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Durissime critiche dal PD sull’assenza di De Luca da Messina, risponde la Giunta: “Ciarlatani istituzionali”

Messina. È scontro tra Giunta e gruppo consiliare del PD critico su tutta la linea, dall’assenza di oltre un mese del sindaco, all’impugnazione del decreto che ha impedito la realizzazione della “banca dati” dello Stretto

Per tutto questo tempo abbiamo atteso con pazienza di conoscere le reali motivazioni che stanno impedendo di fatto al Sindaco di esercitare il proprio mandato con la sua presenza fisica a Palazzo Zanca. Evidenziamo che fino ad oggi il sindaco De Luca non ha ritenuto di comunicare con modalità istituzionali e trasparenti alla città i motivi e la durata della sua assenza. Né possono considerarsi sufficienti le scarne e criptiche comunicazioni flash attraverso la sua personale pagina Fb seguita solo dai suoi supporters. Crediamo sia giusto che la città sappia con precisione quanto ancora debba attendere per riavere un Primo cittadino nella pienezza delle sue funzioni, considerata la delicatezza economico-sociale del momento contingente, e la pendenza dei cronici problemi della città non ancora adeguatamente affrontati e risolti da questa Amministrazione”. È questo quanto si legge in un comunicato diffuso dai consiglieri comunali del gruppo consiliare PD Messinese (Felice Calabrò, Gaetano Gennaro, Alessandro Russo, Antonella Russo) a proposito della tanto lunga, quanto atipica e, dopo più di un mese di assenza e ambiguità, ingiustificabile assenza del sindaco Cateno De Luca da Messina.
Augurando una pronta e piena guarigione al padre del Sindaco, riteniamo al contempo, sotto il profilo istituzionale quale prima carica cittadina, non più tollerabile il protrarsi della sua assenza che comporta una vacatio di fatto del ruolo di guida dell’amministrazione della città”.

La critica dei consiglieri del PD si estende anche alla recente approvazione della delibera relativa all’impugnazione del decreto del Presidente della Repubblica che ha annullato l’ordinanza con cui De Luca aveva istituito la banca dati a cui, durante il periodo di lockdown, si sarebbero dovuti iscrivere coloro i quali avessero avuto intenzione di attraversare lo stretto.

Peraltro – si continua a leggere – oltre alla fugace apparizione in occasione della festa della Patrona di Messina e, pare, anche per incontrare privatamente Matteo Salvini, durante il suo recentissimo tour nella nostra provincia, registriamo con stupore che mentre di fatto da oltre un mese qualsiasi responsabilità è stata demandata al vicesindaco ed alla giunta, lo scorso 12 giugno il sindaco De Luca si è materializzato nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca ove, in tarda sera, è stata esitata la delibera di giunta n. 260. Tale delibera ha come oggetto l’impugnazione del decreto del Presidente della Repubblica, che ha annullato l’ordinanza sindacale con la quale lo stesso De Luca aveva istituito la “banca dati” di attraversamento dello Stretto, con conferimento di incarico legale all’Avv. Carlo Taormina e al prof. Angelo Clarizia. Consideriamo insolita, oltre che inopportuna, la nomina al primo dei due professionisti, che da anni è il legale personale del Sindaco ed universalmente riconosciuto come esperto di procedimenti penali.
Nel merito, riteniamo estremamente grave sotto il profilo istituzionale, oltre che dannoso per l’immagine della città, che si impugni davanti al Tar Lazio un decreto del Capo dello Stato, emesso su deliberazione del Consiglio dei Ministri, fondata sull’autorevole parere espresso sul caso specifico dal Consiglio di Stato.
Tale scelta, che valutiamo certamente infausta e non più attuale a prescindere dall’esito, non fa altro che acuire l’inutile scontro con le cariche dello Stato alimentato dal sindaco De Luca nella fase del lockdown, e che speravamo invece si dissolvesse col tempo, con la certa conseguenza che Messina rimarrà ancora più isolata rispetto alle Istituzioni nazionali.
Stigmatizziamo in modo netto il comportamento di chi ritiene che le Istituzioni possano essere utilizzate per vicende e battaglie politiche personali, che poco o nulla hanno a che vedere con l’interesse generale della città e dei cittadini
”.

Sul tema non è tardata ad arrivare la risposta da parte della Giunta che si è prontamente schierata dalla parte del sindaco: “I consiglieri del PD hanno sferrato oggi un attacco al Sindaco che – se non fosse inopportuno ed offensivo – potrebbe anche far sorridere”. Si legge nella nota pubblicata sul sito istituzionale del Comune.
Questi signori, minimizzando su problemi personali e familiari che non conoscono, vorrebbero – a quanto pare – dettare l’agenda al primo cittadino. L’aspetto ridicolo è, che dopo avergli contestato l’assenza fisica da Palazzo Zanca, di cui, lo ricordiamo, De Luca non è il custode, criticano gli atti da lui compiuti quando ha partecipato alle riunioni della Giunta Municipale. Sul punto ci teniamo a precisare che non c’è stata giornata che non abbia visto impegnato il nostro Sindaco in incontri con noi Assessori, ovunque egli si trovasse… persino in ospedale in occasione del ricovero di suo padre! E tali continui e quotidiani contatti ci permettono di sostenere senza timore di smentita che non vi è stato alcun incontro con Matteo Salvini, il quale, a differenza di altri, ha ben compreso le ragioni di uomo occupato e preoccupato per le condizioni di salute del padre. I signori Consiglieri comunali esibiscano le prove di questo incontro De Luca – Salvini oppure chiedano scusa per evitare di passare per ciarlatani istituzionali. Infine riteniamo inutile qualsiasi commento sul ricorso che la Giunta collegialmente ha voluto proporre a tutela del prezioso lavoro svolto durante l’emergenza COVID che ha causato anche un inedito scontro istituzionale del nostro Sindaco con il Ministro degli Interni e del quale abbiamo chiesto nelle sedi giudiziarie il chiarimento definitivo”.

La Giunta torna dunque a ribattere sulla “indiscutibilità” delle ragioni personali che legittimerebbero l’atteggiamento del sindaco. Posizione che se poteva essere non condivisa ma compresa nelle prime fasi, appare assolutamente insostenibile a distanza di un mese. Soprattutto in considerazione delle responsabilità in termini di chiarezza e trasparenza che ogni sindaco dovrebbe avere nei confronti della cittadinanza e rispetto alle quali De Luca si è invece dimostrato estremamente carente.
In un simile contesto, reso ancor più complesso dalla crisi scaturita dall’emergenza coronavirus, non appaiono infatti sufficienti i fumosi post del sindaco, più propri ad un influencer intenzionato a far crescere la suspense per aumentare i propri follower che ad un primo cittadino di una città metropolitana, essendo questi totalmente privi di contenuti, salvo i riferimenti all’idilliaca realtà fiumedinisiana.
Né appaiono più condivisibili i richiami della giunta a “problemi personali e familiari che – gli oppositori, ndr) non conoscono” e sulla base dei quali si vorrebbero ridurre al silenzio i critici. Appare improbabile, infatti, che l’Amministrazione possa essere disposta a dimostrarsi altrettanto elastica, ad esempio, nei confronti di un qualsiasi dipendete comunale che per motivi personali dovesse richiedere di assentarsi dal posto di lavoro senza fornire alcun dettaglio o, in altri termini, “senza se e senza ma”.