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Csm: il faro di Mattarella, confronto con Ermini, presto presente a plenum/Adnkronos (3)

(Adnkronos) – Un’ipotesi, spiegò Mattarella sempre un anno fa, che porterebbe ad una rielezione con le stesse norme attualmente in vigore, mentre da più parti politiche si auspica una riforma delle procedure di composizione e formazione. “Modifiche normative -sottolineò parlando sempre al Plenum- ritenute opportune e necessarie”, che il Csm può accompagnare con “adeguamenti delle proprie norme interne, di organizzazione e di funzionamento, per assicurare, con maggiore e piena efficacia, ritmi ordinati nel rispetto delle scadenze, regole puntuali e trasparenza delle proprie deliberazioni”.
Anche se naturalmente rimane “basilare e decisivo” intervenire sul piano dei “comportamenti”. Guardando ad esempio all’operato di figure luminose, come quella di Vittorio Bachelet, che nell’aula di palazzo dei Marescialli a lui intitolata Mattarella commemorò nel febbraio scorso in occasione del quarantesimo anniversario della sua uccisione ad opera delle Brigate Rosse.
Da vicepresidente del Csm, infatti, operò “costantemente per promuovere la coesione all’interno del Consiglio, ben conoscendo le fratture ideologiche che lo attraversavano in quel tempo. Realizzare la composizione delle diversità non significa naturalmente -e non significava per Bachelet- far ricorso a una perversa logica di scambio per decisioni fondate sull’interesse dei singoli o sulla convenienza di gruppi. Si tratterebbe della negazione del pluralismo democratico, essenza della nostra realtà repubblicana, e che Bachelet -ricordò il Capo dello Stato- ha sempre promosso”.