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Di Matteo attacca Bonafede a “Non è l’Arena”: “mi propose il Dap, poi ci ripensò dopo i timori dei boss”. Rosanna Scopelliti: “le denunce si facciano nei luoghi opportuni”

Di Matteo attacca Bonafede a “Non è l’Arena”: “mi propose il Dap, poi ci ripensò dopo i timori dei boss”. Il monito di Rosanna Scopelliti: “le denunce si facciano nei luoghi opportuni. Devono essere i simboli a dover dare l’esempio”

Rivelazione di Nino Di Matteo, in collegamento telefonico, ieri sera, con la trasmissione “Non è l’Arena”. Il noto magistrato  ha lanciato accuse contro il Ministro Alfonso Bonafede, che ha successivamente risposto. Di Matteo ha raccontato come nel 2018 Bonafede gli avesse chiesto di dirigere il Dap ma l’offerta non venne confermata dopo la “reazione di alcuni boss, che intercettati, avevano espresso preoccupazione per la nomina“. Il responsabile della Giustizia nel Governo Conte ha poi telefonato in diretta durante la trasmissione spiegando le proprie ragioni e dicendosi “esterrefatto“, sottolineando come la storia rivelata dal magistrato “non sta né in cielo né in terra“.

Interviene sulla polemica anche Rosanna Scopelliti, la quale dal suo profilo facebook lancia un monito a Di Matteo, Bonafede e Giletti riprendendo le parole del padre Antonino: “a proposito della puntata di Non è l’Arena che tanto sta facendo discutere, mi viene in mente un passaggio scritto da papà nel 1986. ‘Il magistrato protagonista, il magistrato eroe non ci convince perché noi non vogliamo né protagonisti né eroi. Il magistrato è! La Giustizia non ha aggettivi. La Giustizia è’. Ecco dopo ieri sera, nonostante ieri sera, mi piace pensare che esistano ancora dei luoghi deputati alle denunce, che chi conosce la legge e ama la giustizia non se ne dimentichi mai, anche se è diventato un “simbolo”, perché sono proprio i simboli a dover dare l’esempio. Che chi del sistema Giustizia è chiamato ad essere tutore, agisca con la stessa trasparenza che invocava nelle piazze da semplice attivista di un movimento. Che chi fa giornalismo, onori il proprio mestiere evitando di dare in pasto ai telespettatori scoop e indignazione a orologeria come se fosse l’unico modo per alzare l’asticella dell’audience. Serietà. Vorrei serietà. Ci sono persone che hanno dato la vita per questo Paese, che sono esempio di temperanza e umiltà. Ecco. Siamo umili. E credibili. Tutti”.