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Il proibizionismo ai tempi del covid: la proposta del Prefetto di Messina

A seguito dello sviluppo del dibattito sulla “movida” a Messina arriva la proposta shock del Prefetto: locali chiusi all’1:30 e asporto delle bevande alcoliche vietato dalle 19

Da quando a seguito del miglioramento della situazione sanitaria in tutta Italia è stata stabilita la riapertura di locali, bar e ristoranti il tema della movida, in funzione dei rischi che secondo alcuni implicherebbe riguardo al contenimento del covid, è diventato virale, discusso tanto per strada, quanto in televisione, in radio e nei palazzi delle Istituzioni.

Proprio su questo tema, infatti, si è tenuta ieri presso la Prefettura di Messina una videoconferenza del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduta dal Prefetto Librizzi. A creare clamore e forse a destare l’interesse della prefettura due fatti verificatisi in città durante il fine settimana. Il primo il malore di una dodicenne che era stato inizialmente imputato all’abuso di sostanze alcoliche, cosa poi smentita dalla madre della giovane che referti medici alla mano ha chiarito che la figlia, benché avesse realmente acquistato una birra in un locale, aveva avuto un attacco di panico. Il secondo una rissa avvenuta in via Garibaldi che ha coinvolto diversi giovani tra i 18 e i 26 anni, sedata dall’intervento della Polizia.

Entrambi fatti che poco o nulla hanno a che fare con l’emergenza covid. Perché se è chiaro che una rissa non sia il modo migliore per rispettare il distanziamento sociale, lo è molto meno il nesso che possa indurre a ritenere opportuno, al fine di limitare questi fenomeni, di imporre nuove restrizioni a cittadini e commercianti, stabilendo la chiusura dei locali all’1:30 di notte, e fissando il alle 19 l’orario dopo il quale introdurre il divieto di asporto per le bevande alcoliche.

Ciononostante è di questo che si è discusso durante la videoconferenza del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Nel comunicato diramato al termine della conferenza si legge inoltre di come il Prefetto abbia invitato i sindaci adottare ordinanze che regolamentino “gli orari di apertura al pubblico dei locali di intrattenimento e di somministrazione di bevande alcoliche al fine di evitare lo spostamento di persone da un Comune all’altro e di poter fronteggiare più efficacemente possibili situazioni di criticità”, suggerendo quindi di introdurre un sistema proibizionista in salsa messinese.

Ciò che sfugge però è, da una parte, la necessità che spinge la Prefettura a suggerire di limitare gli spostamenti tra Comuni in un contesto in cui la situazione sanitaria è in costante miglioramento in tutta Italia ed il Governo ha riaperto alla libera circolazione tra le regioni, dall’altra, i presupposti che inducono il Prefetto a ritenere opportuno limitare la libertà personale dei cittadini, danneggiando economicamente gli esercenti, al fine di evitare il presentarsi di “situazioni di criticità” che potrebbero essere invece scongiurante rafforzando il controllo sul territorio. Non trattando i cittadini come soggetti immaturi non all’altezza di comportarsi in maniera appropriata senza che una qualche autorità imponga loro improbabili restrizioni.