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Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione: la Sicilia è la regione più a rischio in Italia

Desertificazione siccità

Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione, Musumeci: “La Sicilia è fra le prime regioni italiane ad essersi dotata di un Piano contro la desertificazione”

Oggi, 17 giugno, si celebra la giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità. Una ricorrenza patrocinata dalle Nazioni Unite, la cui prima edizione risale al 1995 ed il cui scopo è sensibilizzare la popolazione mondiale sul tema della desertificazione, promuovendo nuovi modi per prevenirla.

La desertificazione se da una parte è un fenomeno naturale, lo stesso che con il suo protrarsi attraverso le ere geologiche ha prodotto le più vaste e note aree desertiche della Terra, dall’altra può anche essere conseguenza dell’attività umana. In particolare dello sfruttamento intensivo del suolo a finalità agricole, di allevamento ed industriali.

Attualmente le aree secche, quelle più a rischio di desertificazione, costituiscono quasi il 50% delle terre emerse del pianeta, esponendo direttamente ai rischi collegati alla degradazione del suolo, alla scomparsa della biosfera ed alla trasformazione dell’ambiente in deserto circa un miliardo di esseri umani.
Essendo inoltre la desertificazione un processo solitamente irreversibile apparirà chiaro cosa spinge le istituzioni sovranazionali, nazionali e locali ad interessarsene. Tra queste la Sicilia, che secondo gli studi di settore è la regione più a rischio d’Italia, è stata tra le prime a dotarsi di un piano per la lotta alla desertificazione.
Uno strumento che ci consente di comprendere e contrastare un fenomeno che avanza in maniera preoccupante, erodendo e degradando porzioni sempre più ampie di territorio”, ha commentato il Presidente Musumeci sul tema.

Il piano è stato sviluppato sulla base di studi che evidenziano come in Sicilia le “aree critiche” rappresentino oltre la metà del territorio regionale (il 56,7%) mentre un altro terzo (35,8%) è classificato come “fragile”. Le zone a più alto rischio desertificazione sono a loro volta suddivise in “meno critiche” (17,7%); “mediamente critiche” (35%) e “maggiormente critiche” (4%).

In questo contesto è stato rilevato come gli aspetti legati alla desertificazione in Sicilia riguardino principalmente l’erosione e la salinizzazione dei suoli, l’aridità, la siccità e l’impatto delle attività antropiche.
In quest’ottica il piano varato dal Governo regionale si propone di intervenire prioritariamente sul comparto agricolo, forestale, delle risorse idriche e sulle aree a rischio idrogeologico attraverso un approccio integrato che possa consentire una gestione unitaria di un fenomeno così ricco di sfaccettature. Ciò a partire proprio dalla programmazione finanziaria delle azioni nei vari settori di intervento.

Più nel dettaglio le azioni di maggior rilievo saranno relative al contrasto dei fenomeni erosivi, prevedendo interventi di forestazione e di manutenzione del territorio; al miglioramento della gestione delle risorse agricole ed alla riduzione dell’impatto delle attività antropiche e all’attuazione di pratiche di sviluppo sostenibile.

A essere minacciati sono tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Gli studi degli esperti -aggiunge ha aggiunto Musumeci – hanno evidenziato come il territorio isolano mostri rilevanti segni di vulnerabilità. In particolare, le aree più critiche rappresentano oltre la metà dell’intera regione e un altro terzo è classificato come fragile. Con la redazione del Piano, a cura della nostra Autorità di bacino (un organismo misto costituito ad hoc tra Stato e Regioni per superare le problematiche amministrative nell’ambito della difesa del suolo e del sottosuolo, ndr), da noi istituita dopo un trentennio, il governo regionale punta all’obiettivo, finalmente, di compiere un passo deciso in questa direzione. Vogliamo adottare una strategia che delinei una governance unitaria di coordinamento e integrazione delle azioni nei vari settori d’intervento, anche nella programmazione delle varie risorse finanziarie. Metteremo in campo una serie di azioni per contrastare i fenomeni erosivi, l’incremento della forestazione e la manutenzione del territorio”.