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Estate in Calabria, 14 “bandiere blu” una speranza per il turismo ma c’è l’incognita Covid

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Estate in Calabria: l’emergenza sanitaria ha ridotto notevolmente le prenotazioni

Il turismo calabrese riparte dalle quattordici Bandiere Blu conquistate dai Comuni piu’ impegnati sul fronte turistico e ambientale, ma pesano le incognite legate alla pandemia. L’emergenza sanitaria ha ridotto notevolmente le prenotazioni. Gli addetti ai lavori non si sono comunque fermati e hanno messo in atto diverse iniziative per promuovere il territorio. Alcune strutture ricettive registrano il tutto esaurito per la settimana di Ferragosto e un trend in ripresa anche altri periodi, sebbene l’estate calabrese rimanga al di sotto delle sue possibilita’ e sia legata essenzialmente ai mesi di luglio e agosto. “Purtroppo paghiamo strategie di marketing sbagliate, che miramno solo a promuovere il mare, mentre si trascura il turismo invernale il filone dei beni culturali” dice all’AGI Vittorio Caminiti, titolare di una struttura alberghiera a Santa Trada, nel Reggino, e presidente della Federalbergi regionale fino a pochi mesi addietro. “Il timore dei focolai di Covid di cui ancora si parla – aggiunge – porta la gente a disdire. Si trascura il turismo interno, rappresentato dai calabresi che si spostano all’interno dei confini regionali per vacanze brevi e che rappresenta comunque il 20-25% della nostra attivita’ e non si fa abbastanza marketing verso regioni vicine come Puglia, Basilicata e Sicilia. Poi pesa la scarsa propensione a offrire pacchetti turistici comuni fra centri vicini, dove si preferisce marciare in ordine sparso“. In linea con le disposizioni nazionali, gli operatori si sono organizzati con iniziative di sicurezza dal punto di vista sanitario e del distanziamento sociale, mentre in qualche villaggio si registra una corsa ulteriore per effettuare tutti quegli interventi necessari per offrire un soggiorno adeguato anche in termini di servizi. Nel pacchetto di proposta turistica la Calabria ha inserito, come evidenziano gli operatori del settore, anche il particolare binomio mare-monti, considerato che la regione offre la possibilita’ di passare dalla costa alla montagna in pochi chilometri. Si punta poi sull’effetto enogastronomia, particolarmente gradito ai vacanzieri. Il sindaco di Sellia Marina (Cz), Francesco Mauro, vanta per il terzo anno consecutivo la Bandiera Blu: “Tutti gli operatori balneari hanno riaperto e questa e’ gia’ una grande scommessa. Da parte nostra – spiega – abbiamo avviato una serie di progetti che vanno oltre quelli gia’ previsti per la Bandiera Blu, come il protocollo sottoscritto con i Vigili del Fuoco per l’attivita’ di soccorso e intervento in mare e il progetto destinato all’emergenza Covid che e’ stato finanziato dal Ministero dell’Interno per garantire assistenza a bagnanti e turisti“. Secondo il primo cittadino, “le presenze sono buone e c’e’ lo spazio per recuperare questa stagione estiva“.

C’e’ attesa per l’arrivo dei primi turisti anche lungo la costa vibonese che va da Pizzo a Nicotera passando per Vibo Marina, Briatico, Zambrone, Parghelia, Tropea, Capo Vaticano-Ricadi e Joppolo. Qui si teme un’impennata dei prezzi. Da un’indagine di Federconsumatori Calabria, che ha simulato la prenotazione di un servizio spiaggia su 40 stabilimenti della regione, Tropea, considerata la capitale del turismo regionale, e’ risultata la localita’ balneare calabrese nella quale nel prossimo mese di agosto si sosterranno i costi maggiori per poter soggiornare negli stabilimenti privati in riva al mare. Il costo giornaliero per un ombrellone e due sdraio a Tropea si aggira, infatti, ad agosto intorno alle 40 euro, mentre Pizzo e Capo Vaticano-Ricadi si fermano sui 20 e 25 euro. C’e’ poi chi. Il sindaco di Tropea, Giovanni Macri’, inoltre, ha intenzione di far pagare anche la vista per l’affaccio sul mare e sul santuario di Santa Maria dell’Isola. Tutto parte da un articolo della rivista Viaggiart, nel quale la balconata in cui culmina il corso di Tropea viene definita “l’affaccio piu’ bello del mondo“. Il sindaco Macri’ ne e’ orgoglioso: “Gia’ l’anno scorso – spiega all’AGI – avevo lanciato la provocazione, e non escludo di farlo prima della fine della mia esperienza politica, di mettere i tornelli per rendere quell’affaccio a pagamento. Purtroppo in Italia le cose si apprezzano quando si pagano e quella che poteva sembrare una provocazione, la mettero’ in atto“.