Dalla Roma alla Reggina, quella notte in albergo a Napoli con Capello a caccia di ragazze: Totti racconta Tempestilli, “un punto di riferimento”

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Antonio Tempestilli è il nuovo responsabile del settore giovanile della Reggina, domani verrà presentato a stampa e tifosi: ecco come Totti parlava di lui

Domani mattina la Reggina presenterà a stampa e tifosi il nuovo responsabile del settore giovanile, Antonio Tempestilli. Una figura tutt’altro che sconosciuta al mondo del calcio e su cui non serve andare a scervellarsi più di tanto per cercare informazioni. Tempestilli infatti, prima da calciatore e poi da dirigente, ha fatto parte della Roma che fu dei compianti presidenti Dino Viola e successivamente Franco Sensi. Quando il club capitolino nel 2001 vinse lo Scudetto, lui ricopriva il ruolo di Team Manager.

Ed è a questo periodo, oltre a quello di quando era un “senatore” della squadra, che fa riferimento un “grande” del calcio, che parla di lui in maniera positiva. Di chi stiamo parlando? Di Francesco Totti. Lo storico capitano giallorosso, infatti, si è ritrovato a citare più volte Tempestilli nel corso della sua autobiografia “Un Capitano” scritta con il giornalista Paolo Condo.

Agli inizi in prima squadra c’era proprio lui a fargli da chioccia insieme a Giannini. Erano i veterani di quella Roma, e un giovane Totti cominciava ad inserirsi nel gruppo. Il futuro capitano giallorosso, però, da ragazzino era un tipo molto timido e riservato, e la prima trasferta in assoluto con la prima squadra – quella in cui ci fu il suo esordio a Brescia – fu per lui un trauma. Durante il viaggio non osava aprire bocca con nessuno: “Sono affamato – si legge – ma anche dopo il decollo non oso avvicinarmi al carrello pieno di tavolette di cioccolata e noccioline a disposizione dei giocatori. A rompere l’impasse arrivano Giannini e Tempestilli, i due ‘anziani’. Devono aver compreso la situazione perché si presentano carichi di cioccolata: ‘Mangia, dai, mica puoi resistere fino a cena. Prendo una tavoletta, forse in modo troppo guardingo se i due esclamano una cosa tipo: ‘Fidati, mica ti mordiamo'”. Era il 1993. Tempestilli quell’anno chiuse la carriera da calciatore per iniziare, sempre con la Roma, quella da dirigente.

Seconda citazione. Molte cose sono cambiate da quel lontano 1993. E’ il 2001, Totti è diventato nel frattempo bandiera e capitano, Tempestilli è Team Manager. La Roma è in trasferta a Napoli nella penultima gara della stagione. Se vince può festeggiare lo scudetto, altrimenti le tocca aspettare la domenica successiva in casa col Parma. La squadra alloggia in un hotel in cui, la stessa sera (il sabato prima della gara), si sta tenendo un matrimonio. E’ alto il rischio di distrazione, da parte dei calciatori, tanto che l’allenatore Capello lo nota e prova a fare un giro per le camere, convinto che nella stanza del capitano possano esserci delle ragazze: “Io sono in camera con Alessandro Rinaldi – racconta Totti nel libroA un certo punto sento bussare alla porta. Apro, e trovo la faccia imbarazzata di Tempestilli, diventato team manager, che con gli occhi cerca di farmi capire qualcosa. Non faccio in tempo a chiedergli cosa stia succedendo che Capello gli sbuca da dietro ed entra in camera furente. ‘Dove sono? Dove sono le ragazze?’. ‘Mister, ma che dice? Non c’è nessuna ragazza’. Capello apre l’armadio, controlla il vano della doccia, guarda persino sotto al letto. Niente, naturalmente. Io provo a scherzare dicendogli: ‘L’unica è che se so’ buttate de sotto’, ma lui si arrabbia ancora di più”.