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Botta e risposta Falcone – Cancelleri su inchiesta Cas: “E’ organo della Regione Sicilia, vertici nominati dal Presidente”

Cas

A seguito dell’inchiesta della Procura e della Dia di Messina sul Cas botta si è aperto un botta e risposta indiretto tra il viceministro ai Trasporti Cancelleri e l’assessore regionale al ramo Marco Falcone

Come già avvenuto in altre occasioni, vogliamo formulare un plauso per l’accurato lavoro inquirente compiuto da Procura e Dia di Messina riguardo i presunti affidamenti truccati al Consorzio autostrade siciliane. Bene che i fari della magistratura restino puntati su un ente che deve lasciarsi definitivamente alle spalle le epoche di malagestione, clientele ed inefficienza. I fatti contestati da ultimo, infatti, riguardano il 2015 e sono assai risalenti rispetto al nuovo assetto della governance dell’ente voluto dal governo Musumeci”. Questo è quanto dichiarato dall’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, commentando l’inchiesta “Fuori dal tunnel” della Procura di Messina.

Per quanto riguarda il dibattito sulle concessioni autostradali e le parole del viceministro Giancarlo Cancelleri sul Cas – prosegue Falcone – da parte nostra non vi è alcuna preclusione. Se il Governo nazionale ritiene che la revoca sia la soluzione, facciano pure, così non ci sarà più spazio per le polemiche. Non sarà certo la Regione Siciliana ad ostacolare l’intervento di Roma e le decisioni del viceministro che, certamente, saranno risolutive delle problematiche notorie e di vecchia data che affliggono il Cas”.

Sul tema il viceministro Cancelleri, lo scorso 26 giugno, aveva infatti pubblicato un post sulla sua pagina Facebook in cui sottolineava le numerose criticità evidenziate dalla Procura e dalla Dia di Messina riguardo alla gestione della rete autostradale da parte del CAS. Al riguardo nonostante le distanze prese già nelle scorse settimane dal Governo regionale nei confronti dell’ente, Cancelleri aveva sottolineato come i suoi vertici siano nominati proprio dal Presidente Musumeci e dall’assessore alle infrastrutture Falcone.

Il CAS, che poi sarebbe la Regione Siciliana – si legge nel post del viceministro – i vertici sono stati nominati dal Presidente Musumeci e dall’assessore Falcone, gestisce le autostrade A20 Messina-Palermo, la costruenda, molto a rilento, Siracusa-Gela e la A18 Messina-Catania. 300 km di strade in concessione a pedaggio che sono state definite dal Gip nell’ordinanza applicativa delle misure cautelari ‘un asse viario che è già drammaticamente e notoriamente afflitto da gravi carenze strutturali e lungo il quale frequenti sono stati gli incidenti, anche mortali’.

Il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti non ha competenza su quelle strade – prosegue Cancelleri –  ma ha la responsabilità di controllare cosa fa il concessionario con i beni dello Stato, ebbene il CAS vanta quasi 800 non conformità, cioè infrange 800 volte codice stradale, di sicurezza stradale e non assicura assistenza, insomma una bomba ad orologeria pronta ad esplodere. Credo che sia arrivato il momento di avviare un’operazione verità e prendere in serio esame la revoca della concessione, i cittadini hanno il diritto di percorrere strade sicure e lo Stato ha il dovere di non permettere a nessuno di lucrare impunemente sui beni dello Stato e del popolo