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Coronavirus, Save the Children: “in Messico cresciuti di 30 volte in due mesi i casi confermati di bambini colpiti dal virus”

Photo by Emanuele Cremaschi/Getty Images

Coronavirus, Save the Children,: “in Messico cresciuti di 30 volte in due mesi i casi confermati di bambini colpiti dal virus. Necessarie misure per mitigare l’impatto del virus sui minori in condizioni di povertà”

Tra il 12 aprile e l’8 giugno, in Messico sono deceduti 52 minori per il coronavirus e il numero di casi di bambini e adolescenti contagiati è aumentato da 84 a 2.622, oltre 30 volte di più in poco meno di due mesi[1]. Il Paese sta attualmente vivendo un picco nel numero di casi di COVID-19, i confermati sono 124.301 e 14.649 i morti [2]. Il forte aumento del numero dei morti e di casi confermati di COVID-19 tra i bambini e i giovani messicani desta forte preoccupazione, avverte Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro.

Sebbene questa fascia di età non sia stata classificata come ad alto rischio, i dati mostrano che anche i bambini stanno contraendo la malattia e stanno morendo a causa del Covid. Save the Children esorta il governo messicano ad adottare forti misure di prevenzione per evitare ulteriori infezioni che tengano conto in particolare del benessere dei milioni di bambini le cui famiglie vivono in condizioni di povertà o che non hanno accesso alla protezione sociale. Genitori con maggiore possibilità di perdere il lavoro, difficoltà di accesso alle cure sanitarie, condizioni abitative segnate dall’affollamento e senza la possibilità di mantenere la distanza sociale, li rendono più esposti alla possibilità di essere colpiti. Inoltre, le persone che non hanno un impiego fisso hanno una maggiore urgenza di andare a lavorare in quanto non lavorare significa niente cibo, il che li rende più esposti a contrarre il virus e a infettare i propri familiari, compresi i bambini. Sono esposti alla malattia anche milioni di ragazze, ragazzi e adolescenti che lavorano per sostenere le loro famiglie. Altamente vulnerabili sono anche i bambini e gli adolescenti che vivono in strada, i migranti, i richiedenti asilo e gli adolescenti detenuti.

“I nostri team sul campo vedono ogni giorno quale impatto abbia la malattia sui bambini. Abbiamo incontrato Dani, di 6 anni, che non frequenta la scuola materna da più di due mesi ormai. Sua madre e suo padre sono disoccupati a causa della quarantena e, di conseguenza, le lotte della sua famiglia per mettere ogni giorno il cibo sul tavolo influiscono non solo sulla sua salute fisica, ma anche sul suo benessere mentale. I minori in Messico non vanno a scuola, hanno fame e molti di loro hanno paura. Questa storia può essere moltiplicata per milioni di volte, tanto quanto è il numero di persone in Messico che lavorano in modo irregolare, tra i più colpiti dalla crisi. Non solo il Paese, ma il mondo deve riunirsi per combattere questa pandemia a sostegno dei più vulnerabili. Nonostante non si sia ancora arrivati al limite, è necessario garantire forniture mediche per la protezione e il trattamento del COVID-19 in tutti gli ospedali, compresi quelli nelle comunità più emarginate, dal momento che molte strutture hanno segnalato una mancanza di materiali” ha dichiarato Maripina Menendez, Direttore Generale di Save the Children in Messico.

Save the Children ha aumentato il suo sostegno a 80.000 delle famiglie più vulnerabili in dieci stati del Paese, tra cui circa 300.000 bambini e adolescenti. L’Organizzazione invita il governo messicano a garantire che qualsiasi risposta alla crisi sanitaria e socioeconomica comprenda e dia priorità al benessere di bambini e adolescenti; a espandere programmi pubblici con trasferimenti in denaro per famiglie con minori, in particolare per coloro che non hanno un’occupazione regolare o che hanno perso il lavoro; a rafforzare la campagna di prevenzione, fornendo alle comunità messicane informazioni affidabili e disponibili in tutti i formati e piattaforme e nelle principali lingue indigene per aumentare la comprensione di come trattare e rallentare la diffusione del virus. È inoltre necessario espandere le vaccinazioni influenzali stagionali a ragazze e ragazzi, con l’obiettivo di ridurre la saturazione del sistema sanitario a causa di un doppio focolaio infettivo; monitorare lo stato di salute dei bambini migranti e richiedenti asilo nei centri di accoglienza pubblici e garantirne l’accesso ai servizi sanitari in caso di sintomi.

[1] , dati del Ministero della Salute messicano

[2] John Hopkins University, 10 giugno