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L’Università di Messina si prepara alla didattica mista “blended”. Il Rettore Cuzzocrea: “ai nostri iscritti garantiamo qualità”

Cuzzocrea: “Anche l’Università di Messina sta lavorando per assicurare sia per le lezioni, le lauree e gli esami con una modalità mista seguendo tutte le indicazioni che arriveranno dal Ministro e dalla CRUI”

“Anche l’Università di Messina sta lavorando per assicurare sia per le lezioni, le lauree e gli esami con una modalità mista seguendo tutte le indicazioni che arriveranno dal Ministro e dalla CRUI (Conferenza dei Rettori Italiani) per assicurare agli studenti e a tutti il personale della Comunità Accademica il massimo della sicurezza e dell’efficienza nel servizio. Garantiamo qualità. Abbiamo avviato tutte le procedure e garantiamo anche a tutte le ragazze e i ragazzi che sceglieranno il nostro Ateneo di assicurare il miglior servizio”. Lo ha dichiarato il Rettore, professor Salvatore Cuzzocrea, commentando le tante notizie di stampa che scrivono di una Fase 3 e di una riapertura mista. Con la Fase 2 da poco avviata, gli Atenei italiani si sono già mobilitati per lo studio delle modalità da adottare nella successiva Fase 3. Fino ad allora, ogni Università porterà avanti le misure prescelte, in relazione all’emergenza sanitaria da COVID-19 e sulla base del proprio calendario, sino al 31 luglio.

Come avviene per altri Atenei, anche l’Università di Messina in questo frangente ha scelto di intraprendere la via della cautela, riaprendo l’accesso controllato – a partire dall’11 maggio -ai laboratori di ricerca. Ciò avviene con il coordinamento dei vari Direttori di Dipartimento e dei Responsabili scientifici degli stessi laboratori. In ottemperanza ai Protocolli adottati all’interno dell’Ateneo di Messina per il contrasto e il contenimento della diffusione del coronavirus, anche le varie biblioteche accademiche riprendono l’erogazione di alcuni servizi essenziali. In particolare, in questa fase, saranno garantiti i servizi di prestito dei libri e degli articoli cartacei, per motivi urgenti di studio, esclusivamente al personale accademico strutturato (docenti, ricercatori, PhD, dottorandi, specializzandi) e ai tesisti muniti di motivata autorizzazione rilasciata dal proprio relatore e per un massimo di tre richieste per volta.

Prosegue, invece, la teledidattica: l’Ateneo peloritano sta anche lavorando alla possibilità di una didattica mista o “blended” (lezioni erogate in presenza e contemporaneamente on line come già annunciato da altri atenei in tutta Italia). Ciò nel rispetto delle tutele e dei presidi di sicurezza, anche in relazione alla mobilità. Non sono, comunque, al momento programmabili gli esami da svolgere in forma scritta e tale tipologia sarà riorganizzata in forma orale. Gli esami si svolgono, pertanto, mediante la piattaforma Microsoft Teams. Allo studio anche la futura “flessibilità” per le Lauree, con l’opportunità di poter discutere la tesi in presenza la tesi di Laurea. Attualmente è possibile farlo solamente in modalità telematica. Stesso discorso vale per gli open day: sabato 30 maggio, ad esempio, via web si svolgerà la Giornata di orientamento dedicata al Dipartimento di Ingegneria ed ai futuri studenti che intendono orientarsi sulla scelta agli studi.

Dal 18 maggio, oltretutto, UniMe ha dato il via alle immatricolazioni 2020-2021 forte anche dei 200 milioni di euro che il Governo ha destinato – all’interno del “Dl Rilancio” -al finanziamento delle borse di studio ed alle riduzioni delle tasse universitarie. Il primo appuntamento in aula per le matricole dovrebbe essere il test di ingresso a Medicina, previsto per il 3 settembre. Se non si troveranno abbastanza spazi per accogliere decine di migliaia di studenti in un solo giorno la prova potrebbe essere scaglionata, alla stregua di ciò che ha già espresso il Ministro dell’Università, prof. Gaetano Manfredi.