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Enel: accelera chiusura ultimo impianto a carbone in Cile (3)

(Adnkronos) – Nell’ambito del suo impegno per la decarbonizzazione in Cile, il Gruppo Enel prevede altresì di completare, tramite Enel Green Power Chile, circa 2 GW di capacità rinnovabile nel Paese entro il 2022, metà della quale già in fase di costruzione, inclusi, tra gli altri: Azabache (60,9 MW), un impianto solare combinato con il parco eolico di Valle de los Vientos (90 MW), che costituisce la prima centrale elettrica industriale ibrida del Paese; il progetto solare Campos del Sol (382 MW); e l’ampliamento da 33 MW della centrale geotermica di Cerro Pabellón da 48 MW, l’unico impianto di questo tipo in esercizio in Sud America. In Cile, nel dicembre 2019 il gruppo ha già chiuso un’unità a carbone da 158 MW presso la centrale elettrica di Tarapacá. Analogamente a quanto avvenuto per Tarapacá, il Gruppo Enel assicurerà il reimpiego, all’interno del Gruppo, dei lavoratori di Bocamina, e al tempo stesso valuterà la riconversione delle strutture della centrale.
Il gruppo Enel si è impegnato a sviluppare il proprio modello di business in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, vale a dire limitare l’aumento della temperatura media globale a meno di 2°C al di sopra dei livelli pre-industriali e fare tutto il possibile per limitare tale aumento a 1,5°C. Nel percorso verso la piena decarbonizzazione del suo mix produttivo entro il 2050, il Gruppo Enel si è impegnato a ridurre del 70% le proprie emissioni dirette di gas a effetto serra per kWh entro il 2030, dall’anno di riferimento 2017, come certificato dall’iniziativa Science Based Targets (SBTi).