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Nuova Costituente: “regioni e città si schierino con quanti vogliono lavorare”

Nuova Costituente: “dopo quasi due mesi di una costante manipolazione dell’opinione pubblica da parte del governo, i nostri concittadini che vogliono riavviare le loro attività incarnano una concreta speranza nel fatto che cambiare è possibile”

Da Ercolano a Pavia, da Venezia a Livorno, da Torino a Lucca, in tutta la penisola si assiste a proteste di commercianti, ristoratori e artigiani che vogliono tornare al lavoro e chiedono alle autorità locali di restaurare la libertà d’impresa, anche a costo di opporsi al governo Conte e alle sue scelte. Secondo Nuova Costituente “questa ribellione che pervade l’intero paese mostra come quanti lavorano nel privato abbiano sempre più paura di non riuscire a ripartire, rimanendo prigionieri delle difficoltà in cui ora ci si trovano. Sono molti a voler lavorare e intraprendere, perché hanno bisogno di continuare ad avere fiducia nel futuro. Queste partite Iva non scendono in piazza per chiedere aiuti e finanziamenti, ma per avere la libertà di servire nel migliore dei modi la propria clientela. In molti piccoli imprenditori è anche forte la consapevolezza che si debba al più restaurare il diritto, ponendo fine a una situazione dominata da decisioni politiche arbitrarie, che in tanti casi hanno proibito comportamenti del tutto legittimi. Una cosa, infatti, è impedire a ognuno di ognuno di avvicinarsi troppo ad altre persone; altra cosa, invece, è bloccare interi settori produttivi e segregare milioni di persone in casa“. Nuova Costituente ritiene che, “dopo quasi due mesi di una costante manipolazione dell’opinione pubblica da parte del governo (aiutato da quasi tutti i media, appiattiti sulle posizioni dell’esecutivo), questi nostri concittadini che vogliono riavviare le loro attività incarnano – in ogni parte del Paese – una concreta speranza nel fatto che “cambiare è possibile”. Ora sta però ai presidenti di Regione e agli stessi sindaci il compito di farsi interpreti di questa fondamentale domanda di giustizia, schierandosi con le ragioni del lavoro e del diritto“.