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In nome di Giovanni Falcone, a San Luca l’urlo di legalità della Calabria migliore. Falcomatà unico Sindaco assente [FOTO]

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Calabria, oggi grande manifestazione di legalità a San Luca per ricordare Giovanni Falcone nel giorno dell’anniversario della Strage di Capaci. Stona l’assenza del Sindaco Falcomatà

La Calabria ha celebrato oggi, nel giorno del 28° anniversario della Strage di Capaci, la figura di Giovanni Falcone con un evento altamente simbolico nel cuore dell’Aspromonte, a San Luca (Reggio Calabria), considerato l’epicentro della criminalità organizzata internazionale. All’evento hanno partecipato tutte le massime autorità locali, alti rappresentanti delle forze dell’ordine nazionali, parlamentari e senatori di tutti i partiti, cittadini, tanti giovani e moltissimi Sindaci calabresi tra cui Occhiuto di Cosenza e Abramo di Catanzaro: unico assente tra le principali città della Regione proprio il primo cittadino di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà. Un’assenza che stona due volte, perchè Falcomatà è anche Sindaco metropolitano di tutto il territorio reggino, di cui San Luca fa parte, e in un giorno in cui tanti suoi colleghi sono arrivati dall’altro capo della Regione, percorrendo decine o centinaia di chilometri, dalla Sila, dal Pollino, dallo Jonio edal Tirreno per celebrare uno dei più grandi portavoci della legalità e della lotta alla mafia, ad accoglierli non c’era il “padrone” di casa.

Abbiamo scelto di commemorare la figura di Giovanni Falcone e i morti della strage di Capaci, anche in questo particolare momento delicato che non consente grandi manifestazioni pubbliche. Venire a San Luca significa sfidare la retorica per dire che le parole di Falcone e la sua storia sono reali proprio in questi territori, nei quali le persone perbene sono tante e hanno il dovere di poter camminare con la schiena diritta. A loro dico che le istituzioni sono al loro fianco” ha detto il governatore Jole Santelli prima di iniziare la manifestazione in piazza, deponendo una corona nel monumento eretto sul luogo, sulla strada che conduce a San Luca, dove fu ucciso il brigadiere dei Carabinieri Carmine Tripodi.

Ci sono stati vari momenti in cui chiusa in quell’ufficio alla Regione mi sono detta ‘ma chi me l’ha fatta fare’, poi guardo una giornata come oggi e mi dico ‘meno male che l’ho fatto‘” ha poi aggiunto Jole Santelli, riferendosi all’emergenza sanitaria e alle altre emergenze calabresi. Prima del suo intervento è stato proiettato un video composto da Giulio De Gennaroche oltre ad essere un giornalista – ha detto Santelliè figlio del prefetto De Gennaro, uno dei migliori amici di Giovanni Falcone, credo che nel video si trasmetta quanto ci sia di emotivo e di affettivo, per questo abbiamo voluto completare questa giornata con questo video. La parte più bella è che oggi nessuno di noi ha una maglietta politica, siamo istituzioni e siamo persone. Siamo soprattutto oltre che ruoli, persone che oggi vogliamo dire che questa Calabria ha diritto ad altro, ha diritto al meglio, ha diritto ad avere quello che merita. Senza togliere nulla – ha aggiunto Santelli rivolgendosi ai tanti sindaci accorsi – alla giunta, agli assessori regionali, ai deputati, però devo essere sincera, visto da questa parte, la parte più bella della piazza sono queste fasce tricolori. Ieri ho sentito Maria Falcone, è un anniversario particolare, non si fa quasi nulla di pubblico, è tutto televisivo. Siamo una delle poche regioni che abbiamo deciso di ricordare Giovanni Falcone e questo per me è un orgoglio enorme” ha concluso il governatore calabrese.

Per me è un grande onore – ha detto l’assessore all’Ambiente della Regione Calabria Sergio Di Caprio ‘Capitano ultimo’ oggi a San Luca – sono nel posto che mi appartiene, sono sulla strada, nella piazza di un piccolo paese, dove ho vissuto, dove abbiamo combattuto io e tanti altri carabinieri, tanti altri poliziotti, gente povera, figli di questi paesi e di questa cultura. Sono qui – ha aggiunto l’ex capo dell’unità Crimor dell’Arma, che catturò Totò Riina – a ricordare Giovanni Falcone, per esserci stato accanto, come uno di noi, fragile come noi, isolato, abbandonato, delegittimano, deriso, e che però, nonostante tutto, cercava di costruire qualcosa di grande nella lotta alla mafia. Lo ha fatto dovunque, prima di morire. Siamo qui dove la vita non fa sconti, in questa strada, dove si cade e si muore, dove tutto è vero. Siamo qui per ricordare Giovanni Falcone, siamo qui a ricordarlo per esserci stato accanto come uno di noi, una persone fragile come noi, isolato, abbandonato, delegittimato, deriso, che però nella derisione e nell’abbandono cercava di costruire qualcosa di grande cioè la lotta alla mafia. Dovunque ha fatto questo, prima di morire. Siamo qui per dire all’Italia, insieme al popolo calabrese, alle famiglie, ai cittadini, alle persone che sono la vera autorità, il vero Stato comunità, che non accetteremo il pizzo, le estorsioni, la violenza, le violazioni nel mondo del lavoro. Siamo un popolo semplice, povero  ma nella fratellanza e nel mutuo soccorso abbiamo superato la carestia, la fame, la guerre. E come ci hanno insegnato i nostri nonni, saremo ancora ‘fianco a fianco’, e come hanno vinto loro, vinceremo anche noi.”

E’ significativo ritornare ogni anno sulle strade di Palermo, ma emblematico e più che significativo è quest’oggi commemorare la strage di Capaci in Calabria, nel centro aspromontano di San Luca, conosciuto come l’epicentro della criminalità organizzata anche fuori dai confini nazionali“, ha detto Franco Maccari, vice presidente nazionale del sindacato di Polizia Fsp – la Federazione Sindacale di Polizia. “Solo un anno fa la nostra organizzazione sindacale si cimentava ad organizzare una manifestazione a San Luca per commemorare chi perse la vita a Capaci, a ridosso delle tanto attese elezioni comunali dove candidavamo il nostro Segretario Nazionale Giuseppe Brugnano come testimonianza dello Stato e del cambiamento auspicato, con la lista del massmediologo Klaus Davi. Non solo lo scorso anno riuscivamo a svolgere una manifestazione inimmaginabile al mondo ma, contestualmente, riuscivamo a far eleggere nel consiglio comunale di San Luca un poliziotto“. “Oggi la stessa manifestazione viene ripetuta a San Luca, nella stessa piazza dello scorso anno, per iniziativa del Presidente della Regione Calabria, l’onorevole Jole Santelli, con la presenza dell’intera Giunta Regionale. In questo possiamo dire di essere stati precursori e poter affermare che anche le cose che possono sembrano impossibili, con l’impegno e la buona volontà, possono divenire possibili. Ebbene – conclude Maccariabbiamo il dovere di mantenere vivo il ricordo anche in questi posti, affinché resti sempre ben marcata quella linea purtroppo sottile, che divide la giustizia dalla ‘giustizia giusta’“.

Sposo in pieno l’iniziativa di Jole Santelli, presidente della Calabria, che ha voluto celebrare nel mio comune, San Luca, una giornata importante come questa. Giovanni Falcone ma anche Paolo Borsellino, Rosario Livatino, Antonino Scopelliti sono quei fari che ci guidano verso un riscatto delle nostre terre. San Luca e’ il simbolo di tutto questo. Un comune situato in un paradiso terrestre, additato in tutto il mondo come una sorta di tempio delle mafie, ora e’ diventato il simbolo del cambiamento. Ringrazio quindi la nostra presidente per la sua scelta a nome del mio gruppo al consiglio comunale e di tutti i cittadini“. Lo ha dichiarato il massmediologo e giornalista Klaus Davi, consigliere comunale a San Luca.

Questa mattina, su invito della presidente della Giunta Regionale Santelli, che ringrazio, partecipo a San Luca alla commemorazione, nel giorno che ricorda la strage di Capaci, di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Partecipo indossando la fascia tricolore di Sindaco, orgoglioso di rappresentare la comunita’ di Diamante a questo momento di grande valore civile e in un luogo fortemente simbolico, opportunamente scelto dalla Presidente Santelli in questa occasione“. Cosi’ il senatore IV e sindaco di Diamante Ernesto Magorno. “A Diamante, aderendo ad una iniziativa nazionale dell’ANCI – prosegue – esporremo, dal Palazzo di Citta’, un lenzuolo bianco, simbolo del contrasto alla mafia. L’emergenza che stiamo vivendo non deve farci dimenticare che esistono altri ‘virus’, come le mafie, che sono letali per il futuro della nostra terra e che proprio nei momenti di crisi trovano linfa per proliferare. Per questo oggi e’ importante ricordare quel 23 maggio del 1992, il sacrificio di Giovanni Falcone e poi di Giovanni Borsellino e degli altri caduti per mano mafiosa, non dimenticando che il loro martirio segno’ successivamente una forte reazione dello Stato e della Societa’ Civile. Io credo che Giovanni Falcone, come Borsellino e gli altri giganti dell’antimafia non ci chiedano di imitare il loro eccezionale percorso, ma di essere ‘eroi’ nella quotidianita’. Di essere capaci di non voltare lo sguardo quando assistiamo anche ad una piccola illegalita’, di avere cura dei beni comuni alla collettivita’, di osservare le regole, anche le piu’ semplici ed elementari. Proprio quello che stiamo vivendo in questo periodo ci insegna che ogni nostra azione ha un valore per tutta puo’ condizionare e mettere anche a rischio le vite degli altri. Commemoriamo oggi Giovanni Falcone, Francesca Morvillo Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, con un pensiero particolare rivolto a tutti gli uomini delle Forze dell’Ordine, dello Stato che ogni giorno rischiano la vita per proteggerci, ma non dimentichiamoli, poi, nel nostro agire di tutti i giorni. Fu proprio Falcone che disse: ‘Perche’ una societa’ vada bene, si muova nel progresso, nell’esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell’amicizia, perche’ prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il proprio dovere‘”.