scorso febbraio 2020, riguarda l’avanzamento dello stato di attuazione del progetto Mise del piede dell’ex discarica di Portella Arena, importante intervento di mitigazione del danno ambientale in vista della futura messa in sicurezza dell’intera area. Rammentiamo che Portella Arena, ex discarica che esiste dal 1972, quando fu creata per decreto prefettizio, è situata tra due torrenti, Pace e Ciaramita, occupando decine di ettari dove si trovano abbancati i rifiuti prodotti dalla Città di Messina e da altre Città della Provincia nei decenni scorsi. Durante la fase di attuazione del progetto MISE del piede della discarica, l’Amministrazione Comunale ha costantemente lavorato per il monitoraggio ambientale finalizzato alla definitiva messa in sicurezza dell’intero sito che attualmente è la più grande ex discarica della Sicilia. Le politiche ambientali – ha concluso l’assessore – sicuramente hanno giovato della strategia attuata dal Comune di Messina per la gestione del ciclo dei rifiuti, e con la nuova gestione del management della MSBC spa, che ha comportato importanti e coraggiose scelte strategiche portando al raggiungimento della quota del 30 per cento della raccolta differenziata. Ciò ci ha consentito finalmente di uscire dalla black list dei Comuni siciliani inquinanti (dove capofila sono proprio le altre città metropolitane di Catania e Palermo) e attestarci tra i Comuni che stanno concretamente attuando una efficiente politica di gestione del ciclo dei rifiuti”.