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Reggio Calabria, la lettera di uno studente reggino: “Falcomatà approfitta della crisi per portare acqua al proprio mulino”

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Reggio Calabria, la lettera di uno studente reggino: “Falcomatà approfitta della crisi per portare acqua al proprio mulino. Il suo interesse su tutti i problemi anche i più piccoli, è sospetto”

Di seguito il testo integrale di un giovane studente di Reggio Calabria, costretto a studiare fuori dalla propria città, il quale auspica che “dopo anni di bugie, di promesse mai mantenute e soprattutto di false speranze, è arrivato il momento di voltare pagina”:

“La nostra Reggio. Con tutte le sue sfaccettature, le sue bellezze, i suoi colori, i suoi profumi,la sua cultura e le sue tradizioni.Dalle sagre al mercatino del venerdì, dalle passeggiate sul lungomare, alle serate nei lidi, al gelato da Cesare fino alle scampagnate in montagna: si, Reggio Calabria è anche questa. O almeno, lo è stata fino a poco tempo fa. Fino a quando un batterio sconosciuto iniziasse il suo lungo percorso di dolore e devastazione, partendo dall’Oriente sino a giungere nel nostro paese e quindi nella nostra città. Eravamo tutti liberi e spensierati, avvolti nella frenesia delle nostre vite quotidiane, fino a quando il 9 marzo il nostro Presidente del Consiglio annuncia il blocco totale dell’Italia, chiudendo ogni attività quotidiana e “ordinando” ( si, forse un po’ azzardato visto che viviamo in una libera democrazia, ma viste le ultime uscite del nostro Premier, forse neanche tanto) a tutto il popolo italiano di restare chiusi nelle proprie case e ad uscirvi solo in caso di strette esigenze. Proteste, incredulità, rabbia, superficialità nel mettere in pratica ciò che è stato chiesto: sono solo alcune delle reazioni che si sono susseguite. Nessuno poteva credere ai propri occhi, per la prima volta dopo 100 anni, una pandemia si faceva largo tra la popolazione. “Cosa fare?” “Come comportarsi dinnanzi tutto questo?”. Ed ecco che, improvvisamente, arriva il nostro “eroe”, colui che ha l’ultima parola su tutto e tutti, nientemeno che il primo cittadino, il sindaco Giuseppe Falcomatà. Il quale, fra una diretta Instagram, una diretta Facebook e i suoi spostamenti fra un lato della città ad un altro, tiene aggiornato il popolo reggino 24h su tutto quello che accade nella nostra città.Niente di strano fin qui,in quanto è il minimo indispensabile che un sindaco dovrebbe fare nell’esercizio delle sue funzioni. Tuttavia, c’è un piccolo particolare che penso sia stato abbastanza facile da notare durante questo periodo di reclusione in casa: la troppa disponibilità del nostro sindaco nel tenere in considerazione le problematiche dei suoi cittadini. Come già detto, è il minimo che un sindaco possa fare.

Ma preoccuparsi di qualsiasi problema, anche del più stupido che, in tempi come questi, poteva anche passare in secondo piano, risulta essere un po’ sospetto.Tutto questo farebbe pensare a qualcuno che starebbe cercando di portare acqua al proprio mulino. Voglio dire: un sindaco che va in mezzo alle strade, che ha un eccessivo modo di socializzare con i suoi cittadini,passando per i “passa pa casa”, “non facimu i fissa” ecc..non sembri nascondere qualcosa? O meglio, non sembra voler qualcosa in cambio dagli stessi cittadini? Ma andiamo per ordine. Qualche giorno fa il sindaco è letteralmente uscito fuori di sé, parlando di un tema che a Reggio, nel bene e nel male, ha sempre fatto la differenza: quello dei rifiuti. Egli, in una delle sue tante dirette, sostiene di non poter fare nulla rispetto a questa situazione, che la patata bollente è nelle mani degli organi superiori e lui non può fare altro che sollecitare gli stessi a provvedere a questo problema( stile sanculotti ai tempi della Rivoluzione francese, quando questi scendevano nelle piazze a rivendicare i propri diritti ). Lui, che tra l’altro aveva promesso di portare tutti i sindaci della provincia di fronte a Palazzo Campanella,quando invece non è riuscito nemmeno a portare i Sindaci del suo stesso partito.E’ bene ricordare al nostro primo cittadino che il problema dei rifiuti, che era già presente sin dai tempi in cui il comune di Reggio era commissariato,è cresciuto e si è sviluppato in questi anni di amministrazione tutta di Sinistra, insieme ai suoi compagni di partito, tra cui Oliverio, il precedente presidente regionale.Una situazione che si è aggravata anche e soprattutto con l’introduzione della raccolta differenziata porta a porta,spostando il problema dei cassonetti stracolmi ai portoni di ogni abitazione. Se il problema principale fosse quello delle discariche regionali, come preme il nostro sindaco, come mai non viene raccolta anche la plastica? E le varie parti di carta? Umido organico e vetro? Scaricare tutta la responsabilità e la colpa alla governatrice Santelli, la quale è bene ricordare che è a capo della Regione da pochi mesi e ha da subito dovuto affrontare una situazione complessa a causa dell’emergenza sanitaria da Coronavirus, è quanto di più deplorevole si possa fare. A questo proposito, è bene anche ricordare un curioso episodio, accaduto giusto un anno fa, quando il primo cittadino si lamentava della fatto che Anas scaricasse i rifiuti proprio in alcuni torrenti della città. Un importante istituzione come Anas che, invece di fare la differenza, mantenendo pulito l’ambiente, si unisce alla massa (per la serie: se non puoi batterli, unisciti a loro). Questo, probabilmente, rappresenta ampiamente l’amministrazione Falcomatà di questi anni.

Oltretutto, dov’era lei quando vi era l’esigenza di attivare il termovalorizzatore di Gioia Tauro? Com’è che ha accumulato debiti pazzeschi con AVR e la Regione, quando i lavoratori non vengono pagati da mesi e annunciano un nuovo sciopero? Lei dov’era quando la gente la supplicava di fare qualcosa per la mancanza di acqua in determinate zone della città? Anche il problema idrico ha da sempre rappresentato una delle falle della nostra città, eppure… non più tardi di poco tempo fa fece tante promesse a riguardo, senza mai ricevere risposte concrete. Dov’era quando gli stessi cittadini ,che ora vuole difendere e sostenere ad ogni costo, le chiedevano di sistemare tutte le strade del nostro territorio? O di potare gli alberi in alcune zone ?Dov’era quando la squadra di calcio della nostra città stava andando incontro al fallimento? Anche in quel caso, non mosse un dito. Ma soprattutto: dov’era lei, quando tanta gente disoccupata, senza un lavoro, si è vista la possibilità di prendere un impiego sfumare per colpa del proprio sindaco, il quale negò la realizzazione di una struttura che avrebbe dato lavoro a tante persone? Cosa ha fatto lei, sig.sindaco, per favorire lo sviluppo delle istituzioni reggine? O della nostra sanità? Leggere a tutto questo e a pensare all’atteggiamento dello stesso negli ultimi mesi, verrebbe da credere che si tratti di due persone diverse. Credereste mai che la persona che sta distribuendo mascherine a chiunque e che ora sta portando al termine la costruzione di alcune importanti infrastrutture progettate già diverso tempo fa (come il famosissimo Parco Lineare Sud,guarda caso giusto nell’anno delle elezioni comunali), sia lo stesso citato sopra? Poi, il sindaco avrà sicuramente raggiunto pure qualche importante obiettivo nel corso della sua amministrazione. Ma il mio, da studente reggino, costretto a studiare fuori dalla propria città, e come il sottoscritto tanti altri, vuole essere un auspicio ad un vero cambiamento per la nostra città nei mesi che verranno. Dopo anni di bugie, di promesse mai mantenute e soprattutto di false speranze, è arrivato il momento di voltare pagina, nella speranza di avviare un nuovo corso per la nostra città, fatto di sviluppo, di opportunità, di prosperità, di idee e di organizzazione”.

Lettera firmata