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Reggio Calabria, il vicesindaco Mauro: “basta lungaggini sulla cassa integrazione. Si eroghi tutta e subito”

Cassa integrazione in deroga

Reggio Calabria, le parole che il vicesindaco metropolitano Riccardo Mauro rivolge alla Regione ed al Governo nazionale sulla Cassa Integrazione

«I tempi della burocrazia non coincidono con le esigenze della vita reale. Lo abbiamo detto dal principio e oggi lo ribadiamo ancora più forte: si eroghi subito, a tutti gli aventi diritto, la totalità della cassa integrazione in deroga prevista». E’ l’invito che il vicesindaco metropolitano Riccardo Mauro rivolge alla Regione ed al Governo nazionale, riconoscendo «lo straordinario lavoro che stanno portando avanti funzionari e dipendenti dell’Inps».

«Non è possibile – spiega Mauro – che, a quasi tre mesi dall’esplosione della crisi, ancora oggi esistano cittadini che non hanno ricevuto la cassa integrazione di marzo. Eppure, sin dall’inizio, il sindaco Giuseppe Falcomatà ha chiesto chiarezza e rapidità nelle scelte. Va riconosciuta, ovviamente, la straordinarietà dell’evento che ha imposto veri e propri “tour de force” alle strutture amministrative degli enti previdenziali, ma stiamo vivendo una situazione che ormai rasenta la disperazione. Molte famiglie, infatti, attendono risposte per riuscire ad organizzare non più i ritmi del mese, ma quelli del giorno dopo. Lo stallo economico ha accorciato i tempi delle esigenze e delle necessità. La gente non può più aspettare».

«Ci si attivi, dunque – conclude il vicesindaco metropolitano – affinché si snelliscano ulteriormente le procedure e si mettano le famiglie nelle condizioni di poter ricevere quanto loro dovuto. E’ una questione che non può ammettere tentennamenti o indecisioni. Serve coraggio nelle scelte, ma soprattutto è indispensabile essere chiari, operativi, efficaci, rapidi e concreti nel fornire le risposte dovute. Faccio appello alle istituzioni competenti perché si riesca, il prima possibile, ad erogare fino all’ultimo centesimo della cassa integrazione legittimamente attesa da chi soffre, più di molti altri, le ristrettezze e le costrizioni dovute alla tremenda pandemia che ha sconvolto il Paese».