fbpx

Fase 3 in Calabria, Santelli tra turismo e prevenzione: “pronti ad accogliere tutti, ci saranno regole da seguire”

jole santelli

“E’ un obbligo restare in allerta, non allenteremo le misure di prevenzione”: Jole Santelli guarda con coraggio alla Fase 3 in Calabria

“Siamo abbastanza pronti, perché in precedenza abbiamo seguito delle regole molto ferree. Ero ansiosa per il rientro di molti cittadini provenienti dal Nord, ma abbiamo fatto delle verifiche, circa 6mila tamponi, sono stati registrati numeri bassi di positività e questo mi fa stare tranquilla”. Lo ha affermato la governatrice Jole Santelli ai microfoni di Tagadà sulle frequenze di La7. Il Presidente ha affrontato anche l’argomento turismo, la Regione Calabria si è dimostrata disponibile pronta ad accogliere tutti: “aspettiamo i lombardi, così come i toscani e tutti coloro che sceglieranno come la nostra terra come meta delle proprie vacanze. Basterà soltanto segnalarsi sul sito della Regione, poi provvederemo noi a comunicare alle Asp di competenza. Credo sia necessario avere tutto sotto controllo già in partenza, mi auguro che non ci siano problemi per chi arriva. Ovviamente non può arrivare in Calabria chi manifesta i sintomi del Covid-19, continuano i controlli nelle stazioni”.

Il Presidente Santelli pone l’attenzione sul tema della prevenzione, in modo da farsi trovare pronti in caso di una seconda ondata di contagi: “è un obbligo restare in allerta. La Calabria aveva 190 posti letto di terapia intensiva, stiamo lavorando per averne 240. Noi stiamo continuando a fare 1.500 tamponi al giorno, non abbiamo mai allentato la presa. Mi auguro che ognuno di noi abbia imparato quelle che sono le regole di prevenzione. Mezzi pubblici? Non possiamo permetterci di abbandonare il discorso del distanziamento sociale, è tra le regole principali in questa fase, dobbiamo lanciare un segnale importante. Sono molto preoccupata da questo tipo di aggregazioni, ma è normale che sarà difficile mantenere le distanze in ogni occasione”. Infine una risposta alla polemica che si è creata sui vitalizi: “si trattava di una cosa molto tecnica, il termine è un tabù, quindi siamo tornati indietro perché faceva un cattivo effetto. Abbiamo preferito tornare sui nostri passi e dire che abbiamo sbagliato”.