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Calabria: “Sud & Infanzia in rete” promotore di un’alleanza per l’infanzia tra gestori, operatori e famiglie

Calabria, “Sud & Infanzia in rete”: “la Regione colga l’occasione di rinascita del sistema integrato 0-6 per i 98.500 bambini e bambine calabresi”

“La Regione Calabria colga l’occasione di rinascita del sistema integrato 0-6 per i 98.500 bambini e bambine calabresi. Con l’inizio del mese di giugno ci avviamo alla fine dell’anno scolastico in un silenzio assordante della politica regionale sul presente e sul futuro dello 0-6“. E’ quanto scrive in una nota Sud & Infanzia in Rete. “Sino ad oggi – prosegue la nota- soltanto ipotesi ma ancora nessuna concretezza da parte della Regione Calabria e nessuna indicazione ufficiale sulla riapertura dei servizi 0-6″.

Sud & Infanzia in Rete “traccia il punto della situazione su alcuni elementi fondamentali:

1) I bambini si infettano di meno e sono meno contagiosi;
2) Vi è una forte sottovalutazione dei bisogni dei più piccoli, in particolare della fascia 0-
2, per loro le linee guida non prevedono nessun intervento nel periodo estivo;
3) Manca un serio piano che metta al centro la questione delle riaperture e del riavvio della didattica in presenza per tutto il sistema educativo;
4) Occorre una pianificazione della riapertura attraverso l’avvio di una sperimentazione dei servizi già nel periodo estivo. Le famiglie ed il personale impegnato nei servizi hanno bisogno che la ripresa delle attività sia preceduta da una fase di sperimentazione, seguita dalla predisposizione delle procedure e di tutti i dispositivi occorrenti per la tutela della salute delle bambine, dei bambini e degli adulti;
5) Il dibattito sulla riapertura ad oggi è stato completamente orientato a trovare standard di sicurezza mentre è necessario aprire un dibattito anche sulla dimensione educativa per assicurare che l’aspetto del controllo si integri positivamente con quello della
socialità;

6) il distanziamento non può essere preso in considerazione per bambine/i della fascia 0/6, la scuola delle bambine e dei bambini è vicinanza, non distanziamento;
7) le bambine e i bambini vivono le loro prime relazioni di comunità nei nidi e nelle scuole dell’infanzia, tali strutture non possono restare chiuse per periodi di tempo prolungati senza portare danni significativi alle esigenze di socializzazione e interazione, ai gestori dei servizi, agli operatori e alle famiglie;
8) venendo completamente a mancare la relazione coi pari, le bambine e i bambini avranno difficoltà maggiori rispetto al consueto nella ripresa e nell’inserimento nell’ambiente educativo e scolastico;
9) a fronte di tutto ciò, nella realtà che viviamo, appare generalizzata, la percezione del rischio che non tutti i servizi saranno in grado di riaprire per i problemi economici e finanziari dati dalla interruzione delle attività nella fase dell’emergenza sanitaria data dal Covid-19. D’altra parte bisogna tenere sotto controllo anche l’effetto secondario del lockdown, che potrebbe interessare la realtà dei nidi in particolare, in quanto servizio, a differenza della scuola dell’infanzia, non ancora così culturalmente radicato e diffuso dato dalla paura insinuatasi nelle coscienze. Questa potrebbe addirittura orientare le famiglie a tenere in casa i loro bambini più piccoli, trovandola una soluzione più sicura per la loro salute.
10) Altro rischio corrono i servizi per i più piccoli, più insidioso perché meno riconoscibile, che sarebbe quello di non riuscire a garantire le linee pedagogiche essenziali e gli indicatori di qualità del servizio, nell’impatto con le misure necessarie per la difesa della salute. Per un insieme di motivi, dunque, economici, finanziari ma anche psicologici e culturali, si rischia che vada dispersa la consapevolezza del diritto all’educazione per le bambine e i bambini, per tanti anni rivendicata invano da genitori, maestri, educatori, pedagogisti, e studiosi, proprio quando la legittimazione sul piano culturale, normativo e finanziario è finalmente arrivata, nel nostro paese, col nuovo panorama legislativo di riferimento dato dalla legge 107 del 2015. Occorre un’alleanza per l’infanzia tra gestori, operatori e famiglie per richiedere alla Regione Calabria di passare dalle parole ai fatti.

La nostra non è una forma di protesta ma una mano tesa, la nostra competenza ci consente di dare soluzioni, di indirizzare la politica ed affiancare le strutture regionali per compiere gli atti amministrativi necessari per attivare le seguenti risolutive azioni:
1) sostenere concretamente ed economicamente il sistema educativo 0-6 attraverso l’incremento di fondi per i soggetti privati che svolgono servizi socio-educativi e di istruzione per l’infanzia a copertura del mancato versamento delle rette;
2) sostenere, tramite le risorse destinate ai comuni, le attività educative e ricreative durante l’estate per i bambini della fascia 0-6;
3) impegno per la riapertura dei servizi 0-6 in modalità sperimentale a partire dal prossimo mese di luglio attraverso la definizione di apposite linee guida
4) la possibilità di rientrare a scuola sin da subito per iniziare una seria valutazione degli spazi interni ed esterni e per favorire la programmazione di interventi di riordino e sistemazione degli arredi e spazi anche per l’avvio della sperimentazione;
5) provvedere alla formazione del personale e dei genitori sulle questioni sanitarie e di svolgimento del triage.
6) avvio di coordinamenti pedagogici, perché pur tenendo conto della logica del sistema integrato 0-6 è importante sottolineare che i coordinamenti non sono un’istituzione diffusa in Calabria ed invece, in questo momento, in particolare, si delineano come uno dei decisivi anelli di congiungimento fra quanto stabilito dalle linee guida nazionali, le norme attuative dei diversi governi locali, e le prassi nei servizi, a tutela della loro qualità. Data la forte esigenza in questo momento del rispetto di un panorama unico di linee pedagogiche, e per la tutela della salute, bisognerebbe spingersi a proporre la formazione di coordinamenti pedagogici per i servizi dello 0-3. Invitiamo tutti i soggetti interessati, Gestori, operatori e famiglie a rispondere al nostro appello, la Regione Calabria dimostri l’interesse verso i 98.500 bambini e bambine del territorio, colga l’occasione perché questa grande e generalizzata crisi possa essere per il sistema integrato 0-6 calabrese, ed in particolare per i servizi educativi rivolti allo 0-3, un punto di partenza e un’occasione di rinascita”, conclude la nota.