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Silvia Romano:madre cooperante Lo Porto ucciso ‘contenta per lei, mio figlio morto e dimenticato’

Palermo, 13 mag. (Adnkronos) – (di Elvira Terranova) – “Sono contenta per la liberazione di Silvia Romano, sono felice per lei e per la sua famiglia che sia tornata a casa viva e che sta bene. Il resto non mi interessa, perché mi ricorda troppo mio figlio che, invece, non è tornato a casa. Anzi, è tornato a casa in una bara. Morto. Mio figlio è stato ucciso dagli americani che avrebbero dovuto salvarlo. Anzi, è stato dimenticato da tutti. Il mio dolore è ancora troppo forte e non passerà mai. Provo ancora tanta, tanta rabbia…”. A parlare, in una intervista esclusiva all’Adnkronos è Giusi Felice, la mamma di Giovanni Lo Porto, il cooperante italiano rapito in Pakistan nel 2012 da una formazione jihadista e poi colpito e ucciso da un drone statunitense, dal ‘fuoco amico’, nel gennaio del 2015. Nella stessa operazione venne ucciso anche Ahmed Farouq, un cittadino statunitense leader di Al Qaeda. Adam Gadahn, altro americano divenuto un importante leader di Al Qaeda, morì sempre a gennaio di quell’anno, in un altro raid.
Una vicenda dai contorni mai chiariti. La Casa Bianca, con Barack Obama, in quella occasione, chiese anche scusa pubblicamente alla famiglia di Lo Porto, che vive a Palermo. Obama promise, oltre a un risarcimento, anche l’accertamento della verità. Ma dopo tanti anni ancora quell’attacco è avvolto nel mistero. Non si è mai saputo molto sulle circostanze che portarono all’uccisione del giovane Lo Porto.