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Falcone: Cappuccio (Cisl), ’23 maggio giorno di tristezza e di lotta’

Palermo, 22 mag. (Adnkronos) – ‘Il 23 maggio per noi è un giorno di tristezza. Ma anche di lotta. Di tristezza perché si rinnova la memoria di chi ventott’anni fa perse la vita per mano dei boss. Di lotta, perché è occasione per riconfermare la volontà di mobilitazione quotidiana contro mafie e illegalità”. Così Sebastiano Cappuccio, segretario della Cisl Sicilia, alla vigilia della strage di Capaci, ricordando il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, gli agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. E i tanti caduti delle guerre di mafia. ‘Per noi il 23 maggio è un giorno di dolore ‘ rimarca Cappuccio ‘ ed è una ricorrenza che riporta in mente le pagine più buie della nostra storia”. E sui tanti misteri irrisolti che, prima e dopo il 23 maggio ma passando per il 23 maggio, allungano ombre buie sul nostro presente, ‘ci auguriamo che sia fatta presto luce”.
Quanto all’impegno del mondo del lavoro contro la barbarie mafiosa, ‘il nostro pensiero ‘ continua il segretario ‘ torna alla straordinaria manifestazione che per iniziativa di Cgil Cisl e Uil, un mese dopo la strage, il 27 giugno del 1992, portò a Palermo centomila persone da tutt’Italia”. Così, ora come allora vogliamo l’Italia parte civile, incalza Cappuccio. Un’invocazione che non può restare slogan né risolversi in mero hashtag. Semmai, ‘desideriamo ‘ si legge nella nota Cisl ‘ che si traduca in snodo programmatico e politico che impegni il mondo del lavoro, e assieme il paese, nella prevenzione e nel contrasto ai criminali mafiosi”. Quest’anno, aggiunge il segretario, il 23 maggio arriva nel contesto di un’epidemia che impedisce la piazza. Ma non impedisce di combattere contro il virus delle mafie. Oltretutto, perché ‘combattere criminali e mafiosi vuol dire costruire una società migliore: con più lavoro, famiglia, casa, scuola, inclusione sociale. Vuol dire coesione, legalità, civiltà”. è l’ideale sull’altare del quale uomini come Falcone, Borsellino e tanti altri, hanno immolato le proprie vite. ‘Quest’ideale è la nostra stella polare”, ripete il segretario Cisl.