Reggio Calabria, Sera (Cisl Fp): “inaccettabili le dichiarazioni di Ripepi sui dipendenti comunali”

Reggio Calabria, Sera (Cisl Fp): “lo smart working al Comune ha testato la professionalità della Dirigenza, il senso di appartenenza nonché l’abnegazione di tutti i lavoratori”

“Lo smart working al Comune di Reggio Calabria ha testato la professionalità della Dirigenza, il senso di appartenenza nonché l’abnegazione di tutti i lavoratori. Si sta passando il segno, assistiamo a un’esasperazione dovuta a questa continua campagna elettorale, dai toni molto accesi mai pensavamo, però, ad un attacco così insolito ai lavoratori del Comune di Reggio Calabria. Tutti i dipendenti del Comune di Reggio Calabria hanno continuano in silenzio a prestare servizio per le attività indifferibili ed urgenti nonché necessarie per il regolare svolgimento dei servizi ritenuti essenziali per la comunità: i dipendenti dell’anagrafe, dei cimiteri, il personale della protezione civile, dei servizi sociali, lavori pubblici, il settore della Polizia Municipale e tanti altri ancora. A questi si aggiungono tutti gli altri servizi che hanno svolto l’attività in smart working. Se tutto ciò ad oggi è stato possibile, è dovuto solo alla professionalità dei Dirigenti, nonché al senso di appartenenza e di abnegazione dei lavoratori tutti. Prima dello stato emergenziale COVID-19 lo Smart Working ha stentato a decollare, la causa può essere rinvenuta nella evidente mancanza di investimenti in termini di risorse economiche e strumentali, bisogna ricordare che il Comune di Reggio Calabria nel 2017 ha partecipato al progetto “Lavoro agile per il futuro della PA” progetto di sperimentazione pilota per l’attivazione di percorsi di lavoro agile nella Pubblica Amministrazione, nell’ambito del quale il Dipartimento della Funzione Pubblica ha stipulato una convenzione per l’attuazione del progetto con soli 25 Enti tra cui Il Comune di Reggio Calabria. Il ricorso operato d’urgenza, dello Smart Working secondo i DPCM, le direttive della Funzione Pubblica ed al DL “Cura Italia”, ha dimostrato di costituire un ottimo strumento di flessibilità della prestazione lavorativa, favorendo altresì, anche il contenimento del contagio da Covid-19, la tutela della salute, della sicurezza dei lavoratori e di tutta la comunità”.

Così dichiara Vincenzo Sera Segretario Generale della CISL FP di Reggio Calabria che aggiunge che, “superate le primissime difficoltà operative, oggi si registra una percentuale alta dei Smart Workers, rispetto al totale dei lavoratori, a conferma che una buona parte delle attività possono oggi essere svolte da remoto”. Secondo il Segretario Generale della CISL FP Vincenzo Sera, tale “evidenza deve tradursi nel futuro in una nuova sfida che è quella di sostenere il ricorso al lavoro agile, con conseguenze positive sia per quanto riguarda la conciliazione delle esigenze familiari con quelle lavorative sia per contenere le esigenze di mobilità in città, con ricadute positive su inquinamento ed ambiente. Tutto ciò presuppone necessariamente un cambiamento culturale in materia di organizzazione del lavoro ed una rivisitazione del concetto di produttività che dovrà avere parametri diversi da quelli utilizzati per la prestazione lavorativa ordinaria. Nella gestione emergenziale ha prevalso la capacità operativa dei singoli Dirigenti svincolati da qual si voglia impedimento, ma ha prevalso ancor più il senso di appartenenza di ogni lavoratore che con gran spirito di abnegazione ha dimostrato di poter affrontare l’emergenza che si è venuta a creare senza nessuna diffidenza. La capacità di autodeterminazione dei Dirigenti ha prodotto nell’immediato un approccio organizzativo del lavoro correlato principalmente alle effettive competenze del personale e non alla mera presenza fisica. Ad oggi al Comune di Reggio Calabria vi è un organico Dirigenziale molto ridotto, che registra un carico di lavoro eccessivo con diverse responsabilità, lo stesso dicasi per il personale del comparto, che riesce in presenza di un aumentato carico di lavoro a sopperire e garantire comunque i servizi. Niente e nessuno può essere d’ostacolo al positivo utilizzo di una metodologia di lavoro nei confronti della quale i lavoratori hanno peraltro dimostrato di essere molto più pronti e reattivi”.

“Al di là di certe posizioni del Consigliere Ripepi -aggiunge- vagamente surreali ed inaccettabili. I dati riscontrati, stanno evidenziando un aumento della produttività, le determine dirigenziali, nel corso dell’emergenza COVID 19 in questi primi mesi sono aumentate, ovviamente senza considerare tutte le attività svolte, tra le quali, telefonate, email e messaggi whats app. Alcuni settori visto la particolarità del servizio da svolgere hanno continuato a lavorare dieci ore al giorno ed anche di sabato ai fini di garantire i servizi indispensabili, basta pensare al settore Welfare impegnati costantemente per le fasce più deboli della popolazione reggina. Il Decreto anticrisi conferma il lavoro agile quale modo ordinario di lavoro. L’impianto resta inalterato rispetto a quello già disegnato nel DL 18/2020, ma deve essere adeguato per rispondere alle nuove esigenze che stanno emergendo. La ripartenza richiede, necessariamente, un maggior coinvolgimento degli sportelli pubblici, che devono rispondere alle istanze e alle segnalazioni dei cittadini. In questo contesto, la prima operazione da mettere in atto è rappresentata da una revisione di quelle attività indifferibili che richiedono la presenza nei luoghi di lavoro previste nell’articolo 87 del decreto «Cura Italia». Bisogna adoperarsi a sottoscrivere un accordo per la prevenzione e la sicurezza dei dipendenti e degli utenti, seguendo il protocollo del 03 aprile, ogni possibile proposta alla riorganizzazione del lavoro deve individuare soluzioni che non incidano sugli aspetti retributivi dei dipendenti, già abbastanza compromessi, le stesse vanno individuate promuovendo modalità di comunicazione e di confronto con le Organizzazioni Sindacali. Ai lavoratori, bisogna dire loro grazie, soprattutto in questo difficile momento, e rendere merito per l’impegno, l’entusiasmo e lo spirito di collaborazione profusi nella gestione dell’emergenza Coronavirus, dai dirigenti ai funzionari, dagli amministrativi ai tecnici, alla polizia municipale, agli ausiliari, tutti hanno dimostrato di essere non solo tecnicamente, ma anche umanamente preparati per affrontare un’emergenza grave e imprevista. Lo stato emergenziale, ha realizzato un processo di ricostruzione del morale e dell’entusiasmo dei lavoratori, spesso calpestato da interferenze estranee all’attività amministrativa. La Dirigenza ha saputo costruire una squadra per ogni settore di riferimento, che ha avuto un obiettivo unico, quello di essere il riferimento operativo della collettività dei cittadini. L’esperienza fino ad oggi realizzata dimostra come la macchina pubblica e soprattutto il costante e silente lavoro dei tanto vilipesi e denigrati impiegati pubblici risulta, essere prezioso proprio nei momenti di maggiore emergenza del Paese, continuando a rappresentare l’unico vero punto di riferimento dei cittadini”, conclude Sera.

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