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Accadde oggi, 1 giugno 2003: solo la grandinata ferma la Reggina a Bergamo, ma il giorno dopo sarà sole…

Accadde oggi, 1 giugno 2003: oggi, di 17 anni fa, la Reggina veniva fermata soltanto dalla grandine di Bergamo. Ma il giorno dopo…

Ci sono storie che, per diventare tali, hanno bisogno di quella sana dose di imprevedibilità. Un evento inaspettato, magari, che possa dare fascino e contorno a un qualcosa che potrà essere ricordato a distanza di tanti anni. Nel caso della Reggina, in fatto di storie, eventi e ricordi, non basterebbe un film o un libro.

Ma se così fosse, una delle tante pagine (o puntate) è quella risalente ad esattamente 17 anni fa. E’ l’1 giugno del 2003. La Reggina, dopo aver sbattuto contro Taibi (già, proprio lui) all’andata al Granillo, si gioca nella gara di ritorno di Bergamo la permanenza in Serie A. Due anni prima, nel doppio confronto, andò male contro il Verona, ma questa volta gli amaranto arrivano alla sfida contro l’Atalanta lanciatissimi. Con l’avvento di De Canio, infatti, il ruolino di marcia di Bonazzoli e compagni – nel girone di ritorno – si era rivelato impressionante. Specialmente in casa, la Reggina faceva la voce grossa.

Fermarla era difficile, ma fu trovato il modo per “bloccare” la squadra dello Stretto: di mezzo, infatti, si mise la grandine. Il fischio d’inizio della gara è previsto per le 20.30, ma pochi minuti prima del match si abbatte una violenta grandinata sull’Atleti Azzurri d’Italia. L’arbitro della sfida è Pierluigi Collina, che solo quattro anni prima si trovò di fronte ad una situazione simile (Perugia-Juventus, ndr) e che lasciò spazio a tante polemiche. Vuole ponderare bene la situazione. Dopo mezz’ora, la grandine violenta e copiosa che già aveva messo la gara a rischio, lascia spazio ad un violento acquazzone. Il terreno di gioco inizia a diventare impraticabile, il direttore di gara e le due squadre cominciano a prendere contezza della situazione. In tutto ciò, tra rientri nel tunnel, drenaggio del campo, stoici ultras in attesa di notizie, erano ormai passati 90 minuti. Sì, il tempo di una partita, ma non si era giocato affatto.

L’attesa, diventata troppo lunga, si trasforma in decisione. I capitani, Carrera e Cozza, fanno un’ultima prova generale per controllare lo stato del terreno di gioco: è zuppo. Collina prende in mano il pallone e manda tutti a casa. “Non si gioca – le parole di Carrera – ed è tutto rimandato a domani alle 18. Abbiamo deciso d’accordo noi e quelli della Reggina. Lo abbiamo fatto per tutelare lo spettacolo, e quindi i tifosi, ed anche noi stessi, in particolare la nostra incolumità fisica, perché stasera su questo campo non si può assolutamente giocare. E poi se andassimo ai supplementari a che ora finiremmo, all’una di notte? Quindi proprio non si può giocare. Gli fa eco Cozza: “Ha già detto tutto Massimo e anche noi pensiamo che sia stato giusto decidere di non giocare stasera questo spareggio”.

Tutto rimandato al giorno dopo, alle 18. Il verdetto? Beh, per quello vi rimandiamo a domani, ma siamo comunque sicuri che sia già di vostra conoscenza…