fbpx

Ad aver salvato la Calabria dal Coronavirus potrebbero essere stati liquirizia e olio d’oliva: i ricercatori ne confermano la capacità di bloccare il virus

liquirizia olio oliva

Coronavirus: la Calabria potrebbe essersi salvata grazie a liquirizia e olio d’oliva, due alimenti che spopolano

Grazie ad una recente scoperta di una equipe di ricercatori dell’Università Federico II di Napoli e dell’Università di Perugia è stato dimostrato come alcune sostanze naturali impediscono l’ingresso nelle cellule del Coronavirus Sars-CoV-2.

La direttrice del Dipartimento di Farmacia dell’Università di Napoli Federico II, Angela Zampella, ha illustrato come le sostanze individuate dai ricercatori siano totalmente naturali e si trovano in alcuni alimenti come liquirizia e olio di oliva. Zampella afferma: “le molecole che abbiamo studiato nel corso della ricerca possono bloccare l’ingresso del coronavirus nelle cellule quando la carica virale non è elevatissima“.

Per svolgere la ricerca, le analisi computazionali del team diretto del dottor Bruno Catalanotti si sono incrociati e sono stati completati da quelli di chimica sintetica, condotti dall’equipe guidata dalla professoressa Zampella, e da quelli di biologia molecolare messi in atto dalla dottoressa Adriana Carino, sotto la supervisione del professor Stefano Fiorucci (Gastroenterologia del Dipartimento di Scienze chirurgiche e biomediche dell’Università degli Studi di Perugia). Allo studio, interdisciplinare e che ha coinvolto più gruppi, hanno partecipato anche i gruppi dei dipartimenti di microbiologia e malattie infettive dell’Università di Perugia.

Guardando i numeri della Calabria, alla luce dei risultati ottenuti, si è ipotizzato che liquirizia e olio d’oliva abbiano creato un effetto protettivo alla popolazione. Dall’inzio dell’epidemia il numero di casi di Coronavirus in Calabria è di 1.162 persone su 80.330 soggetti sottoposti a test. La percentuale dei positivi sui controllati è dell’1,4% ed è di gran lunga la più bassa d’Italia. In Calabria sono state sottoposte a tampone addirittura 69,1 persone per ogni positivo. E’ il dato più importante che testimonia il numero di tamponi effettuati rispetto alla reale diffusione della pandemia, ed è il numero più alto di tutt’Italia, a conferma dell’elevatissimo numero di tamponi effettuato nel territorio calabrese.